Il PE preoccupato per la presenza della tecnologia di sorveglianza cinese in Serbia

Il Parlamento europeo (PE) sta monitorando da vicino la presenza dell’alta tecnologia di sorveglianza cinese in Serbia, che include migliaia di telecamere “intelligenti” dotate di un avanzato sistema di riconoscimento facciale, ha dichiarato a “Euractiv” il membro del Parlamento europeo, Gwendolyn Delbo-Corfield.

Il portale “Euractiv” ricorda che il governo serbo sta lavorando attivamente alla realizzazione del progetto di vigilanza “Città sicura” dal 2019 a Belgrado. Si afferma che il governo della Serbia ha definito questo progetto, implementato dalla società cinese “Huawei”, come riservato e che ha evitato una discussione pubblica sui potenziali benefici e rischi.

Il sistema di riconoscimento facciale è in grado di riconoscere una persona da un’immagine o da un video confrontando le caratteristiche facciali delle persone con quelle presenti in un database.

Questo sistema è ampiamente utilizzato in Cina, mentre in Europa si esprime grande preoccupazione per questa pratica “orwelliana”, sottolineando la necessità che tale progetto venga prima inserito in quadri normativi che tutelino le persone dagli abusi sulla loro privacy.

La Delbo-Corfield ha sottolineato che l’accordo era “avere telecamere in ogni angolo di strada a Belgrado”. Secondo lei, l’obiettivo è avere il controllo totale sulla popolazione, cosa già sperimentata con successo in Cina.

“Non sappiamo ancora come è stata acquistata questa attrezzatura. Dato che si tratta dell’attrezzatura più sofisticata sul mercato, non è ancora chiaro come verrà mantenuta. Ci auguriamo che le autorità in Serbia ci chiariscano entrambe le cose”, ha affermato la deputata al Parlamento europeo, valutando che fa parte dell’ambizioso progetto cinese aprire le porte alla parte orientale dell’Unione, compresa l’Ungheria.

Alla domanda se l’opinione pubblica serba abbia reagito a un tale progetto, ha dichiarato che solo l’organizzazione non governativa “Share Foundation” si è mobilitata, con cui i membri del Parlamento europeo sono in contatto.

Photo credits: “Petar Lazović”

Poslanici EP zabrinuti zbog kineskog projekta video nadzora u Beogradu

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