Il PE voterà sulla risoluzione che chiede alla Serbia di allineare la sua politica estera a quella dell’UE – Varhelyi sotto inchiesta

Il Parlamento europeo ha terminato il dibattito sulla risoluzione sull’attuazione della politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE, che dovrebbe essere adottata domani, e nella parte del documento che si riferisce alla Serbia, si afferma che Belgrado deve armonizzare la sua politica estera con quella dell’UE.

Nella risoluzione si legge che il Parlamento europeo “si rammarica per il livello costantemente basso di conformità della Serbia” con la PESC e ribadisce che “i nuovi capitoli dei negoziati di adesione dovrebbero essere aperti solo quando la Serbia rafforzerà il suo impegno per le riforme nei settori della democrazia e dello Stato di diritto e dimostrerà di essere pienamente allineata con la politica estera dell’UE”.

Nella risoluzione del Parlamento europeo, redatta dal presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo, David McAllister, si afferma che la Serbia, in quanto Paese che sta cercando di diventare membro dell’UE, “deve aderire ai valori e ai diritti comuni dell’UE”.

La base della risoluzione, come detto, è costituita dai cambiamenti tettonici che si sono verificati nell’ambiente geopolitico e che sono il risultato dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina e di altre sfide internazionali.

Per quanto riguarda la politica dell’UE nei confronti dei Balcani occidentali, si sottolinea che la Ue ha bisogno che i Paesi candidati e potenziali candidati armonizzino pienamente le loro politiche con la PESC, in particolare con la politica delle sanzioni contro i Paesi terzi. Nella risoluzione, la Commissione europea e gli Stati membri sono invitati a utilizzare questa politica come strumento per migliorare la cooperazione con i Paesi dei Balcani occidentali.

In relazione alla Bosnia-Erzegovina, la risoluzione chiede “sanzioni mirate contro gli attori destabilizzanti in Bosnia-Erzegovina, compresi coloro che minacciano la sua sovranità e integrità territoriale, in particolare Milorad Dodik” e invita tutti gli Stati membri a votare a favore di questa misura.

La risoluzione esprime inoltre preoccupazione per l’operato del Commissario per l’allargamento Oliver Varhelyi e “le accuse che il Commissario per il vicinato e l’allargamento stia deliberatamente cercando di aggirare e minare il ruolo delle riforme democratiche e dello Stato di diritto nei Paesi che vogliono aderire all’Unione”. A questo proposito, la risoluzione si appella alla CE “affinché avvii un’indagine indipendente e imparziale per verificare se le azioni e le politiche sostenute dal Commissario per il vicinato e l’allargamento costituiscano una violazione del Codice di condotta per i membri della Commissione europea e dei suoi obblighi”.

(Danas, 18.01.2023)

https://www.danas.rs/svet/sutra-glasanje-o-rezoluciji-ep-traze-da-se-dodik-kazni-srbija-uskladi-sa-spoljnom-politikom-eu-pokrene-istraga-protiv-varheljija/

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