Intervista a Cedomir Jovanovic: “Il DS è un brontosauro e Vucic un T-Rex che si nutre di carne fresca”

“Le dichiarazioni di Boris Tadic ai media (NdT: che ha dichiarato che Jovanovic già ha un accordo con Vucic per andare al governo o fare un’opposizione morbida) non sono responsabili, non hanno senso e non sono sincere. Mi spiace per questo”, ha detto nella intervista per il quotidiano “Blic” il leader del Partito Liberal-Democratico (LDP) Cedomir Jovanovic. Jovanovic dice che è in contatto con tutti i suoi partner di coalizione e che non comprende l’atto di Boris Tadic.

Sono in contatto con Tadic e credo che la sua dichiarazione sia una parte della diagnosi, no della politica”, ha detto Jovanovic.

Quale diagnosi?

Non ne sono esperto. Invece, Boris Tadic lo è (psicologo).

Come è possibile che Tadic non conosce esattamente quali sono i suoi e i piani di Canak?

Parlerete con lui. É inutile che noi ne parliamo tramite un mediatore.

Dopo questa dichiarazione ha parlato con Tadic?

No.

Non ci sono mai stati due politici tra i quali c’era maggior animosità di quella tra Lei e Tadic. Come mai avete creato questa coalizione?

Questo non è vero. Non ho avuto mai un rapporto personale con Tadic.

Gli ha perdonato per averla cacciata dal Partito democratico (DS)?

Non ho niente da perdonargli. Quello che Tadic e DS hanno fatto a me è assurdo nella situazione in cui dobbiamo pensare del paese. Quello che è successo nel 2004 è molto lontano dal presente. E’ stata un’esperienza che non volevo in quel momento, però per la quale oggi sono più forte. Se ho tralasciato questo equivoco, perchè non dovrei tralasciare anche l’equivoco che ho avuto con Vucic e tutti gli altri, in particolare se  l’intera società serba avrà un vantaggio per questo.

Tadic dice che niente lo sorprenderà, neanche la Sua collaborazione con SNS?

Boris non può essere sorpreso dopo tutto quello che ha fatto da solo in politica. Neanch’io mi sorprendo, però non credo che questo sia una cosa negativa. Tadic ha creato questo partito, no io. Non sono stato in coalizione con Nikolic e Vucic. Non vedo un senso nel fatto che l’LDP e io cerchiamo la nostra opportunità in questo campo minato che ogni giorno sarà posto di fronte a Vucic per aspettare la sua esplosione. Se ritengo che questa opportunità sia ideale,  la risposta è no. Però il fatto positivo per Vucic è il fatto che sta cercando di cambiare, però non riesce a trasferire questi cambiamenti alle persone intorno a lui.

E’ contento dai risultati delle elezioni?

No, a meno che parliamo di me personalmente. Ci sono molte persone che dicono “è bene che sei tornato”, però non sono contento che la società è emersa divisa dopo le elezioni, che di nuovo abbiamo mostrato debolezza e incapacità di rispondere alla domanda “cosa vuole la Serbia e come pensa di realizzarlo?” Nessuno è pronto a dedurre una conclusione da tutto quello avvenuto alle elezioni. Vucic ha ottenuto il 50% dei voti, ciascuno di noi altri il 5%, e credo che bisogni pensare a noi e non cercare alibi come l’assurdità che Vucic ha perso le elezioni e che noi abbiamo molti ragioni per festeggare questo 24 aprile.

Si propone a Vucic nel nuovo governo?

Questa domanda non è divertente.

Quindi, non sarà ministro?

Il mio lavoro è creare dall’LDP un partito civile forte che sarà assolutamente competititvo con il partito di Vucic e capace di realizzare alle prossime elezioni quello che non è riuscito a fare in queste elezioni. Tutto quello che si può sentire di me e dell’LDP è un enorme sensazionalismo dietro al quale si nasconde la paura e la debolezza di alcune persone.

Non è categorico come gli altri.

Ci sono differenze tra noi nel rapporto verso il paese. Certo che parlerò con qualcuno che ha ottenuto il 50% dei voti. Parleremo di quello che ciascuno di noi deve fare. Il mio obbligo è rafforzare l’orientamento europeo del paese, concretizzare la nuova politica regionale nei rapporti con Bosnia, Kosovo, Montenegro e trovare una risposta per l’equivoco fatale emerso tra la Serbia e la Croazia. Voglio fare questo assieme alla modernizzazione della società e al rafforzamento delle istituzioni.

Nel primo caso parlate come ministro degli esteri?

Quando dico questo, non lo dico vedendomi come ministro. Non si tratta di una condizione per mettere in atto questa politica.

Da questa prospettiva sarebbe positivo che le opposizioni operino in maniera separata?

No, assolutamente. Prima di tutto dovremmo spezzare la cattiva immagine delle opposizioni. Cosa devo fare con Sasa Radulovic che non ha una politica? Per quanto riguarda il DS, si tratta di un’altra domanda e credo che ancora una volta ha fatto una scelta sbagliata. In questa iniziativa non vi erano interessi personali, tanto è vero che avevo espresso la disponibilità di retrocedere nelle liste elettorali per far spazio alle necessità che avevano Tadic e Pajtic, che comprendevo. Quello che non comprendevo era questo insistere su necessità stupide per tornare al passato, tipo chi e come aveva pugnalato chi alle spalle. Cosa interessa questo alle persone che cercano di sopravvivere e vogliono un’alternativa a Vucic?

