Il Governo valuta come ridurre le tasse sui salari

Il governo sta valutando come abbassare i contributi a carico di dipendenti e datori di lavoro, come anche di alzare la soglia di non tassazioen dei salari ora fissata a 15.000 dinari.

Il Ministro delle Finanze Sinisa Mali ha dichiarato che dall’inizio del prossimo anno verranno abbassate le tasse sui salari e, secondo quanto risulta al quotidiano Blic, il governo ha già formato un gruppo di lavoro che ha iniziato a studiare di quanto si potrebbe ridurre in complesso le trattenute sugli stipendi e in quali ambiti nello specifico. “Adesso stiamo analizzando tutti gli aspetti possibili. Si stanno elaborando le proiezioni e si calcola di quanto è possibile ridurre i singoli prelievi. Resta il fatto che vi è la possibiltà che si riducano le imposte a carico dei lavoratori, a carico dei datori di lavoro e che si incrementi anche la quota di salario non tassata”, ha detto la fonte al quotidiano, la quale ha aggiunto che quale contributo verrà ridotto o incrementato dipende dalle disponibilità del bilancio pubblico.

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“Per ora è sicuro che vi è spazio per una riduzione, ma stiamo ragionando su quante risorse sono disponibili”.
I contributi e le tasse sul lavoro rappresentano in Serbia in media il 63% del salario netto, ovvero su 100 dinari di salario che vanno al lavoratore i datori di lavoro ne pagano 63. La Serbia a tal riguardo si posiziona leggermente sotto la media dei paesi dell’Europa centrale e orientale, dove le trattenute rispetto al salario netto sono al 68%. In Croazia i datori di lavoro versano il 62%, in Macedonia tra il 35 e il 37%, in Ungheria al 42%, in Bulgaria al 20% e in Bosnia Erzegovina tra il 20 e il 25%.
Il Consiglio Fiscale ha già dichiarato che i contributi sui salari potrebbero essere ridotti quest’anno di una percentuale compresa tra il 2 e il 3,5%, aggiungendo che uno stanziamento di bilancio di 15 miliardi di dinari consentirebbe una riduzione del carico di contributi e tasse dal 64 al 62%, mentre unos tanziamento di 25 miliardi di dinari potrebbe portare gli stessi al 60,5%.
Uno dei proprietari della società di riciclaggio di materiali “Re3 Product”, Aleksandar Solarević, ha detto a Blic che la riduzione di tasse e contributi impatta limitatamente sull’economia e sugli imprenditori e che questi soldi i datori di lavoro li sosteranno sui salari degli impiegati. “Così potremo salvaguardare i posti di lavoro, accogliere più investitori e essere più competitivi”, ha detto Solarevic, che ha aggiunto che la Serbia ha un grave problema inerente la fuga dei lavoratori.
Anche il direttore della fabbrica di calzature “Ukus” Mišo Petraš ha dichiarato che questi fondi risparmiati dalla riduzioen di tasse e contributi andranno a incrementare gli stipendi perché, ha detto, “queste spese sono l’onere maggiore sulle attività economiche”. 
Dall’Unione dei datori di lavoro della Serbia Srbije Nebojša Atanacković sottolinea che tale provvedimento aiuta a ridurre il lavoro nero.
A quanto risulta a Blic, il Ministero delle Finanze lavora in maniera intensa a velocizzare i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto, che oggi sono fissati in 45 giorni e i cui effetti dovrebbero essere notati già a settembre. “Quotidianamente si verificano tutti gli aspetti che possono portare a una velocizzazione di questo processo. Si cerca di capire perché il rimborso dell’IVA dura tanto. Nel prossimo mese saranno compresi i principali problemi e così da attuare misure per velocizzare la procedura. Questo sarà un accelleratore della crescita economica”, dice la fonte a Blic.
(021, Tanjug, 15.07.2018, http://www.021.rs/story/Info/Srbija/192589/Vlada-razmatra-kako-da-smanji-porez-na-plate.html )

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