Intervista esclusiva a Francesco Masci (CEO DDOR): “Assicuriamo vecchi e nuovi rischi per rendere le aziende più sostenibili”

Da febbraio 2022 Francesco Masci è presidente del executive board di DDOR Osiguranje, la compagnia di assicurazioni serba parte del Gruppo Unipol, tra le più grandi realtà del settore in Italia e leader del ramo RCA auto. 

In un contesto geopolitico e climatico sempre più instabile, la sfida di prevedere i rischi e quantificarne il possibile impatto è diventata più complessa e al tempo stesso ineludibile per poter garantire la stabilità e la stessa sopravvivenza delle attività economiche. D’altro canto, la digitalizzazione offre la possibilità di monitorare una molteplicità di fattori con un livello di precisione impensabile fino a pochi anni fa. Vi è infine l’emergere delle tematiche legate alla responsabilità delle imprese in termini di impatto ambientale, sociale e della loro corretta gestione (ESG, Environmental, Social and Governance), temi che non riguardano una generica sensibilità delle imprese, quanto la loro capacità di mitigare rischi e danni dovuti a condotte aziendali non corrette, sanzionabili o non consapevoli dell’interazione con l’ambiente esterno all’impresa. Si tratta di tematiche con cui ogni manager internazionale si confronta e oramai presenti anche in Serbia, anche se con impatto e ampiezza tipici del paese, il quale in alcuni ambiti si trova al passo con gli sviluppi mondiali e in altri ancora deve intraprendere le necessarie azioni per recuperare decenni di incuria e disinteresse. 

Dottor Masci, come sta cambiando il mondo delle assicurazioni e dei loro prodotti?  E quali sono i rischi che ancora non vengono pienamente percepiti in Serbia?

Stiamo adattando la nostra offerta per venire incontro alle nuove esigenze dei nostri clienti, puntando ad anticipare tendenze e rischi. Tutto questo si traduce in un impegno a tutelare la reputazione e la credibilità della Compagnia per garantirne un futuro di successo. Al fine di raggiungere questo obiettivo continuiamo a investire nel futuro di DDOR e a garantire le risorse per rafforzare le tutele offerte da DDOR ai suoi collaboratori attraverso una molteplicità di iniziative volte a coltivare e sviluppare le qualità del capitale umano, migliorare l’infrastruttura tecnologica dell’azienda, implementare determinate azioni strategiche finalizzate a rafforzare il nostro posizionamento competitivo, e consolidare i legami con il nostro Gruppo, per essere un riferimento per le comunità dove operiamo al servizio dei nostri clienti. 

Francesco Masci saluta il Presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic all’inaugurazione dell’edizione 2022 del Belgrade Car Show, dove DDOR è sponsor principale. In secondo piano il Ministro degli investimenti e del commercio estero Tomislav Momirovic.

Inoltre, a mio avviso, il principale rischio in cui vi si sono ancora significativi margini di miglioramento in Serbia riguarda la consapevolezza delle problematiche ESG, nonostante i miglioramenti degli ultimi anni. In particolare, c’è ancora da lavorare sul tema della transizione a un’economia meno impattante sull’ambiente, della raccolta dei rifiuti, dove la Serbia è ancora indietro rispetto ai paesi della UE. Va sempre ricordato che il cambiamento climatico non è una possibilità, ma una certezza. Nel solo 2023 si sono registrati nel mondo oltre 400 disastri naturali con danni stimati in 380 miliardi di dollari, in crescita del 22% rispetto alle proiezioni e superiori a 300 miliardi per otto anni consecutivi, con un particolare impatto di terremoti e tempeste negli Stati Uniti e in Europa i cui danni assicurati stimati hanno raggiunto i 118 miliardi di dollari. E nonostante questo solo il 31% dei danni economici a livello globale era coperto da un’assicurazione pubblica o privata, toccando un minimo storico e nettamente in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale assicurata era del 42%. Alla fine, i danni causati dai disastri naturali e da condizioni ambientali estreme sono stati coperti dai governi e dalle amministrazioni locali e questo a mio avviso è alquanto iniquo perché i fondi pubblici derivanti dalla tassazione di tutti i soggetti contribuenti, anche di quelli che non hanno subito un danno o che si erano assicurati contro di esso, vengono utilizzati per gli interventi di ricostruzione o per gli indennizzi.

