Il giornale tedesco Der Spiegel scrive:” se la Serbia aderirà all’UE, la Russia avrà un ottimo alleato”

Lo storico tedesco Heinrich Winkler stima che l’Unione europea stia gradualmente collassando e che le sue istituzioni, invece di proteggere la democrazia, siano diventate uno dei suoi maggiori problemi.

L’Unione europea ha smesso di essere una comunità di valori liberali e il raggiungimento delle decisioni all’unanime sta diventando sempre più difficile, spiega Winkler sulle pagine del giornale tedesco “Der Spiegel”, e riferisce Sputnik.

Secondo Heinrich Winkler, la maggioranza pro-europea in Parlamento a Strasburgo sarà presto messa a dura prova: i partiti anti-europei aumentano di giorno in giorno, ed è incerto se il principale candidato dei sostenitori dell’Unione europea otterrà voti sufficienti per pretendere con convinzione la carica di Presidente della Commissione europea.

Lo storico tedesco ritiene che durante il mandato di Jean-Claude Juncker, la Commissione europea abbia cessato di essere la custode degli accordi europei. Per tanto hanno iniziato a prenderla come una commissione politica, che molto spesso interpreta liberamente i termini dell’accordo.

Secondo Winkler sono piuttosto strane le associazioni europee di partito che esistono esclusivamente sotto forma di partiti nel parlamento di Strasburgo. Sono spesso composti da partiti nazionali estremamente controversi dal punto di vista democratico, come il partito “Fides” del primo ministro ungherese Viktor Orban. E non solo, le grandi coalizioni nell’UE mostrano solidarietà che può screditare il loro stesso concetto e mettere in pericolo la fiducia delle persone nell’alleanza, afferma lo storico.

È difficile credere che l’Unione europea sia sempre in grado di prendere decisioni nell’interesse di tutta l’Europa, dice Winkler. Un’alleanza composta da 28, anzi, presto 27 paesi, difficilmente può raggiungere una decisione unanime. Ciò è collegato, tra l’altro, al processo di demolizione delle norme a cui contribuiscono paesi come l’Ungheria, la Polonia o la Romania, sottolinea l’autore del testo.In definitiva, ogni paese a causa della mancanza di democrazia può essere privato del diritto di voto nell’UE, ma una tale decisione deve essere adottata da tutti gli altri membri all’unanimità. L’Ungheria e la Polonia in questa situazione possono già appoggiarsi l’una sull’altra, sottolinea Winkler.

Lo storico tedesco aggiunge che ci sono altri segni del crollo dell’unità europea. La Cina sta cercando di rendere molti paesi europei dipendenti da essa in termini finanziari ed economici. La Russia di Putin sfrutta ogni opportunità per seminare discordia tra i paesi dell’Unione europea. Se il Consiglio d’Europa discute riguardo le sanzioni contro la Russia o il rispetto dei diritti umani in Cina, è perché è sempre più difficile adottare una decisione unanime, osserva l’autore.

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Dal punto di vista della Commissione europea, nei prossimi dieci anni l’UE dovrebbe espandersi ad ovest dei Balcani, ma non ogni espansione è un successo. Se la Serbia aderirà all’UE, Mosca otterrà il miglior alleato all’interno dell’UE, afferma il politico tedesco.

Secondo Winkler, anche la Germania ha contribuito al raggiungimento dell’attuale crisi nell’UE. Le azioni intraprese autonomamente della Germania riguardo la crisi dei rifugiati nel settembre 2015 non sono potute passare inosservati ai suoi vicini europei. In Polonia, la decisione di Berlino sull’accettazione incontrollata di un gran numero di migranti ha contribuito alla nascita del partito conservatore “Legge e Giustizia”, ​​mentre nel Regno Unito sono aumentati i sostenitori del Brexit, dice l’autore.

La politica di migrazione non è l’unico problema che la Germania dovrebbe affrontare in modo critico, afferma Winkler. A suo parere, i tedeschi hanno praticamente distrutto il loro primo stato nazionale. La maggior parte dei paesi europei, tuttavia, non comprende ancora che lo stato nazionale è un elemento del passato, e che dovrebbe essere sostituito dall’idea di federazione europea o da una formazione federale simile alla Germania.

L’autore aggiunge che ogni mossa verso un’alleanza stretta basata sulla politica dell’UE, in un modo o nell’altro fallirà, e conclude dicendo che la tendenza più realistica sarebbe una più stretta cooperazione tra i paesi europei. Nonostante alcune divergenze, molti paesi dell’UE sono unici in relazione alle questioni dello stato di diritto e della democrazia e sostengono attivamente la Germania in materia di bilancio e della politica monetaria.

Altri paesi potranno aderire al nucleo normativo dell’Europa, ma una stretta collaborazione sarà necessaria solo se si fermerà l’erosione dell’UE. Altrimenti, l’Unione europea dovrà abbandonare l’idea di vedere se stessa come una comunità di valori, conclude lo storico tedesco Heinrich Winkler per il giornale Der Spiegel.

https://www.danas.rs/politika/spigl-ako-srbija-udje-u-eu-rusija-ce-imati-najboljeg-saveznika/

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