Immobili di lusso acquistati persino tramite il Commissariato per i rifugiati

La metà delle ville di proprietà statale concesse in locazione 11 anni fa da Dipos (la società incaricata dell’affitto degli immobili di Stato) appartiene ora a una nuova élite imprenditoriale emersa durante il governo del Partito Progressivo Serbo (SNS), composta da uomini d’affari noti e controversi, persone fisiche e loro società private, come rivela un’inchiesta di Radar.

D’altra parte, le informazioni sui nuovi locatari dei restanti immobili ancora di proprietà dello Stato (e quindi dei cittadini serbi), così como i relativi prezzi di affitto, sono state classificate come segreto di Stato.

Uno dei più grandi trafficanti d’armi della regione nonché finanziatore dell’SNS, Slobodan Tešić, ha prima prorogato con Dipos il contratto di locazione per una villa a Dedinje fino al 2043, e poi l’ha acquistata come unico offerente, gravata dal suo stesso subaffitto. Anche Nikola Petrović, testimone di nozze (kum) del presidente serbo Aleksandar Vučić, si è aggiudicato un immobile di lusso a Košutnjak, che in precedenza affittava dallo Stato. Tra il 2012 e il 2016 ha ricoperto la carica di direttore generale dell’impresa statale Elektromreža Srbije, e ora è proprietario o comproprietario del gruppo EL&MI e di un’intera rete di società collegate.

Ufficiosamente, si vocifera che il famoso e da poco ristrutturato Club dei Deputati in via Tolstojeva sia ora in affitto ad Aleksandar Kajmaković, un controverso uomo d’affari arrestato per legami con il clan di Veljko Belivuk, e si specula intensamente sul fatto che intenda riscattaarlo.

È difficile che il 2015 si ripeta a breve: l’anno in cui il Consiglio anticorruzione pubblicò un rapporto che rivelava come Dipos affittasse e vendesse immobili di lusso a prezzi stracciati a individui privilegiati senza aste pubbliche, tramite trattativa diretta. Allora si scoprì che tra gli inquilini degli immobili statali figuravano alti funzionari, direttori di imprese pubbliche, soggetti legati alla criminalità e personaggi dello spettacolo, e che Dipos aveva valutato una villa in una zona signorile di Belgrado 15.000 euro e due appartamenti nel centro allargato a meno di 2.500 euro.

Dipos sostiene che i clienti potrebbero fare causa se si rivelassero i nomi

Rivelazioni come queste saranno difficili da rivedere, almeno sotto l’attuale amministrazione, poiché il Governo della Serbia ha deciso di apporre il timbro di “riservato” sull’elenco degli inquilini, sui prezzi di affitto e sui contratti. Questo è quanto emerge dalla risposta fornita da Dipos a Radar. Come precisato, il vincolo di riservatezza è stato rimosso unicamente per lo svolgimento di procedimenti dinanzi alle autorità statali, avviati proprio per il recupero di fatture non pagate (per il canone e le spese accessorie).

“La Società (Dipos) non avrebbe potuto condurre i procedimenti o riscuotere i crediti dagli inquilini morosi in altro modo se non presentando i contratti di locazione ai giudici procedenti nei procedimenti giudiziari, o ad altri organi statali… Sottolineiamo che, al fine di proteggere i dati (che erano protetti prima della rimozione del vincolo di riservatezza), la Società ha inserito nei contratti di locazione una clausola di riservatezza delle informazioni, che regola i diritti e gli obblighi relativi alla protezione dei dati personali e alla riservatezza delle informazioni scambiate nell’ambito delle attività commerciali derivanti dal contratto”, si legge nella risposta di Dipos alla richiesta presentata da Radar ai sensi della Legge sul libero accesso alle informazioni di importanza pubblica.

Nella risposta di Dipos si afferma inoltre che tutti gli inquilini, al momento della firma del contratto, sono stati informati della clausola di riservatezza e vi hanno acconsentito, per cui “se la Società rendesse pubblici i dati pattuiti come riservati, violerebbe un obbligo contrattuale che essa stessa si è imposta”.

“Inoltre, se la Società rendesse pubblici i dati richiesti, l’altra parte contrattuale potrebbe avviare un procedimento giudiziario contro la Società per violazione delle disposizioni contrattuali. Evidenziamo in particolare che, in caso di mancato rispetto degli obblighi contrattuali da parte della Società, sussisterebbe un elevato rischio per la futura cooperazione commerciale con potenziali clienti, compromettendo così la gestione aziendale e il conseguimento degli utili previsti”, ha dichiarato Dipos.

