Il governo è completamente impreparato alla crisi economica?

La crisi economica dovuta alla pandemia sta lentamente iniziando a manifestarsi e i suoi effetti negativi cominceranno a farsi sentire sempre di più; gli esperti economici in Serbia non sono sicuri che il nuovo governo abbia un piano strategico per contrastarla efficacemente.

Sia gli analisti economici che i sindacalisti condividono l’opinione secondo cui l’attuale nuova crescita dell’epidemia complicherà ulteriormente la situazione e sono scettici sul fatto che il governo abbia una risposta adeguata all’imminente crisi.

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Il consigliere per la privatizzazione, Branko Pavlović, sottolinea che non solo il governo serbo ma anche il mondo intero dovranno affrontare gli effetti negativi che il virus causerà alle attività economiche.

Il presidente dei sindacati della Serbia “Sloga”, Zeljko Veselinovic, afferma per “Danas” che il nuovo governo sembra completamente impreparato per l’impatto della crisi economica in autunno.

“Tutte le misure di assistenza erano legate alla campagna elettorale. È stata distribuita l’assistenza unica ai cittadini di 100 euro, nonché un’assistenza ai datori di lavoro nel pagamento degli stipendi ai dipendenti per un periodo di tre mesi. Nient’altro il governo ha progettato, né ha una visione di ciò che dovrebbe essere fatto”.

Veselinovic aggiunge che la grande questione è se i datori di lavoro stranieri saranno ancora interessati agli investimenti in Serbia, indipendentemente dall’assistenza fornita dallo Stato attraverso sussidi, ed è convinto che ci saranno anche dei licenziamenti.

“Per quanto riguarda l’industria, la maggior parte delle aziende serbe è impegnata nella produzione di cavi o di coperture per auto. È noto che l’epidemia del virus ha particolarmente scosso il settore dell’industria automobilistica e, di conseguenza, l’esistenza di società che lavorano per l’indotto è stata messa in discussione. Mi aspetto che ci siano licenziamenti, e considerando che l’attuale governo non è in grado di affrontare i problemi economici che stanno arrivando, non mi sorprenderebbe se gli stipendi e le pensioni venissero ridotti di nuovo”.

L’economista Milan R. Kovačević sostiene che l’epidemia, che non è diminuita ma è cresciuta di recente, porterà a un grande declino economico in Serbia.

“Il nuovo governo disporrà di alcune risorse in più che sarà in grado di utilizzare per contrastare la crisi economica. Tuttavia, non ci sarà la crescita economica attesa, ma al contrario, ci sarà un segno meno. Penso che le autorità avrebbero potuto accettare i prestiti offerti dalle organizzazioni finanziarie internazionali. Invece, la Serbia ha preso in prestito due miliardi di euro a tassi di interesse elevati. È necessario restituire il denaro ottenuto attraverso la vendita di obbligazioni, e non importa quanto le autorità serbe abbiano pensato che lo Stato avesse i soldi per queste, obiettivamente parlando sarà un problema restituire il denaro in condizioni sfavorevoli”, conclude Kovacevic.

https://www.danas.rs/ekonomija/vlast-potpuno-nespremna-za-ekonomsku-krizu/

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