Il team legale serbo presenta l’accusa contro la NATO per l’uso di uranio impoverito

Il team legale internazionale della Serbia, entro la fine dell’anno, presenterà la prima causa per danni ai cittadini della Serbia che sono stati esposti all’uranio impoverito usato nei bombardamenti della NATO, e in seguito hanno sofferto di cancro.

Questo è stato annunciato da Srdjan Aleksic, avvocato e capo del team al simposio internazionale “Le conseguenze dei bombardamenti della Repubblica federale di Jugoslavia con uranio impoverito nel 1999”, che si è tenuto oggi a Nis.

Aleksic ha detto che il team legale per prima cosa proporrà agli stati membri della NATO che hanno bombardato la RFJ, i quali saranno il “bersaglio” della causa, di risolvere con i cittadini serbi danneggiati, attraverso il pagamento dei danni e il pagamento di un trattamento sanitario di qualità sia in Serbia che all’estero. Poiché la giurisprudenza è diversa, le cause legali, a seconda dei casi, saranno sottoposte ai tribunali dei 19 Stati membri della NATO o ai tribunali nazionali. Il team legale, eserciterà pressioni e formerà un tribunale internazionale ad hoc per risolvere questo problema.

“Abbiamo già la prova incontrovertibile che in Serbia, soprattutto nel sud della Serbia, a causa del utilizzo delle munizioni contenenti l’uranio impoverito c’è stato un aumento della mortalità di cancro dei cittadini, e che l’ambiente è fortemente inquinato. Il rapporto della quarta commissione parlamentare italiana, così come la giurisprudenza di quel paese, rappresentano per la Serbia una “forza in più” perché in Italia da anni, i partecipanti a missioni militari internazionali possono ottenere risarcimenti da 200.000 a 500.000 euro, se hanno vissuto per un periodo nella zona bombardata con l’uranio impoverito, e poi si sono ammalati di cancro”, dice Aleksic .

Domenico Leggero, politico, pilota militare e capo del Dipartimento della Difesa Militare dell’osservatorio dell’esercito italiano, ha detto che finora davanti ai  giudici italiani sono state presentate più di 80 decisione nelle quali il Ministero della Difesa è tenuto a risarcire i danni dei soldati gravemente malati che erano in Kosovo o in altri territori esposti all’uranio o alle loro famiglie, se i soldati morivano. La Quarta commissione parlamentare italiana ha trovato “fatti inconfutabili” circa gli effetti nocivi dell’uranio impoverito sulla salute degli italiani, così come il coinvolgimento della leadership militare e politica nel nascondere questo tipo di informazioni.

“L’obiettivo di questo comitato è la giustizia per tutte le vittime, così come l’attuazione della prevenzione tra i soldati italiani che continuano ad andare in missioni di pace nei territori contaminati. La Commissiona ha presentato al Parlamento europeo le sue conclusioni, così come il progetto di legge per la compensazione alle persone gravemente malate dopo l’esposizione all’uranio impoverito e dell’assistenza dei cittadini che risiedono nel zone contaminate”, ha detto Domenico Leggero.

Leggero, è caratterizzato come una delle persone più meritevoli per la conclusione della commissione parlamentare italiana sul rapporto causa-effetto tra l’esposizione all’uranio impoverito e il cancro, ha conseggnato oggi alla “parte serba” tutta la documentazione e gli altri elementi di prova in suo possesso su questo argomento. All’evento è stato mostrato un video di presentazione, che è stato registrato da parte del Pentagono, e che nel 1994 è stato inviato a tutti i stati membri della NATO, in cui sono comunicati agli effetti gravi e nocivi dell’uranio impoverito sulla salute dei soldati esposti, così come le raccomandazioni di ridurre tali sostanze.

In questo incontro di due giorni parleranno circa 30 persone provenienti dall’ Italia, dalla Germania, dalla Russia, dalla Svizzera, dal Cipro, dalla Cina e dalla Serbia, e presenteranno i loro lavori scientifici, così come le prove dei comitati speciali dei loro paesi sugli effetti nocivi delle munizioni all’uranio impoverito nelle aree esposte partendo dall’Iraq e dall’Afghanistan fino alla Bosnia e alla Repubblica federale di Jugoslavia. Tra loro ci saranno 12 partecipanti stranieri, alcuni dei quali sono accademici o persone importanti nel campo del diritto pubblico internazionale e diritto penale internazionale”.

Gli organizzatori hanno referito che al raduno di oggi hanno partecipato anche membri della Commissione per le indagini sulle conseguenze dei bombardamenti della NATO nel 1999 per la salute dei cittadini serbi e dell’ambiente.

Al simposio hanno partecipato alcuni medici, oltre a numerosi rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati. Gli organizzatori hanno affermato che le cause legali per il risarcimento dei danni sono state sostenute dall’Associazione degli avvocati di Serbia e Belgrado, mentre la Camera di Nis lo ha fatto “parzialmente”.

(https://www.danas.rs/drustvo/prva-tuzba-za-naknadu-stete-zbog-koriscenja-osiromasenog-uranijuma-do-kraja-godine/)

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