Con 1300 dipendenti e circa 17 miliardi di dinari di raccolta premi, DDOR a.d. Novi Sad è una delle più importanti realtà assicurative della Serbia. Storicamente focalizzata nel ramo danni (Motor e Property) che rappresenta l’85% del fatturato, la compagnia di Novi Sad sta incrementando il peso del ramo Vita, che oggi totalizza oltre 2,5 miliardi di raccolta premi. Oltre il 50% dei clienti sono retail, seguiti da piccole e medie imprese e da grandi imprese. 

Quali erano le attese verso il paese e le ipotesi di lavoro che aveva definito prima di iniziare l’attuale incarico (magari anche basate su dati desk) e le differenze che ha potuto notare da quando opera effettivamente nel paese.

Prima di tutto è importante notare che la Serbia è ancora un’economia relativamente piccola, con un significativo potenziale di crescita e questo implica ancora un ampio gap da recuperare per raggiungere le dimensioni delle economie vicine, le quali hanno beneficiato degli stretti legami con l’Unione Europea. Inoltre, la Serbia è ben posizionata per quanto riguarda la tecnologia. A mio avviso, questo settore può rappresentare un pilastro della crescita del paese, svolgendo un duplice ruolo: come facilitatore dello sviluppo futuro della Serbia e a supporto di miglioramenti costanti nei settori industriali e finanziari.

Nel complesso, la forza e lo sviluppo di un paese e del suo sistema economico sono strettamente connessi alla solidità e al progresso di tutti i settori industriali e finanziari chiave, che richiedono uno stabile contesto politico, legale, economico e regolatorio.

Il mondo delle assicurazioni è ritenuto un settore stabile anche perché restio all’innovazione, la quale implica sempre dei rischi. Come invece si fa innovazione in questo settore e quali iniziative esso sta portando avanti?

Non sono d’accordo con l’affermazione che la stabilità delle compagnie di assicurazione dipenda da un approccio di chiusura rispetto alle innovazioni. Al contrario, ritengo che il settore assicurativo sia stabile perché le migliori e più solide società del settore, seguono sempre un approccio molto prudente focalizzato sul preservare la solidità e il successo nel lungo termine. È fattuale che le principali compagnie rivestono un ruolo vitale nel tessuto economico e spesso sono anche all’avanguardia per quanto concerne il progresso tecnologico.

L'intervento di Renzo Giovanni Avesani, Chief Innovation Officer del Gruppo UNIPOL, all'Italy-Serbia Innovation Forum dell'ottobre 2023

L’intervento di Renzo Giovanni Avesani, Chief Innovation Officer del Gruppo, all’Italy-Serbia Innovation Forum del dicembre 2023

