La crescita reale del prodotto interno lordo (PIL) della Serbia nel secondo trimestre del 2026 è stata del 3,8% su base annua, ha annunciato lunedì l’Ufficio Repubblicano di Statistica (RZS). Questa cifra è superiore rispetto alla stima preliminare iniziale, che posizionava la crescita economica per il secondo trimestre di quest’anno al 3,6% tendenziale.
Gli economisti intervistati da Bloomberg ad aprile prevedevano che la crescita del secondo trimestre avrebbe raggiunto il 2,5% (rappresentando una revisione al ribasso rispetto al 3% stimato nell’indagine precedente). All’indagine di aprile hanno partecipato 14 esperti.
Rispetto al primo trimestre, la crescita del PIL si è attestata all’1,5%.
Analizzando i singoli settori, nel secondo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la crescita reale più significativa del valore aggiunto lordo è stata registrata nei seguenti settori: commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli, trasporto e magazzinaggio, servizi di alloggio e ristorazione (+4,4%); attività professionali, scientifiche, innovative e tecniche, unitamente alle attività amministrative e di servizi di supporto (+5,8%); edilizia (+9,1%).
La spesa per consumi finali delle famiglie è aumentata del 4%, la spesa delle istituzioni non profit al servizio delle famiglie del 4,2%, la spesa per consumi finali della pubblica amministrazione del 2,5%, gli investimenti fissi lordi del 3,3%, le esportazioni di beni e servizi del 4,1% e le importazioni di beni e servizi del 5,2%.
Banca Nazionale e Ministero delle Finanze alzano le stime di crescita
Nel frattempo, sulla base della stima preliminare del RZS, la Banca Nazionale della Serbia ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per il 2026, portandole al 3,2%. I settori dei servizi e le imposte nette hanno fornito il contributo positivo maggiore alla crescita, sostenuti dall’aumento dei consumi privati. La crescita è stata ulteriormente favorita dal recupero dell’industria manifatturiera, in particolare grazie all’aumento della produzione nei comparti petrolifero e chimico, oltre che ai solidi risultati ottenuti dai settori legati all’industria automobilistica. L’attività è cresciuta anche nel settore estrattivo, mentre la produzione nel settore energetico ha continuato a diminuire a causa dell’applicazione dei regolamenti sull’adeguamento del carbonio alle frontiere e, in parte, della ridotta capacità idrologica.
Il Ministero delle Finanze ha alzato la stima di crescita del PIL per quest’anno dal 3% al 3,3% nell’ambito dell’assestamento di bilancio per il 2026, approvato lunedì dal Parlamento serbo. Secondo le motivazioni che accompagnano la revisione del bilancio, l’aumento è da attribuire principalmente a un buon rendimento del comparto agricolo nella prima metà dell’anno.
La crescita economica di quest’anno sarà interamente trainata dalla domanda interna, considerata l’uscita del 4,4% dei consumi personali delle famiglie. D’altra parte, rispetto al piano definito nel bilancio redatto alla fine dello scorso anno, gli investimenti fissi lordi risulteranno inferiori alle aspettative, con una crescita rivista al ribasso dal 6,9% al 4,6%.
Il Ministero delle Finanze prevede inoltre un’accelerazione dell’attività di investimento nella seconda metà dell’anno rispetto alla prima, guidata soprattutto dalla spinta degli investimenti pubblici legati ai preparativi per l’organizzazione dell’Expo 2027, dalla realizzazione di progetti infrastrutturali nei settori dei trasporti e dell’energia, nonché dall’avvio dei cicli di investimento privati di recente attivazione.
(Bloomberg Adria, 01.09.2026)
