In calo le esportazioni verso est: cosa potrebbe portare la firma di un accordo con l’Unione economica eurasiatica?

Mentre la Serbia aspetta di firmare un accordo con l’Unione economica eurasiatica, le esportazioni di merci in Russia sono in calo e l’impressione è che non siano stati sfruttati abbastanza bene gli accordi già esistenti.

Gli accordi con la Russia (Bielorussia e Kazakistan) in base ai quali quasi il 95% delle merci non vengono sdoganate, con il fatto che Mosca è soggetta a sanzioni occidentali, non hanno aiutato molto la Serbia. Quest’anno infatti si sono ridotte le esportazioni in Russia dell’8,7% rispetto allo scorso anno.

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L’anno scorso, il commercio del Paese balcanico con i Paesi della UEE è stato di 3,4 miliardi di dollari, con una maggioranza destinata alla Russia, circa tre miliardi. Le esportazioni ammontavano a 1,1 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali è finita nuovamente nel mercato russo, circa 1 miliardo di dollari; dato inferiore all’export in Bosnia ed Erzegovina.

“Non è casuale il motivo per cui stiamo esportando più in Bosnia che in Russia. In Serbia non abbiamo un vasto assortimento di prodotti per l’esportazione, né abbiamo marchi mondiali, ma al contrario i nostri sono tutti prodotti di qualità media. La Russia poi ha bisogno di un’ottima logistica per trasportare e soddisfare tutte le procedure, motivo per cui non è facile entrare in quel mercato. Ciò è particolarmente difficile per l’industria alimentare; bisogna investire per dimostrare la qualità, quindi investire di nuovo per essere accettati dalle catene di vendita al dettaglio. E nessuno lo fa sul serio perché le società di esportazione sono piccole”, ha affermato Milan Kovacevic, consulente per gli investimenti esteri.

Entrando nella UEE, un mercato di oltre 180 milioni di persone, la percentuale di merci esenti dai dazi aumenterebbe al 99,5%. Formaggio, alcool e sigarette potrebbero essere aggiunti all’elenco dei prodotti che entrano in Paesi esenti da dazi doganali. È anche possibile che con il nuovo accordo la Serbia sarà in grado di esportare tutti i tipi di grappe in quantità illimitate.

Come ha detto Rasim Ljajic, Ministro del Commercio, ai media russi, “mentre le esportazioni stanno diminuendo, le importazioni dalla Russia sono aumentate del 18% quest’anno, indicando che la nostra economia non ha sfruttato le opportunità offerte dagli accordi esistenti. Il nostro piano è di aumentare le esportazioni verso i mercati UEE a 1,5 miliardi di dollari in due o tre anni”.

Gli scambi della Serbia con i Paesi della UEE hanno infatti rappresentato solo il 7,5% degli scambi totali fatti dal Paese balcanico nel 2018, pari a 45,1 miliardi di dollari. Dall’altra parte invece gli scambi con gli Stati membri dell’UE rappresentano oltre il 60% del traffico totale.

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Photo credits: “Adisa/shutterstock.com”

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