Il piano dei licenziamenti nella PA parte dall’istruzione

Il regolamento approvato l’altro ieri dal Governo e indirizzato al Parlamento prevede che entro due mesi venga completato il piano dei licenziamenti per quest’anno.

Il regolamento si applica a tutte le istituzioni statali, incluse municipalità, città e aziande municipalizzate. Eccezione al piano è l’ambito dell’istruzione, dove la nuova sistematizzazione “con la ripulitura delle posizioni in eccesso” deve essere completata entro il 31 agosto.

Il Parlamento dovrebbe approvare le decisioni prima della pausa estiva, fissata per il 5 agosto.

Sebbene fosse stato già anticipato, il Governo nella riunione dell’altro ieri non ha approvato il piano per la razionalizzazione nei ministeri, con l’esatto numero del personale in eccesso. Alla domanda sul perché, fonti del Governo hanno dichiarato che restano alcune piccole armonizzazioni da fare che verranno approvate nella prossima sessione del Consiglio dei Ministri. “E’ importanto che il quadro normativo sia approdato in Parlamento, dato che con questo passo rispetto agli accordi con l’FMI siamo in ritardo di circa un mese. Quando il Governo approverà il piano per settori ogni ministero dovrà, in accordo con i sindacati di settore e i direttori di dipartimento, specificare il riordino delle posizioni lavorative. E’ previsto che il primo ambito a essere toccato dal riordino delle posizioni lavorative sarà l’istruzione. Devono anche far presto affinché il nuovo anno scolastico si apra con il processo completato”.

Dalla pubblica amministrazione quest’anno lasceranno il lavoro circa 9.000 persone. Circa 3.000 di essi andranno in pensione mentre le restanti verranno iscritte all’Ufficio di Collocamento. Ci si aspetta che attraverso gli incentivi lasceranno il lavoro negli enti locali circa 4.500 persone, mentre 2000 andranno in pensione.

Si tratta di numeri molto inferiori a quelli concordati con il Fondo Monetario Internazionale, con il quale si è concordato che il governo riduca entro il 2018 la spesa per i dipendenti pubblici di 1,1 milairdi di euro, ovvero che ogni anno lascino il loro impiego pubblico circa 25.000 persone. “Il Fondo apprezza l’impegno nella razionalizzazione del settore pubblico,, Difficile che si insistirà su un numero preciso di licenziamenti”, si afferma nel Governo.

(Blic, 27.07.2015)

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