Intervista al professor Mario Liguori, cittadino del mondo in Serbia

Il professor Mario Liguori è un cittadino straniero che ama la Serbia, di cui è diventato uno dei migliori promotori all’estero.

Il professor Liguori è un uomo fuori dal comune: la sua traiettoria di vita è a dir poco insolita e avventurosa, la sua comprensione e il suo interesse per le culture straniere sono profondi, e il suo zelo per la vita è contagioso.

In un’intervista per Serbian Monitor, il professor Liguori parla della sua vita in Serbia, della sua carriera di scrittore e accademico, delle somiglianze e differenze tra il suo paese natale, l’Italia, e la Serbia, e della sua passione per i viaggi.

Professor Liguori, lei è nato in Italia, dove si è laureato all’Orientale di Napoli, ha visitato almeno 30 paesi, ha vissuto in Svezia, parla cinque lingue, insegna presso l’Università di Novi Sad, ed è uno scrittore. Considerando i paesi ha visitato, perché ha scelto di vivere in Serbia? Il suo amore per la Serbia e la lingua serba, che parla in modo impeccabile, da cosa derivano?

Ho sempre desiderato viaggiare e vedere il mondo. Sono assolutamente convinto che un uomo di valore non possa percepire e valutare la realtà senza possedere una adeguata conoscenza del mondo. Questo, naturalmente, vale anche per un professore universitario, e soprattutto per uno scrittore. La mia decisione di vivere in Serbia è puramente casuale perché avrei anche potuto scegliere di vivere in Bosnia, in Croazia o altrove, lontano dai Balcani. Ho vissuto anche un bel periodo in Svezia. A dire il vero, mi sento benissimo ovunque posso imparare qualcosa di nuovo.

Ha vissuto in Serbia per quasi un decennio. Quali luoghi e che tipo di letteratura del nostro paese dovrebbe conoscere uno straniero al fine di comprendere realmente la mentalità e la cultura serba?

Per quanto riguarda la natura, dovunque Lei vada in Serbia sarà soddisfatta. Io visiterei le eccezionali attrazioni naturali, e andrei alla ricerca di cibo gustoso. Uno straniero sarà ammaliato dalla genuina bontà delle persone del luogo, che rende la Serbia un paese accogliente. Per quanto riguarda la letteratura, lo straniero in questione potrebbe iniziare con gli scrittori riconosciuti a livello internazionale come Andric, Selimovic e Kis, per poi spingersi a scoprire Crnjanski, Stankovic e Pekic. Naturalmente, non dovrebbe assolutamente trascurare l’opera di Miroslav Antic, autore di poesie magiche e sincere.

Le manca l’Italia?

Mi manca l’Italia, ma ho la fortuna di poter tornarci spesso. Quando sono lontano dalla mia terra, di solito sento la mancanza della mia famiglia, della gente, della natura, del cibo e del mare.

Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Novi Sad dove, tra l’altro, insegna. Nello stesso tempo, è molto informato sulla vita in Serbia. Quali sono le aspettative e le prospettive dei suoi studenti? Possono immaginare di vivere e lavorare in questo paese in futuro?

Io non sono troppo affezionato alle domande personali. Suppongo che i miei studenti abbiano le stesse aspettative dei loro coetanei nel resto della Serbia. Vogliono che il loro paese migliori, che l’economia cresca, vorrebbero vedere meno corruzione in politica e nelle istituzioni pubbliche, e più giustizia sociale. I cittadini qui dovrebbero avere gli stessi diritti perché la legge è uguale per tutti. A volte lo stato di diritto è dolorosamente assente in questo paese.

Ha una carriera molto proficua come scrittore. Finora, ha scritto e pubblicato numerosi diari di viaggio, raccolte di racconti, una monografia, e soprattutto la raccolta di racconti “Prva ljubav” (“Il primo amore”) e il romanzo “Napuljski diplomata” (“Il diplomatico napoletano”) editi da Laguna, rispettivamente nel 2014 e 2016. Nel suo ultimo romanzo, tratteggia un parallelo tra Napoli e Belgrado. Quali sono i maggiori pregiudizi che la gente ha nei confronti di queste due città, e in cosa esse sono simili?

L’idea generale è che Belgrado e Napoli sono due città pericolose, selvagge e caotiche. Questo è parzialmente vero. E’ anche vero che sono due città interessanti e magiche ricche di storia. Purtroppo, sembra che sia Napoli che Belgrado siano cadute vittima della propria ipertrofica storia. Napoli è caduta nella trappola di una tradizione creata ad arte, mentre Belgrado non riesce a liberarsi dal complesso di inferiorità, e della paura di non piacere al resto del mondo. In ogni caso, Napoli e Belgrado possiedono un grande potenziale che dovrebbe essere sfruttato.

A cosa sta lavorando attualmente?

Sto lavorando su me stesso perché questo è l’unico modo per migliorare. Per quanto riguarda la scrittura, non parlo dei libri a cui sto lavorando in questo momento perché così facendo metterei a repentaglio il momento meraviglioso e il senso stesso della scrittura. Scrivere è come cucinare: ogni pasto deve essere cucinato proprio nel modo giusto. Solo lo chef sa cosa sta cucinando, in modo tale da lasciare gli ospiti piacevolmente sorpresi.

Lei è un appassionato viaggiatore. Qual è la lezione più preziosa che ha appreso durante i suoi viaggi?

Ho imparato che l’uomo in realtà è solo, e che dovrebbe essere consapevole di questo, anche se in un gruppo di persone. Ho anche imparato che i nostri istinti e sentimenti sono le componenti più importanti di tutta la nostra esistenza. Ho imparato che dobbiamo andare avanti perché non abbiamo tempo da perdere: se non andiamo incontro al mondo, il mondo arriverà da noi, ma allora sarà troppo tardi e noi subiremo le conseguenze del nostro ritardoHo imparato che le persone giuste per noi sono coloro che amiamo e che ci amano.

Cosa potrebbero fare Italia e Serbia insieme per migliorare le loro relazioni reciproche?

Le relazioni economiche tra i due paesi sono molto sviluppate considerando che l’Italia è stata il partner economico numero uno per la Serbia per molti anni. Il problema è da individuare nella cultura e nella gente. Attualmente, le persone e la cultura non sono così importanti come le merci e il denaro. Dovrebbe emerge un elemento nuovo non solo nel nostro rapporto reciproco, ma anche nella politica globale. Gli esseri umani, con tutte le loro esigenze umane e culturali e i loro sentimenti, dovrebbero svolgere un ruolo centrale. Solo allora le cose potranno andare meglio.

Se avesse la possibilità di cambiare tre cose in Serbia, o tre caratteristiche tipiche dei serbi, quali sarebbero?

E’ molto difficile per un ospite parlare delle cose che si dovrebbero cambiare. La Serbia ha bisogno di analizzare i suoi problemi, e risolverli in modo pacifico attraverso la regolamentazione. Nessuno comprende i problemi serbi meglio dei cittadini serbi. I cittadini serbi non hanno bisogno di esperti, anche quando gli esperti sono amici della Serbia come me.

Come vorrebbe concludere, professor Liguori?

Il mio messaggio è molto semplice: ognuno dovrebbe agire in base alle proprie capacità e tutti dovrebbero trovare il tempo necessario per se stessi e per la famiglia. Si dovrebbero valorizzare la competenza e la conoscenza, e soprattutto dovrebbero trionfare i sentimenti più autentici, quelli che ci rendono umani.

 

Intervista realizzata da Snezana Bjelotomic

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