In vista delle elezioni annunciate, torna d’attualità anche la questione dei cosiddetti elettori fantasma, questa volta ufficialmente, attraverso la Commissione per la revisione delle liste elettorali. I membri della Commissione appartenenti al Partito della Libertà e della Giustizia (SSP) chiedono al Ministero dell’Interno di fornire dati per verificare se oltre 130.000 persone che negli ultimi cinque anni hanno ottenuto la cittadinanza serba e hanno votato nelle precedenti elezioni risiedano effettivamente in Serbia.
Dal 2020 al 2025 la Serbia ha acquisito esattamente 133.134 nuovi cittadini: tante sono le persone che hanno soddisfatto i severi requisiti necessari per ottenere la cittadinanza serba. E, per quanto questo numero possa sembrare elevato a prima vista, in realtà rientra nella media.
“Negli ultimi 15 anni la media è stata di circa 22.000-23.000 persone all’anno, con un ritmo leggermente più intenso nel periodo 2014-2022, ma nulla di particolarmente eccezionale. Anche negli ultimi cinque anni siamo sostanzialmente su questi livelli“, spiega il demografo Vladimir Nikitović.
Sebbene non tutti coloro che acquisiscono la cittadinanza serba diventino automaticamente elettori, come nel caso dei minorenni, i membri della Commissione per la revisione delle liste elettorali in rappresentanza dell’SSP sospettano che proprio tra i nuovi cittadini, la maggior parte dei quali, a loro dire, proviene dalla Republika Srpska, si nascondano gli elettori fantasma. Per questo pongono alcune domande. “Sono registrati a un indirizzo in Serbia? E, se sì, vi risiedono davvero?“, chiede il presidente dell’SSP, Dragan Đilas. “Nella pratica è certo che possano esserci irregolarità e anomalie, ma sulla base di questi elementi non è davvero possibile affermare che siano il risultato di un’azione politica mirata“, valuta il demografo Nikitović.
“Queste persone vivono davvero lì?”
“La richiesta avanzata dai membri della Commissione elettorale in rappresentanza dell’SSP è molto semplice ed è stata anche accolta dalla Commissione: ottenere gli indirizzi in cui risultano registrate più di tre persone e verificare se queste persone vi risiedano realmente. L’ottenimento della cittadinanza è assolutamente conforme alla legge, ma la residenza deve coincidere con il luogo in cui si vive effettivamente“, aggiunge Đilas.
Queste sono le domande che i membri della Commissione hanno ufficialmente rivolto al Ministero dell’Interno, ma finora non è arrivata alcuna risposta. Resta però da capire se una risposta possa essere fornita, considerato che vengono richiesti dati personali.
“È importante che i cittadini lo sappiano: i partiti politici non hanno il diritto di ottenere questi dati, mentre i membri della Commissione per la revisione delle liste elettorali sì. Hanno già accesso alle informazioni e possono consultare le liste elettorali, visualizzando i dati delle persone, come nome, cognome e indirizzo di residenza“, afferma Đilas.
N1: Ma non sanno se tra quei nominativi figurino le 133.000 persone di cui stiamo parlando?
“Esattamente. Non possono incrociare i dati. Per questo è indispensabile che il Ministero dell’Interno li metta a disposizione, così da poterli collegare e verificare“, conclude il presidente dell’SSP.
I sospetti dell’opposizione non sono infondati
“Il rilascio della cittadinanza è di per sé una questione seria e non dovrebbe essere messo in discussione. Tuttavia, qui entriamo già in un ambito che ha ben poco a che vedere con la demografia“, spiega il demografo Nikitović. E infatti non riguarda tanto la demografia quanto le elezioni. Qui si passa dal terreno tecnico a quello politico, dove, secondo l’opposizione, i sospetti non sono privi di fondamento.
In vista delle elezioni di Belgrado del 2023, a un solo indirizzo, in via Prešernova 21, risultavano registrate 52 persone; dopo le elezioni, racconta Đilas, 42 di loro hanno cancellato la propria residenza. Đilas ricorda inoltre che nella casa dell’esponente del Partito Progressivo Serbo, Vladimir Mandić, risultavano formalmente residenti circa 150 persone e sostiene che oggi non vi siano dubbi sul fatto che tutte figurino nell’elenco dei nuovi cittadini serbi menzionati all’inizio del servizio. “Tutti hanno la residenza a Belgrado, tutti hanno ottenuto legalmente la cittadinanza, ma tutti hanno una residenza registrata illegalmente e hanno violato la legge quando hanno votato“, afferma Đilas.
(N1, 04.08.2026)
https://n1info.rs/vesti/izbori-fantomski-133000-novih-drzavljana-srbije/
