Il Ministero dell’Ambiente è immobile di fronte al problema inquinamento

Il difensore civico, Zoran Pasalic, ha avviato un processo di controllo sulle attività del Ministero dell’Ambiente serbo. Il Ministero infatti “non ha attuato misure concrete per un lungo periodo di tempo in merito alle denunce dei cittadini sull’eccessivo inquinamento atmosferico”, ha affermato l’istituzione indipendente.

Sottolineando che la procedura è stata avviata di propria iniziativa, l’ombudsman ha ricordato che “nel 2018 la qualità dell’aria in Serbia è stata ufficialmente classificata di “Terza categoria” a Belgrado, Kraljevo, Valjevo, Kragujevac, Subotica, Sremska Mitrovica, Pancevo, Uzice, Smederevo e Kosjeric.

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“La tendenza è proseguita nel 2019. L’eccessivo inquinamento atmosferico a Belgrado così come in altre città della Serbia che negli ultimi mesi hanno anche visto elevate concentrazioni di particelle di PM 10 e / o PM2,5 sospese, ha irritato in modo giustificato l’opinione pubblica e i cittadini e ha inequivocabilmente indicato la necessità di prendere misure urgenti per avviare tutte le misure di sicurezza raccomandate per la qualità dell’aria”.

Lo stesso ha chiesto al Ministero di spiegare “perché nonostante le valutazioni negative della qualità dell’aria nel 2018, non abbia preso né misure tempestive per ridurre l’inquinamento atmosferico né abbia migliorato l’efficienza energetica e se, in relazione alle principali cause identificate di inquinamento atmosferico, abbia previsto e proposto l’adozione di misure urgenti a breve e lungo termine al fine di sopprimerle, di dichiarare quali siano state tali misure e, in caso contrario, spiegare il perché non l’abbia fatto”.

Pasalic si preoccupa inoltre se la gente sia regolarmente e pienamente informata sull’attuale situazione, vale a dire “se ai cittadini siano fornite informazioni sufficienti sul tipo e la portata delle informazioni sui valori misurati, sulla loro importanza e sull’impatto che possono avere sulla loro salute”.

Photo credits: “Profimedia”

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