Il governo cerca di sminuire il significato delle proteste

Che i cittadini protestino contro l’inquinamento atmosferico e idrico o contro la cattiva reazione dello Stato all’epidemia di coronavirus, il messaggio delle autorità è sempre lo stesso: si tratta di proteste con un fine politico, ovvero l’intenzione è di mettere in pericolo il potere del partito progressivo serbo. Allo stesso modo, la recente manifestazione ambientale è stata definita una “riunione contro il governo”, sebbene i manifestanti stessi abbiano sottolineato di non essere guidati da intenzioni politiche, ma dall’idea di informare l’opinione pubblica sui rischi ambientali.

Mentre i cittadini protestavano, la Ministra della Protezione ambientale, Irena Vujović, si è affrettata a etichettare come “politico” il raduno del fine settimana, valutando che era in corso una “protesta politica organizzata da individui che stanno cercando di ottenere punti politici attraverso questioni ambientali”, aggiungendo che in questo modo i cittadini che sono veramente interessati allo stato e alla qualità dell’ambiente vengono ingannati.

“La gente vede tutto e sa che questo gruppo politico non ha altri obiettivi, se non quello di indebolire lo Stato, far crollare la crescita economica e il tenore di vita”, ha detto.

Poco dopo anche la Premier ha annunciato che la “rivolta ambientale” è stata un esempio di mancanza di rispetto e che si trattava di un incontro politico. Il giorno dopo, ha spiegato che la protesta “non era politica, ma politicizzata”.

“Quella manifestazione era probabilmente cento volte più grande di quella in cui si trovava Goran Vesić. Non riesco a capire l’ipocrisia, va bene organizzare un raduno in cui si grida ‘Vučić pagherai’, e non va bene organizzare un raduno che non sia politico”, ha affermato la Brnabić.

La Premier alla fine di giugno, quando insieme al ministro Zlatibor Loncar ha visitato Novi Pazar allora fulcro del coronavirus era stata accolta da un gruppo di cittadini con grida e fischi, per l’insoddisfazione della città verso lo Stato. La Brnabic aveva poi affermato che la situazione a Novi Pazar non era affatto diversa rispetto ad altri luoghi in cui era scoppiato il coronavirus, e che la differenza era che non si era politicizzato.

Secondo Dejan Bursac dell’Istituto per gli studi politici, il termine “politico” è diventato una sorta di discredito per ogni protesta e ribellione, sebbene in una società democratica ogni riunione abbia quel prefisso.

“Nel linguaggio di questo regime è diventato una sorta di discredito e si cerca di dire che ogni protesta è collegata all’opposizione, che ci sono cattive intenzioni e che lo scopo è destabilizzare il Paese”, spiega Bursac. Secondo lui, il messaggio finale che il governo invia ai suoi simpatizzanti è “non ascoltate quello che dicono queste persone, perché hanno altre intenzioni”.

“Quando si spazza via l’intera opposizione e non rimane nulla di concreto, le iniziative locali si uniscono attorno a vari temi come l’ecologia. Qualunque sia il raduno che organizzi, che sia una richiesta di migliori trasporti pubblici, attraverso l’ecologia, alle proteste per le leggi elettorali, è tutta politica. Tuttavia, il governo sta cercando di presentare il termine come qualcosa di negativo”, sottolinea Bursac.

Il politologo ed esperto di comunicazione Nikola Parun afferma che il governo, con le sue reazioni alle proteste, sta cercando di scoraggiare le persone che non sono politicamente consapevoli alla ribellione.

“È fatto da persone che hanno disgustato la gente con la politica. Ovviamente ogni protesta è politica e non vedo alcun problema nel tenere una manifestazione quando qualcosa è politicamente negativo”, osserva, aggiungendo che in questo modo si crea una tensione artificiale tra “un’esigenza reale e qualcosa che è politicizzare”.

Kako vlast spinuje i obesmišljava proteste

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