Intervista esclusiva a Marko Čadež (PKS): “La Serbia resta l’economia più forte della regione”

“La manifattura di macchinari e attrezzature, l’information technology e le industrie della trasformazione alimentare saranno i fulcri della ripresa economica in Serbia”, dichiara in questa intervista esclusiva al Serbian Monitor Marko Čadež, Presidente della Camera di Commercio di Serbia (PKS, Privredna Komora Srbije) dal 2014, fortemente coinvolto nell’elaborazione delle misure economiche adottate dal governo serbo per far fronte all’epidemia COVID-19. Čadež prevede un forte recupero dell’economia serba nel 2021 grazie alla stabilità macroeconomica e alla nuova strategia di sviluppo industriale che verrà lanciata entro la fine dell’anno.

All’inizio dell’anno le previsioni economiche attribuivano alla Serbia un tasso di crescita non inferiore al 6%, trainato specialmente dal settore delle costruzioni, dal turismo e innanzitutto dagli investimenti diretti esteri nel settore manifatturiero. L’epidemia COVID-19 ha cambiato radicalmente le prospettive di tutti i paesi del mondo. Come ha impattato e come lo farà in futuro in Serbia?

L’epidemia di coronavirus, uno shock globale senza precedenti, ha colpito tutti i settori in Serbia. Certamente certi settori sono risultati quasi completamente devastati, come il turismo, l’industria della ospitalità, il trasporto passeggeri perché la loro operatività è stata resa praticamente impossibile a seguito delle misure adottate per fermare la diffusione dell’infezione. D’altra parte, una parte significativa del settore manifatturiero ha sofferto invece le difficoltà di approvvigionamento (come conseguenza delle discontinuità nella catena globale delle forniture) e in aggiunta il calo della domanda internazionale. Comunque, certo settori manifatturieri hanno visto una crescita della domanda, segnatamente quelli che producono beni alimentari di base, prodotti per la detergenza domestica, attrezzature medicali e dispositivi protettivi.  

Dopo quasi cinquanta giorni di stato di emergenza, la Serbia ha riaperto la sua economia.  Voglio enfatizzare l’importanza del programma di supporto economico adottato dal Governo della Repubblica di Serbia in termini di agevolazioni fiscali e sovvenzioni dirette al settore privato come anche la possibilità di accedere a prestiti a condizioni speciali erogati dal Fondo per lo Sviluppo della Repubblica di Serbia e le linee di credito con garanzia statale erogate attivate tramite le banche commerciali. Dai dati ufficiali è indubbio che la Serbia ha gestito bene l’impatto iniziale della crisi: i livelli occupazionali sono stati mantenuti, obiettivo primario delle misure governative. Secondo una ricerca sulle attività economiche condotta dalla Ca,era di Commercio di Serbia su un campione di 900 imprese, la stragrande maggioranza degli imprenditori non ha pianificato licenziamenti nel corso del secondo trimestre.

In ogni caso, atteso che la nostra è un’economia aperta e integrata nella catena mondiale del valore, la situazione economica dipenderà nei prossimi mesi dalla velocità con la quale ripartirà l’economia europea, la quale è il nostro principale partner commerciale, così come dalla possibile seconda ondata dell’epidemia a fine anno.

Per combattere la crescita della disoccupazione molti paesi europei hanno legato l’erogazione delle sovvenzioni statali con l’obbligo di riportare in patria le fabbriche insediate in paesi dove il costo del alvoro è pià basso come la Serbia. E’ preoccupato per queste scelte e ritiene che la Serbia lancerà politiche specifiche per trattenere nel paese gli investitori esteri?

Il fatto che in una fase di crisi globale la società di rating “Standard and Poor’s” abbia confermato la valutazione “BB+” per la Serbia riveste grande significato per l’economia nazionale e rappresenta un eccellente segnale per gli investitori e i nostri partner nel mondo. Esiste la reale possibilità che il rating del paese venga migliorato entro la fine dell’anno, il che farebbe della Serbia il primo paese dei Balcani Occidentali a poter vantare un rating a livello di investimento, il quale, al contrario dei rating di livello speculativo, porta gli investitori a guardare sul lungo termine, in particolare nei settori ad alto valore aggiunto.

Grazie a un regime di supporto agli investimenti molto incentivante, la Serbia è diventata gradualmente il più importante paese dell’area per attrazione degli investimenti diretti esteri.. Nel solo 2019 l’afflusso di investimenti diretti esteri è stato in totale pari a 3,8 miliardi di euro, principalmente dai paesi UE /circa il 70% del totale), ma con una fetta crescente di investimenti asiatici.

Alcuni settori industriali saranno più colpiti di altri dalla recessione. L’industria automobilistica in special modo. La Serbia ha rilanciato il suo sviluppo industriale anche attraverso un accordo storico con la FCA che ha portato nel paese tante altre imprese del settore. Che futuro vede per questo settore in Serbia?

FCA Serbia (Fiat) è risultata per molti anni di seguito il primo esportatore del paese. Speriamo comunque che l’azienda vorrà costruire nuovi modelli di auto a Kragujevac, scelta che contribuirebbe in maniera importante alla nostra struttura dell’export in termini di incremento del valore aggiunto. Dall’altra parte, va notato che molte componenti assemblate nello stabilimento serbo vengono importate dall’Italia. Comunque, oltre al quello automobilistico, si può sviluppare la cooperazione in altri settori della metalmeccanica, come anche nella chimica, nella trasformazione alimentare e nel tessile, che sono lo stesso grandi attori dell’export serbo. Vogliamo vedere più investimenti italiani in Serbia, più trasferimento tecnologico e un maggiore interscambio.