Dunque si è persa un’occasione?

AAvremmo potuto presentarci come una lista forte e significativa, capace di sfidare Vucic e non di suscitare attenzione per quello che accadeva attorno ad essa. Una lista capace di difendere i media e non di richiedere ad essi di essere tutelata o di essere difesa dalle situazioni che essa stessa ha creato.

A cosa si riferisce?

Non è stato Vucic ha dare spazio ai tabloid ma il DS. Il problema è che loro sono come un brontosauro che rumina mentre Vucic è un T-rex che si nutre di carne viva. Avremmo potuto raggiungere il 15% dei voti e quella essere una base per un’ulteriore integrazione, invece dobbiamo essere contenti di essere ritornati in parlameno, e quegli altri perché Vucic gli ha fatto superare la soglia di sbarramento.

Come fa a mettere assieme i valori del 5 ottobre e la politica di Djindjic con le posizioni di Bosko Odradovic?

Lo faccio per questo paese. Sono stato anche a fianco di Radulovic che ha diffuso menzogne su di me per due anni.

Quali sono le prime tre cose che dovrebbe fare il governo?

Trovare un modo per liberare il paese dalla paura, per democratizzare i media. Non credo che sono tutti sotto il controllo di Vucic, ma è necessario che si democratizzino. A noi serve un ragionamento comune, un dialogo tra le persone. Un accordo chiaro sul lavoro che si deve fare e un messaggio unitario all’Europa sul fatto che siamo corretti, che desideriamo una Serbia moderna, che siamo pronti a risolvere i nostri problemi, che non desideriamo che altri lo facciano per noi, ma che ci serve aiuto perché siamo un paese ai limiti delle proprie risorse e del proprio potenziale. 

L’LDP ha i conti bloccati, le sue aziande sono in liquidazione. Come può con questi elementi nel suo curriculum guidare lo Stato?

Nulla di questo è vero. Sono sopravvissuto. Troppe stupidaggini sono state scritte. Siamo ancora i migliori in tutto quello che facciamo a livello d’impresa. Per quanto riguarda l’LDP, non abbiamo debiti con nessuno. Le mie imprese non hanno i conti bloccati. Ho venduto la Agroposlove nel 2014 ed essa ha operato ottimamente. Sono proprietario di un’altra impresa che opera normalmente, con molto successo.

Qual’è il Suo rapporto con Milan Beko? Lui ha finanziato LDP?

No. Beko è un mio amico e non sarebbe giusto chiedergli finanziamenti. Lo so che ha sostenuto altri partiti, questo è un suo diritto, però nel 2008 ha deciso di non farlo più. Il fatto che Milan è una persona squisita con cui si può parlare di figli, famiglia, arte. La tragedia che gli è successa e del suo modo di affrontarla è un argomento che rafforza il nostro rapporto.

Qual’è il Suo rapporto con Miroslav Miskovic?

Per anni Miskovic è stato molto duro con me. Dicono che in questo modo pagava il prezzo di quelli che erano nel governo dell’epoca. Credo che gli fosse difficile farlo. Lui è uno degli uomini d’affari che hanno avuto più successo in Serbia. Credo che sia consapevole dei giudizi cattivi su di lui. Vucic ha stabilizzato il suo potere con l’arresto di Miskovic. Nei dialoghi con Miskovic non vedo nessun odio, nè voglia di vendetta da parte sua verso Vucic.

Ha dichiarato che cittadini non hanno bisogno di un governo arrogante, ma modesto. E’ proprio Lei quello che dovrebbe dirlo?

Si.

Però, il suo stile di vita? Automobili, hobby costosi…

Lei non sa niente del mio stile di vita e per questo può parlare così.

Lo so come lo sa anche un lettore quando vede l’automobile che ha comprato a sua moglie.

Lei quarda il mondo dal suo punto di vista. Per Lei i soldi sono un metro per l’arroganza. Io credo che una persona modesta non impone agli altri i propri problemi. Quando io scalo una montagna, sono arrogante. Quando lo fa qualcun altro, si tratta di un asceta e di una sua impresa. Quando parlo di modestia, penso al sistema di valori.

Che situazione si aspetta di trovare in parlamento?

Sarà un quadro più realistico del paese. Dunque sarà un problema per le televisioni Happy e Pink che avranno meno spettatori per i loro reality “Coppie” e “La fattoria”

Si presenterà alle elezioni presidenziali?

No. Non l’ho mai fatto perché non mi vedo come presidente della repubblica. Per me si tratta di una figura di cera. Vi ho partecipato solo perché era l’unico modo affinché il partito fosse politicamente presente, come nel 2008, affinché alla popolazione si dicesse la verità sul Kosovo, su Srebrenica, sull’importanza della democrazia, sui diritti umani, dunque come occasione per promuovere .

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