Il “FMI” concede alla Serbia 627 milioni di diritti speciali di prelievo

Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha concesso alla Serbia 627,6 milioni di diritti speciali di prelievo (DSP). “Ciò equivale all’importo di circa 890,22 milioni di dollari o 759,71 milioni di euro”, afferma la vice governatrice della Banca nazionale della Serbia, Ana Ivković.

Secondo lei, si tratta di una cifra considerevole, considerando che la quota della Serbia nel “FMI” è dello 0,14%. Il “FMI” ha distribuito ieri il 95,8% dello stanziamento totale di 650 miliardi di dollari di DSP, approvato dal Consiglio di amministrazione dello stesso Fondo, per sostenere la liquidità e la lotta degli Stati membri contro la pandemia e le conseguenze della crisi.

La Ivković stima che anche durante questa crisi, il “FMI” ha dimostrato di non essere solo un “poliziotto”, ma anche qualcuno che si preoccupa delle finanze globali. Ricorda che dell’assegnazione dei DSP si era parlato anche l’anno scorso, ma la proposta ha trovato maggiore sostegno solo quest’anno.

“A fine luglio, la direttrice generale dell’FMI, Kristalina Georgieva, ha presentato la sua proposta per l’assegnazione di diritti speciali di prelievo per un importo di ben 650 miliardi di dollari, una cifra davvero enorme. La decisione è stata adottata dal consiglio di amministrazione dell’FMI il 2 agosto, con un’assegnazione del 95,8% di DSP dall’importo totale di 650 miliardi di dollari”.

Quando si parla dell’uso di questi fondi, la Ivković afferma per “Tanjug” che ogni Paese è libero di usarli secondo le sue possibilità. “Si possono usare per rafforzare le riserve in valuta estera, per ripagare alcuni debiti più costosi o se si ha intenzione di entrare nel mercato internazionale”.

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