Incontro Vucic-Trump entro la fine dell’anno

Il Presidente serbo Aleksandar Vucic “dovrebbe avere un incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump” entro la fine dell’anno, scrive il quotidiano belgradese Blic.

Secondo il quotidiano, che cita “una fonte di circoli diplomatici a Washington”, Vucic incontrerà prima il vicepresidente americano Mike Pence a New York, nel mese di settembre. Secondo Blic, questa riunione, che “dovrebbe avere luogo intorno al 20 settembre” rappresenterà effettivamente “un’introduzione all’incontro con Trump”.

Vucic e Pence dovrebbero incontrarsi ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e discutere dello stato del dialogo tra Belgrado e Pristina, ma anche della situazione generale della regione; non esiste ancora, tuttavia, una conferma ufficiale.

“Per quanto si sa, Pence arriverà a New York e c’è una grande possibilità che incontri il Presidente della Serbia: in questo caso tutti i dettagli della riunione tra Vucic eTrump dovrebbero essere concordati”, secondo Blic.

La continuazione del dialogo tra Kosovo a Bruxelles attende Vucic a fine agosto o all’inizio di settembre, e questi incontri “dovrebbero portare a notevoli progressi in merito alla risoluzione del problema del Kosovo, ma anche della crisi balcanica globale”.

“Prevediamo che la comunità internazionale prenda una posizione più chiara sulla stabilità dei Balcani e la nostra direzione di Stato insisterà nell’esercitare pressioni su Pristina per iniziare ad adempiere a tutto quello che è stato concordato a Bruxelles e soprattutto ad avviare l’attuazione della ZSO (Unione delle Municipalità Serbe)”, ha dichiarato “un alto livello dalle autorità serbe”, riporta Blic.

Vucic visiterà la Bosnia-Erzegovina il 7 e 8 settembre e si recherà a Zagabria all’inizio di ottobre, su invito della sua omologa croata.

Intanto, secondo Bloomberg, l’amministrazione di Trump cercherà di ridurre drasticamente gli aiuti finanziari che gli USA concede ai paesi dell’Europa dell’est.

“Nervosa” per l’avvicinamento di Trump a Vladimir Putin, l’Europa dell’Est ha tirato un sospiro di sollievo quando i funzionari statunitensi hanno assicurato il loro incrollabile sostegno, ma le proposte di spesa di Washington raccontano una storia diversa”, scrive l’agenzia: “Il piano di bilancio di Trump è una brutta notizia per l’Europa orientale”.

E anche se il vicepresidente americano Mike Pence recentemente “ha visitato la regione ex-comunista per affermare il sostegno contro lo “spettro” dell’aggressione russa”, la Casa Bianca sta ora “cercando ampie riduzioni di finanziamento per i suoi alleati”, si legge nell’articolo.

I tagli nel bilancio del Dipartimento di Stato ridurrebbero i finanziamenti per l’Europa e l’Eurasia di 336 milioni di dollari nel 2018, rispetto a quello che la precedente amministrazione statunitense aveva chiesto al Congresso degli Stati Uniti per il 2017.

Anche se di incerta approvazione, il bilancio pianificato da Trump “invia un messaggio forte sulle sue priorità”, ha dichiarato Bloomberg.

La Serbia, con oltre il 40% di meno, è tra i paesi che prevedono di ricevere meno finanziamenti statunitensi destinati alla costruzione della democrazia e dello stato di diritto e alla lotta alla corruzione.

L’amministrazione Obama aveva chiesto per la Serbia per l’anno corrente 23,4 milioni di dollari, per programmi destinati a migliorare la formazione militare e l’istruzione, la lotta contro il traffico di droga e contro il terrorismo e per il finanziamento di fondi per lo sviluppo economico.

Secondo Bloomberg, quasi il 45% in meno è stato chiesto per il 2018.

I tagli, rispetto all’anno scorso, sarebbero più drastici per la Bulgaria (quasi l’80%), seguita dalla Georgia, dall’Estonia, dalla Lituania, dalla Lettonia, dalla Serbia, dal Montenegro e dall’Ucraina, che avrebbero comunque una riduzione inferiore rispetto all’anno scorso.

Vale la pena notare che l’amministrazione Obama aveva riservato il 40% in più di fondi per i programmi in Serbia nel 2017 rispetto al 2016.

Allo stesso tempo, la Casa Bianca sta “esortando un aumento delle spese del Dipartimento della Difesa, alcune delle quali destinate all’Europa orientale”.

Per l’Ucraina gli Stati Uniti spenderanno di più, “50 milioni di dollari per la formazione e le attrezzature per “difendere la sua sovranità e l’integrità territoriale”.

Jonathan Katz, del Fondo Marshall della Germania ed ex membro USAID, sostiene che questo segnala che gli Stati Uniti stanno “riducendo gli sforzi per rafforzare la democrazia nella regione”.

“Le amministrazioni precedenti hanno cercato di bilanciare la difesa, la diplomazia e lo sviluppo. Quello che questa amministrazione propone di fare non è equilibrato”, ha dichiarato Katz.

Il Washington Post ha recentemente scritto che il Segretario di Stato, Rex Tillerson, intende riorganizzare il Dipartimento di Stato, anche modificando la sua dichiarazione di missione, per escludere qualsiasi menzione di “promozione della democrazia”.

(b92, 17.08.2017)

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2017&mm=08&dd=17&nav_id=102096

http://www.b92.net/eng/news/world.php?yyyy=2017&mm=08&dd=17&nav_id=102097

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