Il Fondo monetario internazionale vuole che i prezzi del gas e dell’elettricità in Serbia aumentino altre tre volte

Il Fondo Monetario Internazionale chiede alla Serbia di aumentare i prezzi dell’elettricità e del gas altre tre volte – il 1° maggio e il 1° novembre dell’anno prossimo, e il 1° maggio 2024, oltre all’aumento annunciato il 1° gennaio 2023.

È quanto si legge in un documento pubblicato dal FMI, che illustra i dettagli dell’accordo finanziario stand-by biennale recentemente approvato per la Serbia.

Secondo i rapporti, l’aumento del prezzo del gas in ogni fase dovrebbe essere “almeno” del 10%, e dell’elettricità – sempre secondo la stessa dinamica in ogni fase – dell’8%, minimo.

Il FMI ha stanziato per la Serbia un totale di 2,4 miliardi di euro attraverso il nuovo accordo di standby. La Serbia ritirerà una parte di questi soldi quest’anno e il prossimo, mentre risparmierà il seguito per il 2024, se sarà necessario.

La politica energetica è al centro del nuovo accordo della Serbia con il Fondo Monetario Internazionale.

L’accordo prevede di porre il settore energetico serbo su una “solida base finanziaria”. Le aziende energetiche, come è stato sottolineato, dovrebbero diventare finanziariamente efficienti durante la durata dell’accordo.

“Il prossimo aumento dei prezzi dell’energia entrerà in vigore dopo l’inverno, seguito dagli ulteriori adeguamenti. Gli investimenti nella produzione dell’ energia elettrica dovrebbero passare a fonti di energia rinnovabile, con la creazione di nuovi piani aziendali e la possibile partecipazione del settore privato, mentre la gestione professionale dovrebbe essere incaricata dell’attuazione”, ha sottolineato il FMI.

Secondo il documento pubblicato dal FMI, un aumento del prezzo del gas e dell’elettricità è necessario per consentire il finanziamento dei costi di produzione completi nel medio termine. Il FMI ritiene che un aumento graduale dei prezzi consentirà un più facile adattamento ai nuovi prezzi, dato che, come sottolineato, i redditi in Serbia sono ancora molto inferiori alla media europea.

(Biznis i Finansije, 23.12.2022)

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