Siamo inoltre fortemente impegnati a proteggere l’ambiente e a combattere il cambiamento climatico, il quale ha un impatto pesante sugli eventi atmosferici estremi e le catastrofi naturali. In qualità di assicuratori abbiamo maturato la consapevolezza che, per proteggere gli interessi dei nostri clienti, dobbiamo sviluppare modelli predittivi innovativi e più sofisticati che possono consentirci di anticipare i potenziali rischi. In tal senso stiamo sviluppando collaborazioni tra il settore pubblico e privato, così come ricorriamo sempre di più a tecnologie avanzate. In Serbia siamo partner dell’Istituto BioSense con cui abbiamo sviluppato la app DDOR Terra, la quale consente sia di semplificare la stipula di contratti a protezione dei raccolti agricoli, sia la richiesta di risarcimenti, migliorando la customer journey, consentendo un’analisi dei rischi e una stima dei danni più accurata e veloce. In Italia il Gruppo Unipol ha costituito una società, Leithà, che sviluppa soluzioni e applicativi, avvalendosi di intelligenza artificiale, data mining e machine learning, per far fronte, tra l’altro, anche agli effetti del rischio idrogeologico sull’agricoltura. Inoltre, l’utilizzo della telematica per connettere le oltre quattro milioni di scatole nere installate sulle autovetture dei nostri assicurati e gestite da Unipol Tech, consente al Gruppo di raccogliere un significativo ammontare di dati omogenei su traffico e mobilità, resi disponibili in anonimo alle pubbliche amministrazioni, che ne sono il primo utente. Tutto questo consente da un lato di ridurre i rischi e dall’altro di contenere i costi, con la scatola nera che diventa una “scatola verde”, capace di analizzare l’impatto ambientale dei diversi stili di guida. Non ultimo, la cooperazione del Gruppo Unipol con SpaceX e StarLink ha supportato le operazioni di soccorso nell’ambito della disastrosa alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel 2023.

I principi ESG si stanno sempre più affermando anche in Serbia come la bussola delle imprese che intendono proporsi a clienti e collaboratori quali promotori di un impatto positivo sul contesto sociale e sull’ambiente fisico in cui operano. Quali azioni ha intrapreso DDOR in tal senso?

Innanzitutto, le compagnie assicurative sono particolarmente consapevoli delle minacce poste dal cambiamento climatico e possono svolgere un ruolo significativo nel finanziare la transizione verso modelli economici più sostenibili. Il cambiamento climatico è un tema di importanza cruciale, perché può impattare sulle nostre vite e sulle prospettive aziendali ed economiche.

Francesco Masci con l’ambasciatore d’Italia Luca Gori alla consegna del premio per i migliori standard ESG tra le imprese aderenti a Confindustria Serbia.

In tal senso, il Gruppo Unipol si è unito alla Net-Zero Asset Owner Alliance, i cui membri si sono impegnati a rivedere il loro portafoglio investimenti per arrivare entro il 2050 a emissioni zero. Inoltre, nel piano strategico 2022-2024 ci siamo posti obiettivi ESG molto ambiziosi. Siamo parte delle comunità in cui operiamo, avremo successo grazie ad esse e in questo modo lo dimostriamo. Questi obiettivi sono allineati con la nuova strategia climatica del Gruppo Unipol che illustra rischi ed opportunità collegati al cambiamento climatico.

In Serbia a inizio 2023 è stato creato il dipartimento per lo sviluppo sostenibile, che è un indicatore del nostro impegno per migliorare la responsabilità sociale e la sostenibilità nelle nostre attività aziendali. Inoltre, sin dal 2022 abbiamo sostenuto la campagna “Per una foresta nel tuo quartiere”, che incrementa le aree verdi nelle città del paese. Inoltre DDOR ha sviluppato una solida piattaforma per la protezione dell’ambiente attraverso l’uso diffuso di energia elettrica da fonti rinnovabili, le attività di riciclo dei materiali, il lancio di campagne di sensibilizzazione ambientale, per incrementare la consapevolezza dei danni dell’inquinamento da plastiche e i suoi effetti devastanti sugli oceani, per proteggere gli ecosistemi e promuovere la biodiversità. Sono molto orgoglioso che DDOR abbia aderito alla comunità Ogyre, una start up innovativa a vocazione sociale, la quale recupera e ricicla i rifiuti che galleggiano negli oceani, consapevoli che l’inquinamento da plastiche è una delle questioni ambientali più gravi del secolo.