La società statale ignora completamente il fatto che affitta immobili di proprietà dei cittadini della Serbia e che è del tutto illogico nascondere chi vive in tali strutture e quanto pagano di affitto. O forse è proprio perché c’è qualcosa da nascondere, soprattutto considerando il percorso attraverso il quale gli immobili di Dipos (e di fatto i nostri) trovano nuovi proprietari, a partire proprio dalla locazione.

Come la villa affittata da Nikola Petrović è stata acquistata da sua moglie

Gli immobili di maggior valore nel patrimonio di Dipos erano per lo più le ville a Dedinje. Ce n’erano circa 40 in elenco e l’inchiesta di Radar dimostra che la metà è ormai in mani private. Sono state vendute quasi tutte quelle situate in via Beogradskog Bataljona, acquistate prevalentemente da società private e persone fisiche.

Nikola Petrovic e Aleksandar Vucic (RAS/foto vesna lalic)

Tra gli acquirenti figura Goran Đoković, zio del celebre tennista Novak Đoković, ma anche Maja Petrović, moglie di Nikola Petrović, il controverso uomo d’affari e testimone di nozze di Aleksandar Vučić. All’epoca in cui era direttore dell’azienda statale Elektromreža Srbije, Petrović affittava la villa in via Beogradskog Bataljona; quando Dipos ne annunciò la vendita, negò che sarebbe stato lui l’acquirente.

In effetti, Nikola Petrović non ha presentato alcuna offerta per l’acquisto della villa, che è stata infine venduta a Mladen Vuković, proprietario di un’agenzia di marketing. Solo un mese dopo, tuttavia, si è verificato un colpo di scena: è bastato quel lasso di tempo perché la moglie di Petrović rilevasse la villa da Vuković. Secondo quanto riportato da KRIK, Dipos ha messo in vendita la villa di 182 metri quadrati in una zona di prestigio di Košutnjak a un prezzo base di circa 312.000 euro.

Anche Slobodan Tešić, il trafficante d’armi sottoposto a sanzioni da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, ha acquistato dallo Stato una villa in via Maglajska che in precedenza prendeva in affitto. Poco prima che venisse annunciata la vendita, Tešić ha prorogato il contratto di locazione fino al 2043, partendo così in posizione di vantaggio. Nel caso in cui qualcun altro avesse acquistato la villa, si sarebbe ritrovato Tešić come inquilino fino al 2043. Non si sa quanto abbia pagato per questo immobile, ma nell’annuncio pubblicato da Dipos si indicava che la struttura veniva venduta a un prezzo di partenza di 4,47 milioni di euro.

Tešić ha acquistato anche una villa statale in via Mihaila Mike Jankovića. Anche quell’immobile era gravato da un contratto di locazione fino alla fine del 2033, ma si dice non a nome di Tešić. Secondo il rapporto del Consiglio anticorruzione del 2015, la villa era affittata dall’avvocato Zdenko Tomanović, che tra l’altro nel 2019 è stato anche il suo legale, come riportato dal portale Nova. Presso la Direzione della Repubblica per la Proprietà hanno riferito che Tešić ha pagato l’immobile 2.510.000 euro.

Anche il proprietario di maggioranza di Belgrade Waterfront ha acquistato una villa dallo Stato

Tra gli acquirenti delle ville statali c’è anche la società ANH Holding Limited che, secondo quanto riportato dai media, fa capo a Mohamed Alabbar, la cui Eagle Hills è proprietaria di maggioranza del progetto Belgrade Waterfront. Il miliardario arabo ha acquistato un immobile di lusso anche in via Užička 38, nella zona esclusiva di Dedinje.

Alabbar è noto al pubblico serbo non solo come uno degli investitori di Belgrade Waterfront, ma anche come l’uomo che il presidente serbo Aleksandar Vučić ha più volte definito suo “amico” nei suoi interventi pubblici. È evidente dai registri del Catasto che la villa di via Užička ha cambiato proprietario, ma non si sa a quale prezzo e a quali condizioni Alabbar sia entrato in possesso dell’immobile.

