Il processo a carico di Aleksandar Obradovic sarà monitorato da organizzazioni europee

A causa di serie preoccupazioni sull’indipendenza e l’integrità del sistema giudiziario serbo, il processo a carico di Aleksandar Obradovic sarà monitorato da osservatori internazionali, hanno riferito le associazioni “Koalicija jugoistočne Evrope za zaštitu uzbunjivača i Evropski centar za prava uzbunjivača”.

Esperti legali internazionali sono stati invitati a Belgrado per garantire che il processo e il verdetto siano in linea con tutti gli standard europei e internazionali, incluso l’elenco di elementi base al fine di riconoscere lo stato di diritto di un Paese, adottato nel 2016 dalla Commissione di Venezia.

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Gli osservatori, con esperienza in pratiche europee e internazionali relative allo stato di diritto, sovrintenderanno a tutte le azioni e decisioni investigative, giudiziarie, inclusa la presenza in aula durante qualsiasi processo giudiziario, per garantire che Obradovic riceva un processo giudiziario equo, trasparente e nei tempi previsti.

La dichiarazione afferma che gli osservatori sono necessari per garantire un processo equo a Obradovic, perché nonostante anni di sforzi ben finanziati per migliorare l’indipendenza e l’integrità del sistema giudiziario serbo, esso è ancora soggetto a manipolazione politica e abusi.

La Commissione europea ha riferito l’anno scorso che “la corruzione nei tribunali serbi è diffusa”, cosa che “lascia spazio a un’influenza politica inappropriata sulla magistratura”.

Il sistema serbo di giustizia penale si colloca al 78° posto in una lista di 126 Paesi sullo stato di diritto, esaminati dal “World Justice Project”.

Con una valutazione di 0,38 su un massimo di 1,0, la Serbia si trova in compagnia della Costa d’Avorio, del Libano, del Marocco e della Tanzania, e ha ottenuto risultati particolarmente scarsi nella presenza di tribunali imparziali liberi da indebite influenze governative.

Obradovic è stato arrestato il 18 settembre 2019 da membri dell’agenzia di sicurezza informativa dopo essere stato identificato come informatore nell’affare “Krusik”; tre giorni prima il portale “Arms watch” riportava che la fabbrica “Krusik” era coinvolta nell’esportazione di munizioni finite nelle mani di Paesi dell’Islam.

L’accusa imputa a Obradovic di aver rivelato segreti commerciali, punibili con una pena detentiva fino a dieci anni. Inizialmente imprigionato, dopo molte proteste civili e grazie all’attenzione dei media internazionali, Obradovic è stato prima rinviato agli arresti domiciliari, quindi rilasciato per difendersi dalle accuse.

Proces krivičnog gonjenja Aleksandra Obradovića pratiće i evropske organizacije

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