Nel corso del Forum “L’economia dopo la pandemia” tenutosi il 29 maggio, Čadež ha annunciato che la Camera di Commercio di Serbia sta elaborando nuove proposte di misure economiche a sostegno dell’economia da portare a breve all’attenzione del governo.

La pandemia COVID-19 probabilmente ridistribuirà la catena globale del valore su scale regionali. Crede che questo processo avverrà anche nei Balcani e come la cooperazione regionale può essere migliorata?

La pandemia, che ha di fatto paralizzato l’economia gloable nel primo trimestre, è un esempio pratico della teoria del “cigno nero”, ovvero un evento inaspettato con conseguenze catastrofiche. La ripresa dell’economia serba dipenderà in larga parte dalla situazione economica dei principali paesi partner, innanzitutto l’Unione europea e la regione balcanica.  

A tal proposito la Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia è una delle promotrici del Forum Camerale per gli Investimenti, soggetto che coinvolge le camere di commercio della regione e ne promuove le attività economiche. Va notato che dopo la Ue, la seconda fonte di interscambio è la regione dei Balcani occidentali. Voglio sottolineare l’importanza del CEFTA e che le attività economiche vadano indirizzate verso un mercato unico che contempli le quattro libertà: di movimento delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali.

La recessione globale potrebbe rappresentare l’occasione per ripensare il modello di sviluppo della Serbia, mettendo maggiormente l’accento sulle industrie innovative e su investimenti a minore intensità di lavoro?

Tenendo presente il modello di crescita orientato alle esportazioni basato sull’applicazione di standard tecnologici moderni e sull’innovazione, il Governo sta per adottare una nuova politica industriale che include la Strategia di specializzazione “smart”, con l’enfasi sulla manifattura di macchinari e attrezzature, sull’information technology e sull’industria della trasformazione alimentare.  

L’Università di Belgrado ha ottenuto la migliore posizione nella prestigiosa “Shanghai’s list” delle migliori università al mondo a confronto con le altre istituzioni educative terziarie della regione. L’importanza delle facoltà di ingegneria è particolarmente rimarcata, soprattutto per quanto riguarda l’ingegneria elettrica, l’ingegneria meccanica, la matematica, la fisica e l’informatica.

La Serbia è tra le principali promotrici dell’istruzione duale nelle scuole secondarie della regione, con la prospettiva di espanderla anche alle università. In aggiunta, la Serbia ha un vantaggio nel campo dell’information technology e ci sono vari parchi tecnologici e industraili che connettono la scienza e l’economia.  

Perché imprenditori e multinazionali dovrebbero scommettere sulla Serbia anche nel corso di una recessione globale?

Innanzitutto la Serbia è il mercato più grande dei Balcani occidentali, in termini sia di popolazione che di territorio. Per quanto riguarda il commercio estero, la Serbia registra un surplus con gran parte dei paesi della regione  grazie al suo maggiore potenziale produttivo all’incrocio dei corridoi paneuropei, mentre la sua economia è caratterizzata dalla stabilità macroeconomica (e in tal senso fattori chiave sono molto favorevoli).  

Le istituzioni finanziarie internazionali stimano che quest’anno la Serbia registrerà un declino compreso tra il 2,5 e il 3,5%, il quale, a livello globale è relativamente migliore rispetto a molti altri paesi europei comparabili. Inoltre è previsto che la Serbia godrà nel 2021 di una crescita compresa tra il 5 e l’8%, il che è più che sufficiente a compensare la perdita di quest’anno. In ogni caso resta incoraggiante che il governo stimi, in base ai grandi investimenti infrastrutturali, che l’economia del paese possa essere rilanciata prima della fine dell’anno, con un conseguente risultato del PIL migliore di quanto previsto dalle istituzioni internazionali.

“Standard and Poor’s“ ha confermato il credit rating della Serbia a “BB+“, il quale, ai tempi della crisi globale, è di grande importanza per l’economia nazionale. Ci sono buone previsioni per ulteriori miglioramenti del credit rating nel corso del prossimo anno poiché la stabilità macroeconomica verrà mantenuta. Dal punto di vista strutturale, l’economia è meglio preparata oggi che nel corso della crisi finanziaria del 2008.

Quali aree di cooperazione tra Italia e Serbia vede al fine di affrontare assieme gli effetti della recessione globale?

L’Italia è uno dei più importanti partner economici della Serbia. In aggiunta i loro tradizionali legami, l’’Italia è uno dei più significativi investitori in Serbia. L’interscambio tra Italia e Serbia sarà di certo sotto pressione sul breve termine, come accadrà all’intero sistema economico della regione e del continente. Ho menzionato una cooperazione vantaggiosa nel campo del settore automobilistico e spero che molto presto si avvereranno le condizioni per riprendere la cooperazione in tutti i settori in cui già esisteva prima dell’ondata pandemica, inclusi il traffico aereo e il turismo.

intervista di Biagio Carrano

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