In Serbia non si rinuncia a costruire, malgrado l’aumento del prezzo dei materiali da costruzione

La prossima settimana dovrebbe tenersi un incontro dei rappresentanti del Ministero delle Costruzioni e delle imprese del settore per concordare come mitigare l’effetto della crescita dei prezzi dei materiali da costruzione, motivo per cui alcuni Paesi dell’UE hanno rinunciato a progetti già appaltati. Non così in Serbia.
 
I prezzi dei materiali da costruzione, che, seguendo l’andamento del mercato mondiale, sono saliti nel secondo trimestre dello scorso anno e non si fermano. Esattamente in un anno, il prezzo dei prodotti in metallo è aumentato in media di circa il 70%, più del 50% il legno, per altri materiali l’aumento è stato del 100%. L’edilizia però non si è fermata in Serbia, cosa che non accade negli altri Paesi europei, nemmeno in Germania. Si prevede ora di considerare le possibilità di una clausola nel contratto in modo che il prezzo dei materiali da costruzione sia in linea con l’andamento del mercato. Questa differenza di prezzo dalla firma del contratto è il motivo per cui le aziende potrebbero mettere in discussione la realizzazione dei progetti. E la Serbia è da diversi anni un vero cantiere. Questo può mettere a rischio soprattutto i grandi progetti infrastrutturali?
Alla domanda su cosa si può fare per alleviare la situazione per il settore delle costruzioni e quali linee guida seguire, Ivana Vuletic della Camera di Commercio (PKS), spiega che ci sono diverse raccomandazioni le quali invitano tutti coloro che lavorano per lo Stato a farsi sentire se l’aumento dei prezzi dei materiali utilizzato fosse superiore al 10%. Tuttavia, osserva che tale disposizione esiste già nella legge sugli obblighi sia in Serbia che in Croazia, dove è stata inserita solo in un documento pubblicato come raccomandazione.
“È qualcosa di simile a quello che Belgrado ha fatto due o tre settimane fa per le aziende che lavorano in città. Ciò significa che se la crescita dei prezzi dei singoli materiali da costruzione necessari per l’esecuzione dell’appalto è superiore al 10%, secondo i dati ufficiali dell’Ufficio di Statistica della Repubblica, viene applicata una scala mobile definita dalla formula prezzi. Nello specifico, se l’aumento di prezzo è del 13%, si ottiene il 3%”, spiega Vuletić. È certo che ci saranno difficoltà negli affari, ma, aggiunge, come è stato a causa della pandemia, “lo Stato farà di tutto per evitare che questi progetti vengano fermati”.

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