Libertà di stampa: gli attacchi di Informer al giornalismo indipendente

Il noto tabloid filo-governativo Informer, ha pubblicato lunedì un articolo dal titolo “L’America e l’Unione europea pagano bugiardi e truffatori”, accusando le organizzazioni investigative dei media KRIK, CINS e Birn, così come il quotidiano Kurir, di essere finanziati dai paesi occidentali con l’obiettivo destabilizzare il paese.

Nell’articolo viene riportato il suggerimento dell’analista Dragomir Andjelkovic, il quale sostiene che la Serbia dovrebbe seguire l’esempio della Russia e adottare una legge speciale per arginare le ONG in Serbia: la legge russa permette infatti ai procuratori di dichiarare le organizzazioni straniere e internazionali indesiderabili e di disporre la cessazione delle loro attività.

Slobodan Georgijev, editor presso BIRN la cui fotografia è stata pubblicata sulla prima pagina di Informer, ha commentando l’articolo affermando che tali parole rappresentano “un altro passo verso la criminalizzazione dei giornalisti. Stiamo parlando di criminalizzazione da parte delle persone che sono al potere. Stanno creando un clima ideale per etichettarci come mercenari stranieri al fine di costringerci a porre delle scuse per il nostro lavoro”.

Branko Cecen, a capo del CINS, ha sottolineato che etichettare i giornalisti come spie sta diventando una metodologia diffusa per vanificare il loro lavoro nel paese, ma ha aggiunto che CINS continuerà sulla sua strada, nonostante la crescente pressione: “la legge russa sulle ONG ha praticamente raso al suolo il settore delle ONG, quindi ciò che Andjelkovic suggerisce appare come la verbalizzazione dei desideri di alcuni membri dell’esecutivo serbo”. Il giornalista osserva inoltre che dal momento in cui Vladimir Putin ha assunto la guida del Cremlino, il numero dei giornalisti assassinati in Russia è salito a 120.

Stevan Dojcinovic, direttore di KRIK, ha definito il pezzo apparso su Informer come “un aggiornamento” rispetto agli sforzi già operati in questa direzione: “abbiamo due nuovi donatori quest’anno, il Rockefeller Brothers Fund e i Difensori dei diritti civili, ed è tutto pubblico, non lo stiamo nascondendo. Puntualmente veniamo chiamati in causa da Informer ma questa storia sta andando avanti da così tanto tempo che avevamo solo bisogno di abituarci, per quanto siamo lontani dal sottovalutarne la gravità”.

Il 4 novembre, Informer ha reso noto che il Servizio di sicurezza della Serbia (BIA), avrebbe ricevuto informazioni dai colleghi russi sul tentativo da parte degli USA di spingere la Serbia sull’orlo di una crisi, affermando inoltre che la CIA avrebbe avuto in programma la pianificazione dell’assassinio del Primo Ministro Aleksandar Vucic scaricando la colpa sulla mafia. L’articolo ha provocato un’ondata di reazioni negative sui social media, ed alcune voci si sono levate per sottolineare come Informer stesse preparando il terreno per attacchi ai critici del governo e ai media indipendenti. Tamara Skrozza, membro della Commissione di Appello del Consiglio della stampa della Serbia e giornalista per la rivista settimanale Vreme, ha evidenziato che l’ultimo rapporto di Informer ha accresciuto la sensazione di insicurezza di molti giornalisti: “sono preoccupata per i possibili esiti di questa campagna. A mio parere, la sicurezza dei giornalisti è in grave pericolo, per cui se il Primo Ministro sostiene lo stato di diritto, dovrebbe in qualche modo reagire”. Skrozza ha aggiunto che la tensione sta salendo in una misura che non conosce precedenti, rendendo pericoloso il clima per coloro i quali continuano a coltivare e difendere un pensiero critico.

Il 25 ottobre, il Primo Ministro montenegrino Milo Djukanovic ha dichiarato che le autorità di Podgorica starebbero indagando il grado di coinvolgimento russo e serbo in un presunto tentativo di colpo avvenuto durante le elezioni nel paese. Venti persone, tra cui l’ex comandante della Gendarmeria serba Bratislav Dikic, sono state arrestati in Montenegro il 16 ottobre con l’accusa di pianificare la destituzione di Djukanovic. Il 24 ottobre, il Primo Ministro Vucic ha dal canto suo affermato che le autorità serbe hanno arrestato diverse persone, colpevoli di aver pedinato Djukanovic e di aver pianificato atti illegali in Montenegro. Tuttavia Vucic ha più volte ribadito che tali individui non hanno alcun collegamento con lo Stato serbo, ma con un terzo paese non precisando quale.

Il premier serbo ha anche sostenuto che il numero dei membri di “potenti agenzie di intelligence straniere” è in aumento in Serbia, aggiungendo che un alto funzionario di polizia è stato arrestato per “divulgazione di informazioni riservate” ad un servizio di intelligence estero.

Tra le turbolenze causate dalle rivendicazioni montenegrine, un covo di armi è stato scoperto nei pressi dell’abitazione di Vucic, alimentando i timori che tale scorta fosse destinata ad essere usata per ordire un attacco al Primo Ministro.

In conclusione, da tempo Informer porta avanti le sue accuse nei confronti delle organizzazioni giornalistiche indipendenti, cosi come sono soliti fare numerosi rappresentanti politici: la scorsa settimana, il Ministro degli Affari sociali Aleksandar Vulin, nel corso di un dibattito sulla televisione di Stato, RTS, ha apostrofato Georgijev di BIRN come un “nemico dello stato”.

(BalkanInsight, 08.11.2016)

http://www.balkaninsight.com/en/article/serbia-s-pro-government-tabloid-targets-journalists-as-foreign-mercenaries–11-07-2016

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