La Serbia riceverà nel primo trimestre del 2027 un supercomputer dotato di 640 chip Nvidia Grace Hopper, che sarà venti volte più potente di quello entrato in funzione ad aprile e avrà un valore di 50 milioni di euro.
Il sistema sarà fornito dalla società francese Bull SAS in collaborazione con Mistral AI, mentre nel Centro dati statale di Kragujevac è già in costruzione uno spazio dedicato con sistemi di raffreddamento a liquido. Tuttavia, la domanda più importante non è l’acquisto in sé, ma quanto le aziende e i ricercatori locali siano realmente in grado di trasformare questa infrastruttura in prodotti, ricerca e vantaggio competitivo.
Cosa fa realmente il chip Grace Hopper rispetto all’infrastruttura attuale
La differenza tra il sistema attualmente operativo a Kragujevac e la nuova infrastruttura non riguarda solo la velocità, ma anche il tipo di attività che il sistema è in grado di supportare. Grace Hopper è un chip Nvidia progettato principalmente per l’addestramento di grandi modelli di intelligenza artificiale e simulazioni scientifiche. A differenza di un computer tradizionale, che esegue le operazioni una alla volta, questo chip è in grado di elaborare milioni di operazioni simultaneamente, consentendo di completare in pochi minuti compiti che su un sistema convenzionale richiederebbero giorni.
La prima piattaforma nazionale di intelligenza artificiale si basava su quattro sistemi Nvidia DGX A100 con un totale di 32 unità GPU e una capacità di cinque petaflop per l’elaborazione AI. Nel 2025 la Repubblica di Serbia ha potenziato il sistema con altri sei sistemi Nvidia DGX H200, con 48 GPU e 32 petaflop di prestazioni, pari a un aumento di circa sette volte della potenza di calcolo.
Il terzo supercomputer previsto per il 2027 sarà un sistema composto da 640 superchip Nvidia Grace Hopper, destinato all’addestramento di grandi modelli linguistici, a simulazioni avanzate e all’elaborazione in tempo reale di enormi quantità di dati.
In pratica, l’attuale sistema consente a piccoli team e ricercatori di addestrare modelli di intelligenza artificiale specializzati e di sperimentare il machine learning. Il nuovo sistema rientra invece nella categoria delle infrastrutture utilizzate dagli Stati e dalle più grandi aziende tecnologiche per lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale proprietari, che vanno dalla medicina ai sistemi autonomi, fino ai modelli linguistici nazionali e alle simulazioni di sicurezza.
Un esempio di riferimento arriva dal Regno Unito. Il King’s College London e l’ospedale Guy’s and St Thomas’ utilizzano il supercomputer Nvidia Cambridge-1 per addestrare modelli su decine di migliaia di immagini MRI del cervello, con l’obiettivo di individuare precocemente demenza, ictus e tumori cerebrali. Sebastien Ourselin, responsabile della School of Biomedical Engineering del King’s College, ha riassunto l’impatto in una frase: “Per la prima volta una simile potenza di calcolo è disponibile per i ricercatori medici ed è davvero trasformativa per la salute dei pazienti”. Lo stesso tipo di infrastruttura, basata sugli stessi chip Nvidia, arriverà a Kragujevac.
L’applicabilità non si limita alla medicina. I sistemi giuridici addestrati su giurisprudenza analizzano contratti e valutano il rischio di controversie in pochi secondi. Le banche utilizzano le stesse capacità per il credit scoring e il rilevamento delle frodi in tempo reale. Le aziende energetiche ottimizzano il carico delle reti, mentre i sistemi di trasporto prevedono i congestionamenti. Per le imprese serbe, ciò significa l’accesso a un’infrastruttura finora riservata a settori che non avevano disponibilità di simili capacità di calcolo.
