Il potenziale del settore alimentare serbo rafforza i legami fra Serbia e Italia

“Un lavoratore su cinque  in Serbia lavora nel settore alimentare, mentre il 17% del reddito nazionale proviene da questo settore, il che vuol dire che ci sono tante potenzialità per le nostre risorse in questo settore. L’Italia è importante per noi perché questo paese è il nostro più grande partner economico per quanto riguarda lo scambio commerciale”, ha detto il ministro dell’Economia, Zeljko Sertic, durante il convegno “Utilizzo del potenziale del settore agricolo e dell’industria alimentare al fine di rafforzare le relazioni bilaterali tra Serbia e Italia”, organizzato a Milano dalla banca “Intesa Sanpaolo”.

Sertic ha sottolineato che più di 500 aziende provenienti dall’ Italia operano nel nostro paese e impiegano più di 20.000 persone. Tra le numerose aziende c’è anche la “Ferrero”, che ha acquistato due mesi fa  l’azienda agricola  “Aleksa Santic”.

“Il primo e il più importante compito della Serbia consiste nel cambiamento del contesto d’affari”,  ha detto il ministro. “Ogni giorno facciamo passi che permetteranno al nostro paese di essere riconosciuto come una destinazione di investimento, ma anche come un luogo in cui gli investitori si sentiranno al sicuro. Non siamo perfetti, non lo è nessun paese al mondo, ma sappiamo molto bene cosa dobbiamo fare e quali passi dobbiamo seguire”, ha rimarcato il ministro dell’Economia serbo, Zeljko Sertic.

Il presidente della Camera di Commercio della Serbia, Marko Čadež, ha detto che circa 6.800 aziende in Serbia operano nel settore agricolo, menzionando inoltre che la Serbia è il maggior produttore regionale di frutta, di verdura e di carne . “Negli ultimi cinque anni, il valore della produzione agricola è raddoppiata”,  ha spiegato Čadež , aggiungendo che “rispetto ai 142 milioni di dollari del 2009, l’anno scorso siamo arrivati ​​a 274 milioni di dollari.”

L’Ambasciatore della Serbia in Italia, Ana Hrustanovic, ha detto che ci sono circa 800 milioni di consumatori nei mercati terzi in cui, a seconda di vari tipi di cooperazione, gli imprenditori serbi e quelli italiani potrebbero offrire prodotti comuni. I relatori hanno sottolineato che l’Italia può offrire al nostro pese nuove tecnologie, la conoscenza e gli investimenti, mentre la Serbia è attraente per gli uomini d’affari italiani a causa della rete di relazioni commerciali, per gli accordi eseguiti dalla Serbia con gli altri paesi, ma anche per quanto riguarda la qualità della forza di lavoro.

(Novosti/Ekapija, 24.06.2015)

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