Il Sindacato: No alla vendita di Telekom

Il presidente del sindacato di Telekom Serbia Miroslav Joksimovic ha dichiarato che lo Stato deve rimanere l’azionista di maggioranza dell’azienda per difendere i posti di lavoro ed evitare che un proprietario straniero porti i soldi fuori dalla Serbia.

“Il nostro atteggiamento non è cambiato ed è lo stesso che abbiamo tenuto quando il precedente Governo ha provato a vendere Telekom: riteniamo che non si debba vendere la maggioranza delle azioni; è possibile inserire nuovi capitali, ma lo Stato deve rimanere l’azionista di maggioranza. Lo Stato deve prendere decisioni strategiche”, ha detto Joksimovic all’agenzia Beta.

Il presidente del sindacato si è chiesto come mai lo Stato non possa rimanere azionista di maggioranza quando tutti i potenziali acquirenti sono di proprietà pubblica: statali sono Deutsche Telekom, così come le omologhe norvegese, austriaca e francese. “Sfatiamo questo mito! Qui si dice che Telekom non può rimanere statale, ma come è possibile che in tutti gli altri Paesi, anche quelli dell’Europa occidentale, le aziende di telefonia siano pubbliche?”, ha domandato Joksimovic.

Riguardo alla notizia circolata che lo Stato offrirebbe in vendita il 100% di Telekom, egli ha affermato che “è una bugia conclamata che lo Stato possiede la totalità” dell’azienda, precisando che lo Stato ha solo il 58%, visto che il 42% è nelle mani di Telekom Serbia, dei suoi impiegati e pensionati, nonché degli altri cittadini. Joksimovic calcola che, a causa della crisi, il valore dell’azienda è crollato e che da quel 58% lo Stato potrebbe ricavare al più 600 milioni di euro: “Non so che vantaggi ci sarebbero a vendere per una tale cifra, che andrebbe usata per gli ammortizzatori sociali, nel caso in cui si giunga alla privatizzazione e ci sia un eccesso di lavoratori”.

In una lettera aperta al Vicepresidente del Governo Aleksandar Vucic, il presidente del sindacato che rappresenta i lavoratori di Telekom ha richiesto un incontro per spiegare i motivi per cui non va venduta l’azienda.

(B92.net, 13.06.2013)

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