DDOR ha la sede sociale a Novi Sad ed è sempre stata strettamente identificata con la Vojvodina. Quali opportunità vede del processo di integrazione e quasi conurbazione tra Belgrado e Novi Sad che sta avvenendo in questi anni grazie a migliori infrastrutture e allo sviluppo del lavoro in remoto. Quali sono le opportunità, le complementarità come anche le differenze tra le due città che sono il motore dello sviluppo economico del paese?

Bisogna ricordare che DDOR è radicata a Novi Sad e in Vojvodina ma è una realtà nazionale di vertice con una forte presenza in tutto il paese.

In tal senso, apprezzo il progresso in campo infrastrutturaleal quale assistiamo in Serbia. Per quanto la strada da fare sia ancora lunga, vi è un impegno politico nel continuare a investire nelle infrastrutture fisiche e digitali, così come recentemente confermato dal piano di sviluppo nazionale “Un passo nel futuro – Serbia 2027” dal valore di 17,8 miliardi di euro, che certamente contribuirà a sviluppare il potenziale nascosto delle economie locali.

Foto ricordo della cerimonia di premiazione 2023 dei collaboratori storici di DDOR.

Sono in Serbia da troppo poco tempo per apprezzare e riconoscere pienamente le principali differenze tra le due città, per quanto ammiri l’alto livello di competenze, talento e passione che caratterizza tanti professionisti che vivono e lavorano in entrambe. In DDOR continuiamo a investire nel capitale umano che rappresenta il fattore critico di successo. Riconosciamo il ruolo rivestito da tutti dipendenti che hanno attivamente contribuito a rendere DDOR la società che è oggi, e in tal senso abbiamo promosso la giornata di celebrazione degli anniversari lavorativi per dimostrare loro la nostra gratitudine.

La Serbia sta vivendo un fenomeno inusitato: da paese di emigrazione sta assistendo a flussi di immigrazione sempre più corposi, in special modo dall’Asia. Inoltre, negli ultimi due anni sono arrivati in Serbia non meno di 200.000 cittadini russi, spesso con la prospettiva di fermarsi nel paese per lungo termine.  Quali sono le vostre previsioni, come cambierà il mercato in relazioni a questo fenomeno?

I flussi migratori sono il risultato di vari fattori, che ricadono fuori dall’ambito di attività delle compagnie di assicurazione. Certamente, questo fenomeno richiede sia un approccio lungimirante sia consapevoli scelte di politica economica di lungo respiro. Noi rimarremo focalizzati sul nostro core business, cercando di offrire prodotti e servizi per rispondere ai bisogni dei nostri clienti, attuali e futuri, a prescindere dalla loro nazionalità.

Quali sono gli obiettivi e quale impatto si ripromette di aver raggiunto in DDOR al termine del suo mandato?

Mi permetto di citare il mitico allenatore di pallacanestro Phil Jackson: come manager il massimo che possiamo sperare di fare è creare le migliori condizioni possibili per raggiungere il successo. Ed è questo quel che facciamo in DDOR ogni giorno e continueremo a farlo in futuro, mantenendo la stessa passione, ambizione, “fame” di risultati, e voglia di fare la differenza in ogni singola attività.

Perugino classe 1979, dopo la laurea in economia a pieni voti all’Università Bocconi Francesco Masci ha lavorato nell’Investment Banking, nel settore Financial Institutions Group, prevalentemente in Mediobanca. È entrato nel Gruppo Unipol nel 2016 dove ha ricoperto, fra gli altri, il ruolo di responsabile Mergers and Acquisitions. È stato per due anni membro del Supervisory Board di DDOR a.d. Novi Sad, dove dal febbraio 2022 ricopre il ruolo di Presidente dell’Executive Board. 

Membro del Consiglio Generale di Confindustria Serbia e Consigliere e Vice-Presidente della Camera di Commercio Italo-Serba. 

Ama la musica pop con gli U2 e Vasco Rossi su tutti. Segue calcio e basket e tifa per l’Inter e i Los Angeles Lakers. 

Sposato, ha due figli.

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top