Il Partito Socialista della Serbia (SPS) ha annunciato che la propria Commissione Statutaria ha approvato all’unanimità, con la presenza di tutti gli 11 membri, la misura disciplinare dell’espulsione di Branko Ružić dal partito. Ružić aveva precedentemente dichiarato a N1 che avrebbe rilasciato un commento solo dopo aver ricevuto la decisione ufficiale da parte dell’organo di partito.
Secondo una nota pubblicata sul sito web del SPS, Ružić è stato espulso poiché “ha violato consapevolmente e deliberatamente le disposizioni dello Statuto in modo continuativo e per un lungo periodo, non ha rispettato l’obbligo di attuare le decisioni degli organi di partito e la politica unitaria, arrecando così un enorme danno politico al SPS”.
“Il Partito Socialista della Serbia non può avere due linee politiche. Una stabilita dai massimi organi del Partito, votata da tutti durante le sedute, e un’altra definita da Branko Ružić o da qualsiasi altro singolo individuo ed espressa attraverso i media. Nessun individuo può essere al di sopra del Partito, dei suoi organi, dello Statuto, del Programma e della politica unitaria”, si legge nel comunicato.
È stato inoltre ricordato che, con decisione della Commissione Statutaria del 4 aprile 2025, a Ružić era stata inflitta la sanzione disciplinare della sospensione dalle funzioni all’interno del SPS per la durata di sei mesi, a causa della sua partecipazione alle manifestazioni del 15 marzo 2025 volte al “rovesciamento violento del potere”, governo di cui il SPS fa parte e del quale Ružić era vicepresidente.
Nel comunicato si aggiunge che Ružić non ha rispettato la decisione di sospensione, scegliendo invece di dibattere, criticare e sminuire pubblicamente la delibera della Commissione Statutaria, organo eletto direttamente dal Congresso in qualità di massima istanza del Partito.
“Inoltre, nel giorno dell’anniversario di quelle manifestazioni, il 15 marzo di quest’anno, ha pubblicato in modo ostentato i filmati della sua partecipazione a tale protesta, sfidando direttamente la linea e le posizioni del suo Partito e dei suoi compagni. Il 25 maggio, in occasione dell’ex Giorno della Gioventù, ha pubblicato sui social media – nello specifico sul suo profilo Instagram – una foto delle proteste di Slavija del 23 maggio di quest’anno, come segnale di sostegno ai manifestanti”, ha dichiarato il SPS.
È stato altresì evidenziato che, nonostante gli organi di Partito abbiano più volte deliberato il proseguimento della coalizione con il SNS – decisione per la quale anche lo stesso Ružić ha votato, egli ha costantemente ribadito che il suo unico interesse risiedeva nel condurre un dialogo sulla gestione del potere dopo Vučić, ossia dopo la caduta dell’attuale esecutivo a cui partecipa il SPS e in cui lo stesso Ružić ha ricoperto il ruolo di ministro in tre dicasteri per quattro mandati.
Al deputato viene inoltre contestato il fatto che, pur essendo parlamentare del SPS all’Assemblea Nazionale, non ha votato a favore dell’elezione dell’attuale Governo serbo il 16 aprile 2025, venendo meno alla decisione degli organi di Partito e del gruppo parlamentare.
“Durante un’apparizione televisiva l’11 maggio di quest’anno, Branko Ružić ha dichiarato che ‘è evidente che gli studenti dovrebbero vincere affinché la Serbia vinca, ma non possono farcela da soli e dovranno collaborare con qualcuno se vogliono la vittoria’, portando alla conclusione che il SPS sia disposto ad aiutarli – posizione contraria a quella della dirigenza del SPS. Allo stesso modo, in un’intervista rilasciata a un quotidiano il 5 giugno di quest’anno, ha affermato che il movimento studentesco ‘potrebbe essere un nostro partner politico domani’, fatto egualmente contrario alle decisioni del Partito”, aggiunge la nota del SPS.
Un particolare danno politico, secondo il SPS, è stato causato dalla dichiarazione rilasciata da Ružić il 17 agosto – a seguito dell’annuncio che il SPS si sarebbe presentato autonomamente alle elezioni parlamentari – in cui ha definito tale scelta “solo un buon primo passo”, sostenendo che dopo il voto si sarebbe dovuto interloquire con tutti, compresa la cosiddetta lista studentesca o dei “bloccanti”. Ciò, spiegano dal partito, contrasta direttamente con la “decisione unanime del Comitato Centrale del 17 luglio di quest’anno, che vieta qualsiasi collaborazione o sostegno nei loro confronti”.
Cosa ha preceduto l’espulsione di Ružić?
Fonti vicine al Partito Socialista della Serbia avevano precedentemente rivelato che l’espulsione di Branko Ružić rappresenterebbe un “sacrificio” offerto ad Aleksandar Vučić, poiché il leader socialista Ivica Dačić avrebbe promesso al Presidente serbo che la questione Ružić si sarebbe chiusa al più tardi entro il 1° settembre.
Le tensioni tra il SPS e Branko Ružić si sono inasprite dopo la sua presenza alla grande manifestazione di studenti e cittadini del 15 marzo dello scorso anno a Belgrado, oltre che per la sua consuetudine di esprimere pubblicamente opinioni personali e critiche verso il partito.
Ružić aveva sollecitato il Partito Socialista della Serbia a condurre una politica indipendente, evitando di trasformarsi in una componente integrata del Partito Progressivo Serbo (SNS) al potere.
Ružić è stato presidente dei Giovani Socialisti per due anni, portavoce del SPS per sette anni, deputato per 25 anni, vicepresidente del Comitato Centrale del SPS per 13 anni, presidente del Comitato Esecutivo del Comitato Centrale per otto anni, membro del Comitato Centrale per 26 anni, ministro per sette anni e Primo Vicepresidente del Governo per due anni.
(N1, 31.08.2026)
https://n1info.rs/vesti/sps-potvrdila-ruzic-iskljucen-iz-stranke/
