Il regista Filipovic: pochi i film sulla storia recente

Il regista e intellettuale Stevan Filipovic ritiene che nell`ambito della cultura della memoria il cinema possa costituire un ponte verso la pesante eredità della storia della regione.

Durante la tavola rotonda “Il ruolo del cinema nel processo di presa di coscienza del passato”, Filipovic ha commentato “L`arte funziona a un livello che il pubblico percepisce in modo diverso rispetto a quello ufficiale, o al discorso diretto su di un contenuto specifico. Se qualcuno ha qualche tipo di blocco nei confronti di tematiche come quella dei crimini degli anni 90, il cinema può costituire un ponte e aiutare ad aprire il dialogo”. E ha aggiunto, che un numero molto piccolo di autori in Serbia, indipendentemente dalla generazione, si occupa di questi temi. “La cinematografia serba manca di film di questo tipo e non so perché le persone ne fuggano. Per me sono cose importanti” ha detto il regista che nel suo film “Sisanje” (Il taglio di capelli) ha mostrato come le conseguenze delle guerre della fine del ventesimo secolo abbiano giocato un ruolo nella formazione degli atteggiamenti delle nuove generazioni.

Il suo nuovo progetto è“Dobra zena“ (La buona moglie) su idea dell`attrice Mirijana Karanovic. La protagonista dopo 30 anni di matrimonio scopre cosa ha fatto il marito in guerra. „È un dramma familiare, la storia della vita di questa donna e di come abbia potuto non sapere, di come sia possibile che non sapesse cosa stava succedendo“.

La tavola rotonda “Il ruolo del cinema nel processo di presa di coscienza del passato” è stato organizzato dal Forum ZFD (il forum tedesco “Servizio civile di pace”) nei locali della Fondazione per la cultura dei giovani e la creatività Danilo Kis, in occasione dell`apertura a Subotica della mostra “MOnuMENTI-il volto variabile della memoria”. La mostra fotografica di Mark Snajder ripercorre, attraverso i monumenti e le loro “storie”, la formazione del concetto di identità durante il ventesimo secolo nei Balcani occidentali fino a oggi, momento di porre nuovi monumenti.

stevan

(Tanjug, 22.07.2014)

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