Indagine FES: I giovani in Serbia preferiscono vivere in Europa piuttosto che vedere la Serbia aderire all’UE

L’importante ricerca sugli atteggiamenti e gli orientamenti dei giovani condotta dalla Fondazione “Friedrich Ebert” (FES), mostra che i tre quarti dei giovani hanno espresso il desiderio di emigrare all’estero, ciò pone la Serbia al primo posto tra i paesi della regione, in cui questo desiderio in media possiede la metà degli intervistati.

È interessante notare che i giovani secondo questo studio hanno un atteggiamento positivo nei confronti della democrazia, ma allo stesso tempo credono che sia necessaria una “mano forte”. I risultati del sondaggio confermano anche che ai giovani non viene prestata sufficiente attenzione, tranne che durante le campagne elettorali e politiche.

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Come ha spiegato Max Brandle, direttore dell’ufficio FES di Belgrado, sulla presentazione di questa ricerca, i risultati indicano che si dovrebbe prestare più attenzione a queste tre questioni chiave: la democratizzazione, l’attivazione della gioventù e più attenzione a questa categoria di popolazione. Brandle ha detto che lo studio è ben fondato, perché si basa su interviste fatte a 1.121 giovani, di età compresa tra i 14 ei 29 anni in Serbia, ed è stato anche condotto uno studio in parallelo per i giovani della regione, in dieci paesi in cui sono stati intervistati circa 10.000 giovani.

L’ampio sondaggio FES è stato condotto in 48 località in Serbia (escluso il Kosovo e la Metohija). Esso dimostra che i giovani in Serbia sono divisi anche sulla questione di adesione del paese all’Unione europea, ma anche che vedono il proprio futuro principalmente in uno dei paesi europei, in particolare in Germania, Austria e Svizzera. Anche gli Stati Uniti sono molto quotati. La cosa più importante è che quasi il 75% dei giovani ha un desiderio o l’intenzione di emigrare.

Pro adesione all’UE vi è circa il 56% dei giovani, mentre contro il 44%, che approssimativamente è il pensiero dell’intera popolazione, il che è sorprendente, dal momento che i giovani avrebbe dovuto avere uno spirito più europeo. Questo problema mostra una delle differenze più pronunciate tra i giovani in Serbia e i giovani degli altri paesi della regione. Infatti tra i giovani della regione la maggiorprte sostiene il processo di integrazione europea e almeno tre quarti dei giovani hanno espresso il desiderio che il loro paese entri a far parte dell’UE.

I giovani serbi invece sono tra i maggiori oppositori dell’adesione all’UE, in confronto a tutti i giovani della regione. I più grandi sostenitori dell’ingresso all’UE sono i giovani albanesi (il 94,5%), seguiti dai giovani bosniaci (il 84,9%), macedoni (l’81%) e montenegrini (il 77,2%).

Tra gli intervistati che vogliono lasciare il paese, un quinto di essi lascierebbe il paese per un anno o due, mentre un’altro quinto di intervistati resterebbe vent’anni o di più. Tra i principali fattori che incoraggiano i giovani ad andarsene sono la cattiva situazione e il pessimismo riguardo al miglioramento delle condizioni sociali, quindi il miglioramento della propria posizione materiale e una migliore istruzione. Lo studio fa notare che gli intervistati sono ben consapevoli della situazione economica e lavorativa, perché è chiaro che il sistema e le leggi promuovono direttamente la precarietà del lavoro e dei lavoratori, che è confermato anche dall’analisi dei fattori che influenzano la scelta del lavoro.

Quando si parla di istruzione, i giovani sono più soddisfatti (43%) che insoddisfatti (27%) del sistema educativo. Tuttavia, la stragrande maggioranza di loro, quasi quattro quinti degli intervistati, ritiene che ci siano casi di corruzione negli istituti scolastici, cioè nelle facoltà, dove è possibile comprare voti ed esami.

Una delle conclusioni della ricerca riguarda anche il futuro imprenditoriale dei giovani, che costituiscono il 18,4% della popolazione, ovvero 1,3 milioni di loro tra i 14 ei 29 anni. Ciò che preoccupa è che i giovani ritengono che le relazioni personali svolgano un ruolo importante nella ricerca di un lavoro, e questo è ancora più importante delle qualifiche.

D’altra parte, i giovani non sono motivati ​​a cambiare questa situazione o a lottare per i propri valori ed interessi politici, perché non sono interessati ad occuparsi di politica o a discuterne, né cercano di essere politicamente informati. La sfiducia nelle istituzioni è molto pronunciata, e i partiti politici godono di ancor minore fiducia – la metà degli intervistati non ha alcuna fiducia in essi e il 67% non lavorerebbe mai in nessun partito politico.

 

Više žele u Evropu nego da im zemlja uđe u EU

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