Il Presidente Vucic dopo l’incontro a Bruxelles: Continueremo con i colloqui solo quando Pristina ritirerà le decisioni che ha preso!

A seguito dei nuovi colloqui tra Belgrado e Pristina, con la mediazione dell’UE, il presidente Vucic, giovedì sera, ha dichiarato: “Vogliono mandare il loro esercito al nord e proibirci di trasportare l’energia elettrica”.

“Fino a quando Pristina non ritirerà tutte le decisioni illegali che ha preso, nessuno da Belgrado verrà a continuare i colloqui. Non appena scioglieranno le tensioni che loro stessi hanno creato noi continueremo il dialogo!” – Aleksandar Vucic

Questo è il chiaro messaggio che giovedi ser,  il Presidente della Serbia Aleksandar Vucic, ha mandato dopo l’ultimo giro di colloqui con il Presidente delle istituzioni provvisorie di Pristina, Hashim Thaci, e l’Alto rappresentante UE Federica Mogherini.

Dopo solo due ore, gli incontri si sono conclusi senza una mossa concreta, poiché le ultime decisioni prese dai rappresentanti degli albanesi del Kosovo hanno praticamente bloccato il processo.

Il presidente Vucic ha ribadito che, in termini politici, sono in arrivo giorni difficili per il paese, perché Pristina negli ultimi giorni ha tirato certe mosse che violano gli accordi internazionali e gli accordi attuali. Tuttavia, sottolinea: “Applicheremo tutte le misure per proteggere il nostro paese e la nostra gente!”

Dopo un incontro separato con la Mogherini, il Capo dello Stato serbo l’ha avvertita che da Pristina arrivava notizia della formazione di un esercito kosovaro e l’invio di una squadra nel nord del Kosovo, violando così l’accordo di Bruxelles e quanto concordato con la NATO.

Il presidente aggiunge che gli è arrivata notizia anche dell’intenzione di Pristina di negare il diritto alla Serbia di trasportare l’elettricità.

“Vogliono chiuderci tutte le porte, senza sentire le nostre opinioni. Al momento, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Croazia hanno votato contro di noi, e ci votano contro ogni volta che ne hanno la possibilità. Dalla nostra parte sono Spagna, Slovacchia e Bosnia. La direttrice di EMS ha il nostro pieno supporto e non rispetteremo né applicheremo la loro decisione. Vogliono creare un caos energetico, ma non rinunceremo a difendere il nostro popolo e lo Stato”, ha detto Vucic.

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Vucic ha anche detto che Pristina, in vista della prossima Assemblea dell’Interpol, sta aumentando le pressioni, le minacce e i ricatti ai stati membri dell’Interpol, al fine di diventare membro di questa organizzazione internazionale di polizia. In cambio di supporto, offrono pure viaggi aereo pagati ai rappresentanti degli Stati membri.

Alla domanda sul perché questi colloqui siano durati così poco questa volta, Vucic ha risposto con un’altra domanda: “Quando qualcuno vi minaccia con l’invio del proprio esercito nel nord del Kosovo e viola l’accordo in vigore da dieci anni, quando non ha formato la Comunità dei comuni serbi pur essendo l’unico obbligo che Bruxelles gli ha imposto, di che cosa dovremmo parlare?! E ora, vogliono toglierci il diritto al trasporto di energia elettrica, ma è possibile?!” .

Alla vigilia del suo arrivo a Bruxelles, Vucic ha detto a Helsinki che la posizione della Serbia è difficile e che non sarà piacevole per lui parlare con Thaci, ma che è meglio parlare anche cento anni piuttosto che combattere un giorno.

Il dialogo a Bruxelles è iniziato con incontri separati di Vucic e Thaci con Federica Mogherini. Dopo un incontro trilaterale, Thaci ha postato su Facebook che “sono state discusse le dinamiche concordate del dialogo e che si è parlato di un accordo legalmente vincolante tra Belgrado e Pristina.

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/politika/aktuelno.289.html:759544-VUCIC-POSLE-SASTANKA-U-BRISELU-Zele-da-nas-izbace-Kosovska-vojska-na-severu—to-se-nece-dogoditi?fbclid=IwAR1NAXZ-GLAvNklvXuLg9nuZmMWWMXr3JYJaGCEH0SH2uRfbOwO5vP3WGyQ

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