In Serbia un’azienda su 5 ha i conti bloccati

Negli ultimi quattro mesi in Serbia sono state bloccati i conti correnti di circa 8.500 aziende, scopre il quotidiano Blic. L’ammontare totale dei debiti che hanno portato al blocco dei conti di 53.149 aziende è pari a 210 miliardi di dinari, interessi esclusi.

Alla fine di giugno si trovavano con i conti correnti bloccati 44.677 aziende. Da allora fino ad oggi è stato registrato un trend di crescita dei conti bloccati in quasi tutte le categorie di azienda. Secondo i dati della Banca Nazionale di Serbia (NBS) sull’insieme di tutte le aziende bloccate, la quota maggiore riguarda i liberi professionisti, esattamente 30.360, mentre tra le persone giuridiche sono in prevalenza le piccole imprese ad avere i conti bloccati, nel complesso 13.069 realtà. Questo significa che attualmente un’azianda serba su cinque ha i conti correnti bloccati.

Milan Knezevic, il presidente dell’Associazione delle piccole e medie imprese, dice per Blic  che questa situazione era prevedibile, ma che il trend di crescita e’ preoccupante: “A questo trend ha contribuito il calo del potere d’acquisto dei cittadini, l’ulteriore crescita del tasso di disoccupazione, e in paralelo sono aumentati I costi operativi aziandali. Questo ha completamente drenato il capitale circolante delle aziende, l’insolvenza viene trasferita da una società all’altra e, come in un effetto domino, tutto viene giu’”.

Che ci sono sempre meno aziende sane, lo dimostano anche i dati delle banche. Veroljub Dugalic, il segretario dell’Associazione delle banche di Serbia, ha avvisato che in questi giorni  quota dei prestiti non più recuperabili ha raggiunto la quota del25,5% dei prestiti in totale, e che all’inizio dell’anno questa quota ammontava al 16%.

(Blic, 18.11.2013)

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