Il surplus in agricoltura cresce del 49%

Negli ultimi cinque mesi la Serbia ha realizzato un surplus nell’interscambio dei prodotti agricoli ed alimentari per un valore di 483 milioni di euro, pari al 49% di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, viene dichiarato dalla ministra dell’agricultura e ambiente, Snezana Bogosavljevic Boskovic.

“Da gennaio a maggio, il valore dell’esportazione dei prodotti alimenteri dalla Serbia ha superato il miliardo di euro. Cereali e prodotti derivati, frutta e verdura hanno visto una forte crescita delle esportazioni”, ha indicato la ministra, aggiungendo che le importazioni hanno registrato un aumento del 21%.

“Questi risultati confermano che il settore agricolo è molto importante per l’economia serba, nonchè per la crescita e lo sviluppo economico. Il settore agricolo dovrebbe essere massimamente sostenuto nel periodo futuro per aiutare i produttori, in particolare quelli più piccoli”, ha spiegato la Bogosavljevic Boskovic.

“Con l’analisi viene determinato che in questo periodo l’esportazione verso i paesi europei è aumentata di 20%, verso i paesi CEFTA del 14%, mentre verso gli altri paesi di circa il 39%”, ha detto la Bogosavljevic Boskovic.

La ministra dell’agricultura ha detto che i prodotti alimentari trasformati sono stati piazzati di più nei paesi dell’Ue (52%), CEFTA (30%) e negli altri paesi (18%).

“In questo periodo abbiamo esportato frutta e verdura nel valore totale di 217 milioni di euro, mentre il valore dell’importazione è stato pari a 120 milioni di euro, il che vuol dire che anche qui abbiamo avuto un surplus di 100 milioni di euro”, ha precisato la Bogosavljavic Boskovic.

In cinque mesi del 2015, in Serbia sono stati importati prodotti agricoli e alimentari nel valore totale di 543 milioni di euro, il che è di 4% di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha detto la ministra.

Abbiamo importato i prodotti alimentari dall’Ue (66 percento), dall’ area CEFTA (11 percento) e dagli altri paesi (25 percento), tenendo in riguardo che quest’ultima importazione si riferisce di più al cafè, tè e spezie, ha indicato la Bogosavljevic Boskovic.

Il bialncio positivo dello scambio commerciale con l’estero risulta anche nell’esportazione del latte e dei prodotti derivati, ha sottolineato la ministra, aggiungendo che quando si tratta delle misure particolari per l’importazione del latte e prodotti di latte, i suoi effetti dovrebbero essere presi in considerazione nel periodo seguente.

Per particolari tipi di frutta e verdura (mele, ciliegie, fragole, peperoni, pomodoro, cetriolo..) sono in essere alcune misure di protezione anche dopo la scadenza del periodo di transizione, cioè dopo il 2014.

(Politika, 23.07.2015.)

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