Amb. di Luca (Ordine di Malta): “Assistiamo i bisognosi per dar loro un futuro”

L’atto nobile di assistere il malato, il povero, il prossimo in difficoltà, si ribadisce da oltre novecento anni tra i ranghi dell’Ordine di Malta. In occasione della Festa di San Giovanni Battista, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che il calendario cattolico commemora il 24 giugno, abbiamo intervistato l’Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta a Belgrado, Alberto di Luca. 

Eccellenza di Luca, forse non tutti i nostri lettori conoscono la straordinaria storia del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) e le sue attività attuali. Quali sono i valori che testimonia l’Ordine nel mondo contemporaneo?

Il Sovrano Ordine di Malta è una delle istituzioni più antiche della civiltà occidentale e cristiana. Il Sovrano Ordine di Malta è un Ordine religioso laicale della Chiesa Cattolica sin dal 1113 ed è un soggetto di diritto internazionale;  ha relazioni diplomatiche con più di 100 Stati e con l’Unione Europea ed ha lo status di osservatore permanente alle Nazioni Unite e presso l’Assemblea dei Parlamenti Mediterranei (alla quale partecipa anche la Serbia). È neutrale, imparziale e apolitico.
Nei 120 paesi dove l’Ordine di Malta è presente, fornisce assistenza alle persone bisognose attraverso le sue attività mediche, sociali e umanitarie. Nel quotidiano, il suo ampio spettro di progetti sociali fornisce un aiuto costante a coloro che sono dimenticati o esclusi dalla società.

Anche in un periodo complicato come questo segnato dal Covid-19, non è venuto meno l’impegno della Sua Rappresentanza con le iniziative Make a Wish. Quali in particolare?

Donazione di caschi per la respirazione assistita durante l’emergenza COVID19 in Serbia

La nostra quasi millenaria missione di vicinanza a chi più soffre è stata in quest’ultimo periodo resa ancora più necessaria. Non nascondo le difficoltà operative nel gestire ogni singola azione. Penso alle difficoltà burocratiche per far entrare nel Paese alcune maschere respiratorie donate da una famiglia italiana lo scorso giugno 2020 e necessarie per gestire i casi più gravi di Covid. Abbiamo anche pensato alla fondamentale fase della prevenzione. Un “tunnel” di disinfezione è entrato nel progetto “Make a WISH to the Order of Malta” ed è stato donato all’Ospedale per malattie psichiatriche “Kovin“ a Kovin nel mese di novembre 2020. Naturalmente le mascherine hanno assunto un ruolo fondamentale nella prevenzione, e così i “Make a WISH” pervenuti da Shelter per bambini a Belgrado, Istituto Santa Petka a Izvor, Arcivescovado di Belgrado e altre chiese Cattoliche e Ortodosse, Centro clinico di Niš si sono concretizzati col la fornitura di diverse migliaia di mascherine multiuso lavabili.

Oramai dal 2010 lei rappresenta lo SMOM in Serbia ed è, credo, il diplomatico di più lungo corso nel paese. Quali sono le trasformazioni che ha notato nel paese durante questi anni, anche in relazione alla vostra attività di assistenza?

La Serbia è un interessante Paese con delle radici profonde nella storia e nelle difficoltà. Uscirne è un processo lungo e delicato ma che vedo in corso. Penso anche solo allo skyline di Belgrado quanto è cambiato in questi ultimi anni e per me vedere una gru in un cantiere edile, significa lavoro non solo per gli addetti, ma anche per chi fabbrica o vende mobili o cucine o televisori. Penso all’interesse manifestato da Aziende straniere nel venire in Serbia per cogliere la qualità del lavoro che viene offerta.

A che punto è il dialogo interreligioso in Serbia?

Non mi sento adatto a poter rispondere ad una domanda così importante. Nell’ambito delle nostre attività cerchiamo di favorire questo dialogo in ogni modo. Ricordo qualche anno fa quando cominciammo col progetto “Make a WISH” ad aiutare l’Istituto Santa Petka a Izvor che ospita una novantina di ragazze con problemi psico fisici, che ci venne chiesto se sapevamo che la gestione era affidato alle Suore Ortodosse. Beh, certo che lo sapevamo ma per noi non costituiva un elemento discriminante nella scelta di chi aiutare. Ricordo infatti che l’Ordine di Malta si dedica alla tutela della dignità umana e all’assistenza di tutti coloro che hanno bisogno di aiuto, indipendentemente dalla loro origine o religione.

L’Ambasciatore di Luca con l’Arcivescovo di Belgrado S.E. Stanislav Hocevar.

Superata la fase acuta della pandemia, quali saranno le sfide che l’Ordine intende affrontare anche in Serbia?

Adesso abbiamo in mente un grande “WISH” che si indirizzerà ai ragazzi. Questa volta non penseremo solo a quei ragazzi che soffrono – o per condizioni socio-economiche, o per condizioni di salute – ma penseremo a cosa devono poter fare i giovani d’oggi per affrontare le sfide del futuro. Pensiamo che nel loro percorso di vita ci debba anche essere una vicinanza al mondo dello sport, alle attività fisiche. Non solo per migliorare le condizioni generali di salute, ma anche per dare un insegnamento verso il concetto di “gruppo”, verso interessi positivi e in ultima analisi per toglierli dalla strada. Se riusciremo, e ad oggi sono costretto a mettere un “se”, sarà grazie a numerosi donatori che arriveranno da diversi Paesi, dall’Arcivescovo cattolico di Belgrado S.E. Rev.ma Mons. Stanislav Hocevar – che ci ha dato l’idea – e da un Sindaco di una importante città serba che si sta adoperando per trovare gli spazi per la realizzazione di un campo polisportivo.

Quale città e quando?

Posso avvalermi della facoltà di non rispondere (per scaramanzia)?!

Alberto Di Luca è Ambasciatore del Sovrano Ordine Militare di Malta in Serbia dal 2010. Ha ricoperto ruoli di vertice nel settore dell’orologeria di lusso e oggi è senior partner in una società di executive search focalizzato nei settori del Lusso, dei Trasporti, delle Comunicazioni ed Informatica. Deputato dal 1994 al 2006 e presidente della Bicamerale Shengen e Immigrazione, da giugno 2014 è Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Ordine di Malta e nel luglio 2017 è stato insignito della Gran Croce al Merito Melitense del Sovrano Ordine di Malta

Nel 1986 il Presidente della Repubblica gli conferì al Quirinale la Medaglia d’Oro al Valore Atletico per aver vinto un Campionato del Mondo di Motonautica, specialità Offshore.

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