Il progetto della Banca Mondiale per semplificare il commercio nei Balcani

Nel dicembre 2006, la Serbia ha firmato un accordo CEFTA a Bucarest che prevedeva l’abolizione dei dazi doganali nella regione. Tuttavia, in pratica, il CEFTA è ancora tormentato da problemi, nonostante il commercio tra i paesi balcanici sia stato liberalizzato 12 anni fa.

“Non c’è logica che solo ai confini della Serbia ci siano colonne chilometriche di camion. Ecco perché la Banca Mondiale sta preparando un progetto regionale che faciliterebbe il commercio nel territorio dei Balcani”, ha affermato Lazar Sestovic, economista  presso la Banca Mondiale.

Il progetto dovrebbe essere approvato annualmente e finora sono state interessate alla sua applicazione Serbia, Macedonia e Albania.

“Il CEFTA ha potenziato il commercio nella regione e aumentato le esportazioni”,  ha dichiarato il Ministro del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni Rasim Ljajic. “Ma, alle frontiere, i camion aspettano ancora da 7 a 48 ore, mentre i camion in Georgia attendono solamente 7 minuti. Stiamo perdendo 26 milioni di ore all’anno a causa dell’attesa dei camion, questo ci dimostrano i dati del FMI”, ha detto il Ministro.

Secondo i dati della Camera di commercio della Serbia (SCC), la Serbia ha aumentato il commercio estero con tutti i Paesi della regione lo scorso anno. La maggiore crescita degli scambi, pari al 41%, è stata raggiunta negli scambi con la Bulgaria. Gli ultimi dati mostrano che alla fine del 2017, il commercio estero tra Serbia e Bulgaria ha superato la soglia di un miliardo di euro. Allo stesso tempo, le sportazioni serbe verso la Bulgaria sono aumentate di oltre il 50%, e le importazioni, rispetto all’anno precedente, sono aumentate del 28%. Ciò significa che in due anni il commercio tra i due paesi è quasi raddoppiato. Perché in fondo, alla fine del 2015, la Serbia aveva solo un commercio modesto con la Bulgaria. Secondo alcuni dati, a quel tempo si parlava di 562 milioni di euro ed è stato uno dei peggiori risultati nella regione. All’epoca la Serbia aveva negoziato meno solamente con la Romania (206 milioni di euro) e l’Albania (120 milioni di euro).

Tuttavia, tra tutti i Paesi confinanti, la Serbia ha più scambi con la Bosnia ed Erzegovina. I dati mostrano che il loro scambio totale alla fine dello scorso anno ha raggiunto 1,7 miliardi di euro. Le importazioni dalla Bosnia sono aumentate del 28,8%, mentre le esportazioni di merci dalla Serbia alla Bosnia sono aumentate solo del 8%. La SCC stima che, tra tutti i paesi regionali, la Bosnia-Erzegovina è il partner commerciale più grande per la Serbia nell’ambito del CEFTA, rappresentando il 44% del commercio totale.

Mercato unico

Alla fiera economica internazionale di Mostar, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha parlato ancora una volta della sua idea di creare un’unione doganale regionale. “Non rinuncerò all’idea di creare un mercato unico nella regione, poiché si basa su argomenti economici razionali”, ha affermato Vucic.

(https://www.ekapija.com/news/2090309/svetska-banka-priprema-projekat-za-jednostavniju-trgovinu-na-balkanu-kamioni-na-granicama )

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