Chi può utilizzare la nuova infrastruttura
La piattaforma nazionale di intelligenza artificiale a Kragujevac è accessibile gratuitamente alle università serbe, agli istituti di ricerca e alle startup presenti nei parchi scientifico-tecnologici. Attualmente la piattaforma è utilizzata da 80 aziende insieme ai professori delle facoltà tecniche. Il terzo supercomputer aumenterà la capacità del sistema esistente e sarà disponibile anche per l’economia, con uno spazio di archiviazione dati pari a 2,5 petabyte, trenta volte superiore all’attuale.
La Serbia dispone attualmente di 13 data center, mentre l’Unione europea ne conta oltre 3.000. Slovenia e Croazia, in quanto membri dell’UE, hanno accesso al programma Horizon Europe, che destina 485 milioni di euro all’anno a progetti di ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale. La Serbia ha lo status di membro associato e può partecipare a tali progetti come partner, ma non come coordinatore, il che riduce le possibilità di finanziamento. Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord e Albania non hanno nemmeno questo accesso limitato, il che significa che i ricercatori di questi paesi devono cercare partner nell’UE o pagare il costo di mercato dei servizi cloud esteri.
Mihailo Jovanović, direttore dell’Ufficio per l’IT e l’eGovernment, ha annunciato anche la realizzazione di data center a Novi Sad e Niš entro il 2030, con un investimento di 50–60 milioni di euro per la sola sede di Novi Sad. Le specifiche hardware non sono ancora definite, ma Jovanović afferma che “Elektroprivreda Srbije deve sostenerli”, poiché l’energia elettrica rappresenta un fattore critico.
Cosa succederà dopo l’investimento?
Il nuovo supercomputer servirà anche allo sviluppo di un modello linguistico serbo (Large Language Model, LLM) basato sul sistema Mistral, adattato al cirillico e al lessico specialistico di medicina, diritto e istruzione. Se il progetto avrà successo, le aziende serbe disporranno per la prima volta di un modello in grado di comprendere il sistema giuridico locale e i protocolli medici, e non solo il contesto generale in inglese.
Attraverso questo progetto, Mistral AI ottiene accesso al mercato dei sistemi di intelligenza artificiale localizzati per il settore pubblico e le industrie regolamentate, dove la concorrenza europea è ancora limitata. La Serbia, a sua volta, ottiene un partner che sviluppa un’alternativa europea alle aziende statunitensi di IA come OpenAI e Anthropic. Per Mistral si tratta anche di un progetto statale di riferimento nella regione dell’Europa centrale e orientale, utile per futuri contratti pubblici europei.
Le aziende che vogliono sfruttare questa infrastruttura devono fare tre cose: prima, identificare un problema di business concreto che richieda l’elaborazione di grandi volumi di dati, poiché il supercomputer non è uno strumento per attività quotidiane. Seconda, verificare i requisiti di accesso alla Piattaforma nazionale di intelligenza artificiale attraverso una partnership con università serbe o parchi scientifico-tecnologici. Terza, e più importante, costruire un team interno che sappia cosa cercare, perché l’errore più costoso è la mancanza di preparazione e l’investimento in infrastrutture senza un obiettivo chiaro.
Negli ultimi due anni gli Stati di tutto il mondo stanno acquistando rapidamente infrastrutture per l’IA, ritenendo che la potenza di calcolo diventerà una risorsa strategica, simile all’energia o alle telecomunicazioni. Tuttavia, l’esperienza mostra che l’hardware, senza team locali, ricercatori e prodotti, spesso rimane sottoutilizzato.
Se la Serbia riuscirà a costruire attorno a questa infrastruttura aziende di IA, team di ricerca e prodotti per il mercato regionale, Kragujevac potrebbe diventare uno dei più importanti data center dell’Europa centrale e orientale. In caso contrario, il principale beneficio del sistema potrebbe restare limitato al prestigio politico e a pochi progetti isolati.
(Bloomberg Adria, 28.05.2026)
https://rs.bloombergadria.com/tehnologija/digitalizacija/105087/superkompjuter-u-kragujevcu/news
