“Inaccettabile mancanza di reazione dell’Ue al divieto di cirilico in Croazia”

Nell’intervista per la Radiotelevisione serba, il ministro della giustizia, Nikola Selakovic ha detto che la decisione di cancellare l’utilizzo ufficiale di alfabeto cirilico a Vukovar, in Croazia rappresenta una forte violenza dei diritti umani, nonchè dei diritti di minoranze nazionali. Inoltre, secondo il ministro Selakovic, l’atteggiamento di Brussels non è accettabile, visto che si tratta di una violenza dei diritti umani nel paese membro dell’Unione europea. 

“L’alfabeto cirilico è stato vietato durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ognuno si chiede come sia possibile che l’Ue abbia dichiarato che non è competente in questo caso, quando si tratta di un paese comunitario, quale Croazia. Questa è una questione di decenza e del rapporto civile verso i diritti di un popolo”, ha detto Selakovic, affermando che la Serbia si rivolgerà a tutte le istituzioni internazionali.

Selakovic ha aggiunto che la Serbia ha una politica responsabile che dovrebbe creare  pace e stabilità nella regione e che la Serbia non è quella che provoca.

“E’ una questione di standard europei. In Serbia, quale paese candidato, secondo la legislazione è necessario almeno il 15% di minoranza registrata per far utilizzare la lingua di questa minoranza. In Croazia, paese comunitario, questa percentuale è del 35. Però, anche se ci sono oltre 35 percento dei serbi a Vukovar, loro non possono vantare questo diritto”, ha detto Selakovic.

Secondo il ministro della giustizia, Brussels dovrebbe reagire visto che qui si tratta della violenza dei diritti umani, nonchè dei diritti di una comunità nazionale in un paese membro dell’Ue. 

“Non è accettabile che Brusseles non reagisce e questo è il risultato della mancanza di qualisasi loro reazione. Ogni volta che non si è reagito, singoli ne hanno approfittato”, ha detto il ministro, spiegando che i serbi in Croazia da un popolo costitutivo sono diventati una minoranza nazionale.

Alla fine, Selakovic ha espresso le sue aspettative che la Croazia si comporterà in accordo con i principi civili e che questa decisione sarà cancellata.

(RTS, 19.08.2015.)

 

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