In Serbia più della metà dei giovani non ha lavoro

La disoccupazione fra i giovani tocca il 51,2% e in questa classifica la Serbia si trova al terzo posto, dietro a Bosnia e Macedonia: così è scritto nel Rapporto economico periodico per i Paesi dell’Europa Sud-orientale SEE6, che oggi viene presentato all’ufficio della Banca Mondiale per la Bosnia

Nella classifica il primo Paese è la Bosnia, con il 57,9% di disoccupati tra i giovani; segue la

Macedonia (53%), mentre dietro alla Serbia ci sono il Montenegro (43,7%) e l’Albania (23,6%).

Abebe Adugna, economista capo della Banca Mondiale per la Bosnia, il Kosovo e l’Albania, ha detto che per migliorare lo stato dei Paesi SEE6 (Bosnia, Montenegro, Kosovo, Macedonia e Serbia) bisogna migliorare l’applicazione dei contratti e il rilascio dei permessi edili, promuovere l’imprenditorialità, rimuovere disincentivi e barriere al lavoro, passare ad un modello di crescita orientato alle esportazioni, diminuire il deficit, l’indebitamento e tutti gli altri impegni non rispettati.

Il debito pubblico è aumentato, mentre il margine fiscale per Montenegro, Albania e Serbia è esaurito. Nel 2012 il più alto tasso di interesse sul debito pubblico è stato quello serbo (più del 60% del PIL), mentre il più basso è stato quello del Kosovo (meno del 10% del PIL).

Il rapporto prevede un debole miglioramento per questi Paesi dell’Europa Sud-orientale, anche se c’è un incremento nei settori dell’energia e dell’agricoltura. Rispetto al primo quadrimestre del 2012, nello stesso periodo del 2013 la produzione di energia è aumentata del 66,3% in Montenegro, mentre la Serbia con il 8,6%, la Bosnia con il 7,7% e la Macedonia con il 3,8% non hanno segnato aumenti significativi.

In ogni caso, le economie di tutti i Paesi stanno migliorando e la più grande economia della zona (quella serba) fa da guida per la regione, dice il rapporto.

Secondo il rapporto, le attese sono che – nonostante le condizioni economiche e finanziarie globali continuino a sistemarsi – nel 2013 l’Eurozona rimanga in recessione. Adugna ha dichiarato che i Paesi SEE6 dovrebbero attuare un programma di riforme, che implicherebbero l’estensione del processo di consolidamento fiscale, la garanzia di un sistema fiscale sostenibile, il miglioramento del clima per gli investimenti e l’aumento delle norme in materia di flessibilità del mercato del lavoro.

(Novi Magazin, 19.06.2013)

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