Il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione sulla Serbia

Il Parlamento europeo ha adottato, a Bruxelles, una risoluzione dove si stima che la Serbia abbia compiuto alcuni progressi nelle riforme economiche, ma si ritiene fondamentale che ottengano risultati tangibili anche la riforma del sistema giudiziario, la lotta contro la corruzione e la libertà dei media.

Il documento, elaborato dal relatore del Parlamento europeo per la Serbia David McAllister, è stato adottato con 503 voti a favore, 85 parlamentari hanno votato contro e ci sono state 47 astensioni.

Il Parlamento europeo ha adottato sei degli otto emendamenti proposti alla risoluzione sulla Serbia, comprese quelle relative al caso di Savamala, l’atteggiamento delle autorità serbe verso il genocidio di Srebrenica e la conservazione delle aree protette, con riferimento alla costruzione di centrali idroelettriche in Stara Planina.

I due emendamenti relativi al caso di Savamala affermano che il Parlamento europeo abbia visto “qualche progresso nel caso delle distruzioni illegali delle proprietà private e della privazione di libertà di circolazione nel quartiere di Savamala nel mese di aprile 2016″ e chiede la risoluzione di questo caso e la piena cooperazione con le autorità giudiziarie in modo che tutti i colpevoli vengano consegnati alla giustizia. Questo emendamento è stato presentato dai parlamentari Victor Boştinaru e Tanja Fajon, a nome del gruppo parlamentare dei Socialisti e Democratici, così come da Igor Soltes del gruppo dei Verdi.

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Il quarto emendamento, presentato da Soltes, afferma che il Parlamento europeo “deplora la continua negazione da parte delle autorità serbe del genocidio di Srebrenica, e ricorda loro che la piena cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, e il meccanismo che gli succedette, comprende anche la piena accettazione e l’attuazione delle sue sentenze e decisioni e sottolinea che il riconoscimento del genocidio di Srebrenica è un passo fondamentale sulla strada della Serbia verso l’adesione all’UE”.

E’ stato adottato anche il quinto emendamento di Soltes sulla conservazione delle aree protette, in cui si invita il governo della Serbia ad “adottare le necessarie misure di conservazione delle aree protette, tenendo conto in particolare lo sviluppo di centrali idroelettriche in aree sensibili come il Parco Nazionale di Stara Planina”.

Il governo serbo è inoltre sollecitato ad attuare una valutazione approfondita dell’impatto ambientale in questo contesto, in linea con gli standard dell’UE, ed è stata incoraggiata ad aumentare la propria trasparenza sui progetti pianificati.

Sono stati inoltre adottati due emendamenti del relatore McAllister, ovvero il sesto e il settimo i quali sono di natura tecnica.

Non è stato adottato il secondo emendamento sulle procedure fiscali inaccettabili, sulla liquidazione e il fallimento delle aziende private, così come l’ottavo emendamento, presentato da Monica Macovei, che si riferisce alla richiesta per la Serbia a non consegnare i sospetti criminali politici in paesi in cui v’è un rischio di tortura e trattamenti inumani.

La risoluzione adottata “accoglie con piacere il costante impegno della Serbia sulla sua strada verso l’adesione all’Unione europea”.

Si sottolineano inoltre “notevoli progressi” nella riforma della magistratura ma si chiede alle autorità serbe di migliorare la riforma dello stato di diritto, in particolare per garantire l’indipendenza e l’efficienza del sistema giudiziario e rafforzare la lotta contro la corruzione.

La Risoluzione sta valutando la relazione di quest’anno della Commissione europea sui progressi della Serbia e accoglie con favore gli sforzi compiuti per normalizzare le relazioni con Pristina, con la convinzione che “qualsiasi accordo su questo può essere accettabile solo se concordato da entrambe le parti” e se preserva la stabilità della regione e il diritto internazionale.

Gli eurodeputati “si sono soffermati sul dibattito in corso e le dichiarazioni sulle possibili correzioni di confine tra la Serbia e il Kosovo, compreso lo scambio di territori” e “hanno sottolineato la struttura multietnica del Kosovo e della Serbia” ritenendo che “un paese etnicamente pulito non dovrebbero essere l’obiettivo di nessun paese della regione”.

In questo documento si “sottolinea l’importanza della creazione delle associazioni / comunità dei comuni a maggioranza serba” nel Kosovo e l’attuazione di tutti gli accordi, incluso l’accordo sull’energia.

Il documento “condanna irrevocabilmente l’omicidio del politico serbo del Kosovo Oliver Ivanovic e sottolinea la necessità di cooperazione tra gli investigatori serbo-kosovari con il sostegno internazionale, al fine di assicurare un’adeguta giustizia agli autori dell’omicidio”.

La Serbia è stata invitata ad armonizzare gradualmente la sua politica estera e di sicurezza con la politica dell’UE, compresa la politica nei confronti della Russia, e ad allineare gradualmente il regime dei visti con l’Unione.

Photo Crits:”Izvor: Tanjug / Marina Maksimović”

http://rs.n1info.com/Vesti/a439871/Evropski-parlament-usvojio-rezoluciju-o-Srbiji.html?fbclid=IwAR1EOcXjlLCfHWwopho1zfX1jM7d9l0PO0LPoXnLjDn9b6xT6wnxxf1enqA

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