In Serbia il lavoro si trova a seconda dell’appartenenza politica

Secondo il rappresentante dell’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale (GIZ) Petar Antic, i dati sulla discriminazione nel mercato del lavoro mostrano che datori di lavoro, dipendenti e disoccupati ritengono che vi sia discriminazione in Serbia quando si tratta di occupazione. Oltre il 90% dei dipendenti e dei disoccupati, nonché il 100% dei datori di lavoro, ritiene che le persone in Serbia trovino lavoro grazie all’appartenenza o meno a un partito politico.

Secondo un sondaggio fatto su 1.100 intervistati i cui risultati sono stati distribuiti ai giornalisti, in termini di comportamento discriminatorio percepito il 100% dei datori di lavoro, il 92% dei dipendenti e il 95% dei disoccupati, ritiene che in Serbia le persone siano impiegate sulla base dell’affiliazione a un partito.

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Come base per la discriminazione, circa il 40% dei datori di lavoro e oltre il 30% dei lavoratori e dei disoccupati, cita lo stato civile, mentre il 42% dei datori di lavoro, il 38% dei dipendenti e il 27% dei disoccupati vedono questa discriminazione nel sesso.

Antic ha affermato che esiste un’alta consapevolezza della discriminazione sul mercato del lavoro e che tutti la vedono nei confronti delle persone con disabilità, degli anziani e dei rom, nonché in base all’orientamento politico.

La commissaria per l’uguaglianza, Brankica Jankovic, ha detto ai giornalisti che l’indagine mostra le stesse carenze dell’istituzione da essa diretta, cioè che la più grande discriminazione si basa sul sesso, lo stato civile, l’età e l’appartenenza a organizzazioni politiche e sindacali.

Come esempi tra i più drastici, la Jankovic ha citato lo spostamento di una neo-mamma a un lavoro di grado inferiore o il licenziamento dopo il rientro dal congedo di maternità, affermando che è più facile licenziare per i datori di lavoro persone di età superiore ai 50 anni, mentre i giovani hanno un problema di occupazione a causa di mancanza di esperienza.

Ha aggiunto che i Rom sono i più discriminati nel mercato del lavoro tra i gruppi etnici, motivo per cui il 90% delle famiglie non ha persone con un’occupazione in famiglia.

http://rs.n1info.com/Vesti/a561069/Istrazivanje-o-zaposljavanju-u-Srbiji.html

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