Particolarmente singolare è il caso di un appartamento in via Braće Grim, nel quartiere belgradese di Profesorska Kolonija, dove l’inquilino di Dipos era un certo Željko Šašić. Più vecchio di otto anni, ma infinitamente meno famoso del suo omonimo cantante folk locale, è diventato nel frattempo proprietario dell’immobile insieme alla moglie. I due hanno acquistato l’appartamento a Belgrado da Dipos, tramite il Commissariato per i rifugiati, al prezzo di soli 32.600 euro e a rate.

Che Šašić avesse affittato un appartamento statale era stato svelato dal Consiglio anticorruzione quando aveva pubblicato l’elenco dei locatari di Dipos. In quel rapporto non comparivano né il prezzo né la superficie dell’appartamento, ma il suo nome figurava accanto alla lista degli immobili dati in affitto. Secondo i dati del Catasto immobiliare, su quell’immobile (ora di proprietà dei coniugi Šašić) nel febbraio 2024 è stata iscritta un’ipoteca che indica come creditore ipotecario il Commissario per i rifugiati e come debitore ipotecario Željko Šašić. Gli stessi figurano anche come parti contrattuali.

Nel documento si legge inoltre che l’ipoteca è stata iscritta sulla base di un contratto di compravendita immobiliare e che entrambe le parti concordano sul fatto che il prezzo di acquisto dell’immobile è di 3.814.983 dinari (circa 32.600 euro). Si specifica che l’acquirente è tenuto a saldare il prezzo di vendita nell’arco di 25 anni in 300 rate mensili, con una rata pari a 12.716 dinari (circa 109 euro).

L’acquirente è tenuto a versare il denaro al venditore entro e non oltre il 15 di ogni mese per il mese precedente e, in caso di mancato pagamento per tre mesi consecutivi o per quattro rate nel corso dell’anno, il Commissariato ha il diritto di risolvere il contratto. Inoltre, il nuovo proprietario si è impegnato a utilizzare l’immobile con i membri del proprio nucleo familiare ad uso abitativo e a non venderlo prima dello scadere del termine di cinque anni dalla data di acquisizione del diritto di proprietà. Non si sa a quale titolo il Commissariato sia entrato in possesso dell’immobile di Dipos né perché lo abbia venduto a un prezzo così basso. Abbiamo inviato le nostre domande all’indirizzo e-mail dell’istituzione, ma fino alla pubblicazione di questo articolo non abbiamo ricevuto risposta.

Lo Stato ristruttura il Club dei Deputati per sei milioni di euro, poi lo dà in affitto

E resta ancora da vedere quali siano i piani dello Stato per il Club dei Deputati in via Tolstojeva a Dedinje, nella cui ristrutturazione ha investito circa sei milioni di euro per poi consegnarlo nelle mani di un privato, che vi ha aperto l’esclusivo club Tolstoj. Ufficialmente, l’identità del locatario dell’immobile è un dato riservato, ma ufficiosamente si sente dire che si tratta di Aleksandar Kajmaković, meglio noto con il soprannome di Aca Bosanac, arrestato per legami con il clan di Veljko Belivuk. Kajmaković possiede un’intera serie di famosi locali, club e ristoranti di Belgrado.

Club dei Deputati

Il club Tolstoj non è più accessibile a tutti i cittadini e sul suo sito web si legge che l’accesso è riservato esclusivamente ai soci. Secondo quanto riportato dai media, per varcare la soglia di questa struttura di lusso è necessario pagare una quota associativa enorme per i cittadini comuni, che va da 1.200 euro fino a 10.000 euro.

La concessione in affitto del Club dei Deputati potrebbe essere il primo passo verso la sua privatizzazione, ovvero verso l’uscita dello Stato dalla proprietà, a giudicare dalla prassi finora adottata. E non è che siano rimaste molte ville a Dedinje di proprietà statale.

Alcune di esse non vengono nemmeno affittate perché vi abitano o le utilizzano le più alte cariche dello Stato, come Ana Brnabić, Tomislav Nikolić o Aleksandar Vučić. E sarà una vera fortuna se questi immobili di lusso rimarranno di proprietà dello Stato. Perché molte cose sono cambiate, ma loro non hanno mai accettato di traslocare da Dedinje.

(Radar, 24.07.2026)

https://radar.nova.rs/ekonomija/drzavne-vile-sns-komesarijat/

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