Licenziamenti di massa nelle ferrovie entro la fine del mese

I licenziamenti dei lavoratori in esubero di “Ferrovie della Serbia” sarebbe dovuto cominciare questo mese dopo l’approvazione del relativo piano da parte del comitato governativo per l’amministrazione pubblica.

Invece della fine di settembre, come era stato precedentemente dichiarato, il piano definitivo per l’ottimizzazione del numero di impiegati in una delle più grandi imprese pubbliche della Serbia sarebbe dovuto essere completato a ottobre, quando sarebbe stato chiaro il numero di persone che avrebbe dovuto lasciare le ferrovie. Di questo si è occupato il governo serbo attraverso una lettera di intenti indirizzata al Fondo Monetario Internazionale prima di tenere una riunione del consiglio di amministrazione di questa istituzione.

Le valutazioni dei consulenti, che analizzano la situazione delle Ferrovie da maggio, dicono che su 17.635 impiegati gli esuberi sono pari a circa 6.700. Addirittura, se si tratta davvero di questo numero, non tutti dovranno lasciare il posto di lavoro in una sola volta. Gli esuberi verranno infatti gestiti nel periodo compreso tra il 2016 e il 2020, e la dinamica di licenziamento verrà concordata con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

Che la situazione attuale sia insostenibile lo dice il fatto che questa impresa, nonostante le sovvenzioni statali, ha chiuso il bilancio del 2014 con una perdita di 11,8 miliardi di dinari, quattro volte in più rispetto all’anno precedente. Il processo di riforma delle “Ferrovie di Serbia” è già stato iniziato attraverso la costituzione di tre nuove società: “Infrastuktura železnica Srbije”, che si occupa del mantenimento di infrastrutture; “Srbija voz”, che si occupa del trasporto viaggiatori; e “Srbija kargo”, per il trasporto di merci.

(Blic, 19.10.2015.)

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