Ogni 27 dipendenti in Serbia, un dirigente

Su ogni 27 dipendenti in Serbia c’è un dirigente, perchè alla fine dell’anno scorso c’erano 94.771 direttori registrati in Serbia, dimostrano i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica. Se a questi dati viene aggiunto il fatto che nell’industria serba lavorano solo 651.508 persone, mentre il settore dei servizi occupa 1,4 milioni di cittadini, nonchè il fatto che in Serbia ci sono 556.119 disoccupati, si ha un’immagine reale sul mercato di lavoro e la situazione dell’economia serba.

L’economista, Milan Kovacevic ha indicato che in Serbia ci sono pochi lavoratori nell’industria, però crede che nelle aziende private non ci sia eccesso di quadri e direttori, diversamente dalle aziende pubbliche e dalle istituzioni statali.

“E’ pretenzioso toccare l’organizzazione interna delle aziende private, perchè magari su un cantiere è sufficiente un capo ogni cinque operai. Ci sono aziende che hanno dato un titolo a tutti dipendenti, per l’immagine esterna che viene presentata ai clienti. In questo modo, ogni commesso viaggiatore diventa un direttore di vendita. Dall’altra parte nelle istituzioni statali c’è un numero eccessivo dei dipendenti, cosichè c’è un dirigente ogni tre dipedenti. Dovremmo investire nell’industria se vogliamo diminuire il deficit nel commercio con l’estero”, ha detto Kovacevic.

Sasa Djogovic dell’Istituto per l’analisi di mercato, ritiene che la deindustrializzazione del paese è stata causata dalle cattive privatizzazioni delle aziende statali. Inoltre, Djogovic ha aggiunto che se la Serbia vuole diminuire il deficit nel commercio, deve cambiare qualcosa urgentemente, perchè senza l’industria non c’è produzione nè esportazione. “La vendita dei giganti industriali ai cosidetti imprenditori, che li compravano solo per vendere dopo i beni appartenenti e senza l’intenzione di mantenere produzione, ha causato la loro devastazione completa. Inoltre, tutto questo era accompaganto da un contesto inadeguato che ha ostacolato l’arrivo di nuovi investitori”, ha detto Djogovic, aggiungendo che ci sono grandi capacità nel settore energetico, industria alimentare, tessile ed automobilistico.

(Kurir, 17.03.2016.)

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