Il progetto di Legge sul commercio riconosce il dropshipping, i negozi online e i prezzi in valuta estera

Fino al 21 febbraio, i progetti di emendamento alla Legge sul commercio e alla Legge sul commercio elettronico erano tema di dibattito pubblico. Così, mentre aspettiamo che vengano sottoposti ad un’ulteriore procedura, abbiamo il tempo per esaminare quali cambiamenti questi emendaenti porteranno.

Due proposte dovrebbero arrivare davanti l’Assemblea come parte di un pacchetto di leggi, dove il disegno di legge sulle modifiche e integrazioni alla Legge sul commercio elettronico definisce prevalentemente i contratti a lunga distanza, ossia contratti su Internet, e in esso ci sono aggiustamenti terminologici con la nuova Legge sul commercio.

In relazione all’attuale Legge sul commercio e alla Legge sul commercio elettronico, il disegno della nuova legge sul commercio e il disegno di legge sulle modifiche alla legge sul commercio elettronico regolano in modo più dettagliato il commercio elettronico, i suoi modelli, così come gli obblighi dei commercianti che operano in tal modo nella moderna età digitale. Tenendo conto della tendenza di crescita del commercio elettronico e la sua espansione nel mondo e in Europa, così come nel mercato nazionale, il Ministero del Commercio e delle Telecomunicazioni ha riconosciuto l’importanza e la necessità di regolamentare questa forma di commercio in modo più dettagliato, principalmente migliorando il quadro legislativo in questo settore.

Come dicono dal Governo, i disegni di legge sono stati realizzati in stretta collaborazione con l’economia. Per la loro stesura è stato messo in piedi un Gruppo di lavoro, composto dalla Camera di Commercio e dalle aziende intorno ad ese, dall’Alleanza Nazionale per lo Sviluppo Economico, così come da un gruppo informale di fornitori di servizi della società dell’informazione, che ha riunito alcuni dei più grandi giocatori nel campo dell’e-commerce: Kupujemprodajem, Halo Oglasi, Limundo, Kupindo, Ringier Axel Springer, Infostud …

Così, tra le proposte, per la prima volta si sono trovati concetti come “shopping online” e “piattaforma elettronica”, e sono state riconosciute e definite le forme più comuni di commercio elettronico come la vendita attraverso i negozi on-line, le vendite attraverso piattaforme elettroniche che collegano i consumatori e i commercianti, così come il dropshipping.

Oltre alle varie forme di commercio elettronico, una delle novità è l’introduzione della possibilità di vedere i prezzi anche in valuta estera. L’attuale legge sul commercio impone che tutti i prezzi debbano essere indicati in dinari, mentre il disegno di legge prevede che i prezzi debbano essere esposti in dinari solo se la vendita è destinata al mercato interno. Cioè, in futuro, i proprietari di negozi online che vendono i loro prodotti in tutto il mondo avranno il diritto e il dovere di indicare i prezzi in valuta estera.

Inoltre, per alcuni prodotti e servizi venduti su Internet, il disegno di Legge sul commercio consentirà l’indicazione dei prezzi in valuta estera, indipendentemente dal fatto se il commercio elettronico sia diretto al mercato interno o estero. Pertanto sarà consentito indicare il prezzo in valuta estera nel caso di “vendita online (acquisto) di software e altri prodotti digitali forniti esclusivamente tramite tecnologia di telecomunicazione, digitale o IT”.

Quando i disegni di legge saranno adottati, ci aspetta la loro implementazione, che sarà tanto importante quanto la stesura delle leggi stessa. A tale riguardo, rimane la domanda se l’apparato burocratico serbo sarà sufficientemente preparato per interpretare ed attuare correttamente questo pacchetto di leggi.

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