Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo nomina Matthew Palmer come rappresentante speciale per i Balcani

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha nominato il vice segretario aggiunto Matthew Palmer come rappresentante speciale per i Balcani occidentali il quale “guiderà gli sforzi per rafforzare l’impegno diplomatico degli Stati Uniti a sostegno della pace, della stabilità e della prosperità nella regione”.

In qualità di rappresentante speciale, Palmer sarà in Slovenia a partire dal 1° settembre per partecipare al Forum strategico di Bled. Rappresenterà anche gli Stati Uniti al meeting dei direttori dei Balcani a Bruxelles e alle riunioni di Vienna e Podgorica, dal 4 al 10 settembre.

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Oltre a fungere da rappresentante speciale del segretario, Palmer continuerà a servire come vice segretario aggiunto presso l’Ufficio degli affari europei ed eurasiatici, posizione che ricopre dal 2018. In precedenza, è stato direttore dell’Ufficio dell’Europa centro-meridionale.

Citando fonti senza nome, il “Foreign Policy Journal” degli Stati Uniti ha riferito che Palmer dovrebbe assumere il ruolo di mediatore per gli Stati Uniti nel dialogo Belgrado-Pristina.

“Nel tentativo di rilanciare il dialogo bloccato tra Serbia e Kosovo, il Dipartimento di Stato dovrebbe nominare un nuovo inviato speciale per i Balcani con lo scopo di porre fine alla disputa di lunga data nel sud-est Europa”, ha scritto il “Journal”.

Il giornalista ed esperto di affari dei Balcani, Tim Judah afferma che Palmer è l’uomo perfetto per questo lavoro grazie alla sua esperienza venticinquennale con i Balcani e la sua conoscenza perfetta della regione, oltre ad essere una figura compassionevole e realistica.

Tuttavia, mentre rappresenta una buona mossa che mostra interesse a risolvere il problema, la semplice nomina di un inviato americano non è necessariamente un segnale che il dialogo stia uscendo dall’impasse attuale, ha sottolineato Judah, aggiungendo però che potrebbe essere un segnale importante se l’UE facesse una mossa simile, nominando a sua volta il proprio inviato.

Parlando con “KoSSev”, Judah ha sottolineato che né gli Stati Uniti né l’UE hanno attualmente il livello di influenza che avevano precedentemente, e che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile che i politici albanesi in Kosovo rifiutassero qualcosa agli Stati Uniti.

Lo stesso giornalista ritiene positivo che gli Stati Uniti abbiano nominato una persona con un’ottima conoscenza della regione e di tutte le sue figure chiave, e Palmer assumendo il ruolo di mediatore degli Stati Uniti nel dialogo Belgrado-Pristina proverà a smuovere la situazione di stallo in cui è finita la questione nell’ultimo anno.

“Tuttavia, la mera nomina di un inviato degli Stati Uniti per il dialogo Belgrado-Pristina, nel mezzo di circostanze politiche instabili sia a Pristina che a Belgrado, non è necessariamente un segnale della rottura della situazione di stallo in cui sono cadute le due leadership”, ha avvertito l’esperto.

http://www.rts.rs/page/stories/sr/story/9/politika/3643693/metju-palmer-specijalni-predstavnik-sad-za-balkan.html

https://www.blic.rs/vesti/politika/britanski-novinar-i-analiticar-nisu-mogli-bolju-osobu-da-postave-od-palmera/3lfz00d?utm_source=blic_kat_vesti_republika_srpska_sidebar&utm_medium=sidebar_najnovije_info

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