In Serbia i poveri spendono 200 euro al mese, i ricchi fino a 1.200

Secondo un sondaggio sui consumi del 2018 dell’Ufficio Nazionale per la statistica, lo scorso anno le famiglie serbe hanno speso in media 64.481 dinari; oltre un terzo del loro denaro è andato a cibo e bevande analcoliche.

I cittadini serbi hanno speso il 16% dei loro soldi per l’alloggio e il riscaldamento e poco più del 9% per i trasporti. Solo l’1,5%, la percentuale più bassa, è rimasto per l’istruzione.

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Le differenze di consumo sono grandi: a Belgrado il consumo medio mensile di una famiglia è stato di 72.000 dinari, mentre a sud e ad est del Paese è stato di circa 61.000 dinari. E in generale nelle aree urbane, il consumo medio, oltre ai salari, è stato di diverse migliaia di dinari più elevato rispetto alle zone rurali del Paese.

La spesa maggiore per i cittadini serbi è il cibo, per il quale vanno in media 22.133 dinari al mese. La più grande differenza rispetto al luogo di residenza è il consumo di pane: mentre una famiglia di Belgrado ne mangia 150 chilogrammi all’anno, nel sud e nell’est del Paese si consumano in media 230 chilogrammi di questo alimento.

Le famiglie di Belgrado hanno anche consumato più carne bovina rispetto ad altre regioni della Serbia, 23 chilogrammi, a differenza dei 9,6 chilogrammi in media disponibili per le famiglie nella Serbia sud-orientale.

Al sud si consuma la più grande quantità di carne di maiale, 49 chilogrammi, più pollo in Vojvodina (60 kg), mentre rispetto ad altre regioni Belgrado ha speso meno in uova, latte, formaggio bianco e grassi. L’anno scorso sono stati bevuti 41 litri di birra per famiglia, 7,7 litri di vino, 112,6 litri di acqua minerale e di sorgente e 9,7 litri di caffè.

Considerando il consumo in decili, se si conta che nel primo decile c’è la parte più povera della popolazione e nel decimo la più ricca, non sorprende che la differenza di consumo tra i due sia di 1.000 euro.

Vale a dire, il consumo medio mensile delle famiglie del primo decile nel 2018 è stato di 24.356 dinari, mentre nel decimo decile la media è leggermente inferiore ai 150.000 dinari. Il consumo medio di quelli del nono decile è di oltre 92.000 dinari, quindi il 20% dei più ricchi in Serbia effettivamente spende come il 60% delle altre famiglie.

Coloro le cui spese non superano i 200 euro al mese, spendono la metà di quei soldi per il cibo, dopodiché vengono lasciati 100 euro per bollette, trasporti, istruzione, sanità, scuola, tempo libero, mobilio, guardaroba e tutto il resto.

Il salario minimo dell’anno scorso era di 25.000 dinari, solo all’inizio di quest’anno è stato elevato a 27.000 dinari.

Allo stesso tempo, il paniere minimo dei consumatori nell’agosto di quest’anno ammontava a 37.000 dinari, che è più della quantità che le famiglie nei primi due decili possono spendere per tutto. Una situazione simile è con il paniere medio dei consumatori; nell’agosto di quest’anno avrebbe dovuto essere più di 54.000 dinari, il che è più di tutte le spese che oltre la metà delle famiglie del Paese ha sostenuto lo scorso anno.

https://www.danas.rs/ekonomija/siromasni-trose-200-bogati-1-200-evra-mesecno/

Photo credits: “Stefana Savic”

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