In Serbia l’acqua migliore, ma il peggior sistema idrico

La Serbia possiede le più grandi riserve di acqua dolce della regione ma sul numero totale di acquedotti pubblici controllati, il 44% non è in regola.

Dall’altra parte nell’Europa, l’industria dell’imbottigliamento delle acque è tra quelle che registrano la crescita più rapida con utili complessivi per circa 12,4 miliardi di euro. In Serbia si utilizza solo il 5% delle potenzialità delle fonti, ogni secondo vendono imbottigliati 50 litri di acqua minerali, ma si potrebbe imbottigliare tre volte di più considerando la quantità delle riserve di acqua.

Con complessivi 162,2 chilometri cubi di acqua dolce (al primo posto nella regione) e oltre 300 fonti, dal punto di vista finanziario la Serbia possiede grandi potenzialità, però, come se fosse un erede ricco, dissipa bellamente il suo patrimonio. Ogni secondo dalle sorgenti termali vengono versati nei fiumi 1500 litri di acqua, però se ne sfrutta solo dal 3 al 5%

I partecipanti della conferenza internazionale “Acque minerali della Serbia”, organizzata dalla Facoltà di medicina hanno ricordato che 180 anni fa il barone Siegmund von Herder, sulla base di un’ordinanza del principe Milos Obrenovic ha redatto una relazione scientifica sulle potenzialità minerarie e minerali della Serbia. Purtruppo, quasi due secoli dopo, la Serbia non ha ancora una strategia dello sviluppo delle sue circa trenta fonti termali.

Professore Milojko Lazic ha parlato di imbottigliamento dell’acqua. “Con i piccoli investimenti, potremmo imbottigliare 150 litri dell’acqua in un secondo, mentre con gli investimenti più significativi si potrebbe arrivare a imbottigliare 1000 litri in un secondo”, ha deto Lazic.

Però, il fatto che la Serbia ha 162,2 km3 di acqua dolce (a differenza della Macedonia, che ne ha solo 6,2 chilometri cubici, o della Croazia, che ne vanta 105,5 km3) non rappresenta una grande consolazione per i cittadini di Zrenjanin. Da anni, i cittadini di questa città in Vojvodina non possono utilizzare l’acqua dall’acquedotto comunale. Secondo gli ultimi dati  dell’Istituto per la sanità pubblica il 44 percento degli acquedotti in Serbia non sono in regola.   

Partecipanti di questa conferenza, hanno ricordato che l’ONU hanno posto la Serbia sul 47 posto per le riserve dell’acqua potabile, però per la protezione di questa risorsa importante e il suo sfruttamento la Serbia si trova tra gli ultimi posti. Secondo le valutazioni del Ministero della salute bisognerebbe investire 11 miliardi di euro entro il 2030 per raggiungere gli standard europei verso i quali la Serbia aspira.

(Politika, 15.11.2015.)

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