Intervista di Haradinaj per il Financial Times: La Serbia lavora nell’interesse della Russia

Il primo ministro del Kosovo Ramush Haradinaj ha avvertito Bruxelles che v’è un grande rischio d’instabilità nei Balcani e che si devono prendere sul serio le aspirazioni di questi paesi quando si tratta di l’Unione europea, inoltre, accusa la Serbia di agire nell’interesse della Russia per destabilizzare la regione.

Tutto questo è stato detto da Haradinaj in un’intervista per il Financial Times, in cui ha parlato della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo nel 2008, ma anche della colpevolezza della Serbia che con l’offensiva diplomatica mina la statualità del Kosovo.

Riteniamo che l’Europa ci abbia dato una possibilità di adesione, e siamo grati per questo”, ha detto Haradinaj ma ha aggiunto che i leader europei non hanno risposto adeguatamente alle obiezioni di Pristina riguardo a Belgrado.

Haradinaj ha detto che sebbene l’UE abbia investito fondi e mandato persone per “normalizzare la situazione in Kosovo e nella regione, tutte le azioni della Serbia sono contrarie agli interessi dell’UE e alla stabilizzazione dei Balcani occidentali”. Tali commenti arrivano in un forte momento di tensione tra il  Kosovo e la Serbia. Il Parlamento del Kosovo dovrebbe decidere sulla formazione di un esercito il 14 dicembre, proprio quando si parla di una potenziale demarcazione tra Beogarad e Pristina.

Il mese scorso, il Kosovo ha imposto dazi doganali del 100% sulle merci provenienti dalla Bosnia e dalla Serbia come contro misura al rifiuto di Belgrado di approvare l’adesione del Kosovo all’Interpol. Haradinaj ha affermato che i dazi saranno ritirati nel momento in cui la Serbia riconoscerà l’indipendenza dello stato del Kosovo.

Più di 110 paesi attualmente riconoscono l’indipendenza del Kosovo, tranne la Serbia, la Russia, la Cina e cinque sati membri dell’UE.

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Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini ha invitato le autorità di Pristina a ritirare immediatamente le tasse imposte sulle merci serbe e bosniache, dicendo che ciò non è in conformità con l’accordo CEFTA di cui fanno parte tutti coloro che nei Balcani occidentali vogliono aderire all’UE.

Johannes Hahn, Commissario europeo per l’allargamento, in quest’ultimo mese ha viaggiato a Belgrado e a Pristina diverse volte al fine di cercare di mediare questo problema e di risolvere la situazione con un compromesso, ma questo non è successo.

“Abbiamo denunciato alla Commissione europea che la Serbia, in tutti questi anni, non ha mai rispettato l’accordo CEFTA, né ha rispettato l’accordo di Bruxelles o le altre promesse date in riunione, ma la Commissione era molto più concentrata su di noi”, ha dichiarato Haradinaj facendo notare che gli accordi raggiunti tra Pristina e Belgrado nel 2011 riguardo le questioni irrisolte dopo la guerra in Kosovo nel 1998 e nel 1999 sono ancora allo stesso punto.

Egli afferma che la NATO ha bombardato la Serbia per 11 settimane al fine di espellere le forze serbe dopo la loro grande operazione di pulizia etnica della popolazione albanese.

La grande maggioranza dei kosovari sostiene l’idea di adesione all’UE, ma la frustrazione dovuta al fatto che i cittadini del Kosovo non potranno viaggiare nella zona Schengen senza visto sta causando una profonda insoddisfazione. I kosovari speravano che l’UE avrebbe concesso a loro di viaggiare senza visto prima che la Romania assumesse la presidenza dell’UE nel gennaio 2019. Tuttavia, durante la visita a Pristina, il Commissario Hahn ha affermato che è molto più “realistico” pensare che la liberalizzazione dei visti inizi nel 2020.

https://www.blic.rs/vesti/politika/intervju-haradinaja-za-fajnensl-tajms-srbija-radi-u-interesu-rusije/j9cd19b?fbclid=IwAR3a5LzPhhtckRfcAgjFc_eCJllurIq9MaemWOmGSKcyzppMGatI9CIoxpo

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