Il culto dell’uomo guida resiste da decenni: Tito, Milosevic, e ora Vucic

I serbi hanno bisogno di un uomo guida, qualcuno capace di risolvere i loro problemi. Prima c’era il culto di Tito, poi il culto di Milosevic e oggi Vucic si trova sulla buona strada.

Tito, raccontano gli anziani, ci ha dato il passaporto rosso e i viaggi, un paese grande e bello. Milosevic è apparso nel momento delle difficoltà e delle guerre e con la retorica nazionalista conquistò coloro che avevano desiderio di sangue e di proibizioni (di qualsiasi cosa).

Oggi, Vucic, con un sostegno record, è visto come l’ultima speranza per correggere varie ingiustizie. Tuttavia, gli interlocutori di “Blic” avvertono, il ciclo va dall’adorazione fino a voltare del tutto le spalle all’adorata guida.

Tito-Milosevic-Vucic“In tutti i periodi di crollo dei sistemi e di crisi, le persone non credono nel sistema perchè esso non esiste più. Questo fa aumentare il bisogno di avere un leader, dato che niente funziona. Perchè si tratta solo di un uomo? È la cosidetta adorazione, il credere in un dio. I serbi, forse più di altri popoli, hanno bisogno di credere che arriverà qualcuno che li salverà. L’inesistenza del senso di realtà e di razionaltà produce il bisogno di avere un uomo che possieda il carisma o la magia e al quale si può credere” dichiara per il “Blic” il libero docente dr. Milan Milic, psichiatra. Milic dice che il punto in comune che collega Tito, Slobodan Milosevic e Aleksandar Vucic è la chiarezza del messaggio che mandano: “Hanno degli atteggiamenti, chiari, espliciti, il che nei tempi di crisi è molto importante dato che le persone sono disorientate, non sanno dove andare”.

Milic spiega le caratteristiche dei “messaggi chiari” di tutti e tre i leader. Ci ricordiamo del Tito della fratellanza e unità, del Milosevic per lo slogan “la Serbia fino a Tokyo”, di Vucic per la lotta contro la corruzione e la criminalità. “Non si tratta dei geni, i leader non devono nemmeno essere dei geni. Tesla era un genio, però non un leader. Il leader deve essere riconoscibile dal suo carisma, ovvero dalla magia. Loro semplicemente, la possiedono”, spiega lo psichiatra.

 

Ratko Božović, sociologo
Broz Il culto di Tito non è nato senza motivo. Lui è emerso dalla Seconda Guerra mondiale da vincitore, e qui i vincitori sono amati, loro sono come la luce nel buio balcanico. Broz ha fatto di tutto affinchè tutti si sentissero vincitori e non vedessero il lato pericoloso e cattivo del suo governo. Gli occhi dei seguaci sono accecati come gli occhi degli eroi di Platone che dopo essere usciti dalla caverna sulla luce del giorno hanno perso la vista. Valeva la regola “o siete con Tito oppure non siete vivi”. Un terreno fertile per la creazione di questo culto è stato anche il sistema unipartitico, nel quale è importante seguire la guida e non la legge.
Milošević  Il culto di Slobodan Milosevic è nato grazie alla scissione confusa della Jugoslavia nel momento quando era stata persa ogni prospettiva, quando si è arrivati al crollo interno totale. In quel caso c’era bisogno di un uomo guida, il quale da noi arriva come conseguenza di una mentalità autoritaria, per la cui crazione c’è bisogno che ci siano anche i sudditi. Questa è la matrice ideologica nata con Broz, ereditata, poi rafforzata. È la matrice del detto “anche dopo Tito, Tito”.
Vučić Quanto a Aleksandar Vucic, penso che ancora non abbiamo raggiunto il formato che sarebbe comparabile con i due precedenti. Tuttavia, anche in questo caso è presente la vecchia matrice, ma anche da un meccanismo di persuasione. Se qualcuno nella campagna elettorale ripete in continuazione “o sei con Vucic o con i magnati“, allora c’è anche tanta propaganda, il che per la gente politicamente ingenua rappresenta una suggestione. Quindi, qui le persone seguono l’uomo guida, lui rappresenta il loro super ego, gli auspici dell’uomo guida li scuotono dal torpore, come anche la fiducia in lui. I serbi sono più creduloni che osservatori critici. Tre sono i fattori che sono stati cruciali per il supporto a Vucic: è seguito da sostenitori fedeli il cui super ego sostituisce in essi il cervello, la debolezza dei predecessori politici e la voglia delle persone di lavorare, e lui ha loro offerto qualcosa e essi ora lo sperano.
Momčilo Pavlović, storico
Broz Tito è stato creato dalle circostanze internazionali, non grazie alle sue abilità intellettuali, dalla formazone o dalle sue capacità. Condizioni interne eccezionali, quali la guerra e la rivoluzione, e poi anche il sostegno estero e incitamento dalle persone che gli stavano vicino, le quali hanno fatto di tutto affinchè gli venissero attribuiti  titoli, ordini come quello di maresciallo, solo a lui e a nessun altro, come anche il triplice titolo di accademico. Con un piede stava all’est, e con un altro all’ovest, ha dimostrato che il socialismo si può construire anche se non si fa parte del blocco sovietico. Tuttavia, lui non viveva in maniera „socialista“. Tutto questo, oltre al suo carisma e all’emulazione di grandi statisti, hanno fatto sì che lui sia diventato oggetto di adorazione.
Milošević Le circostanze internazonali hanno fatto sì che un piccolo banchiere, un semplice burocrate, diventasse una vera guida seguita da milioni di persone. Il crollo del paese, la crescita del nazionalismo lo hanno fatto emergere come leader, tutti lo sostenevano e gli si mettevano a disposizione. Anche questo è un esempio di come i serbi cercano disperatamente un uomo guida. Non è un problema trovare una personalità forte in grado di portare avanti il paese, però rappresenta un problema se è una persona che non è al livello di questo ruolo, oppure che si trasforma in un dittatore potente. Milosevic è diverso da Tito nel modo in cui ha concluso la sua parabola. Tito fino alla fine ha goduto del sostengo sia dai partner occidentali che di quelli orientali, Milosevic l’ha avuto solo all’inizio e questo è il motivo per il quale non ha potuto resistere al potere più a lungo.
Vučić Oggi le circostanze sono diverse. Vucic non è ancora diventato un culto al livello di Tito e Milosevic. Però, il sostegno incredibile che ha oggi nell’opinione pubblica spiega come da noi in maniera ciclica si cerca uno che risolva subito i problemi che altri non hanno potuto risolvere in anni o decenni. I tempi sono diversi, però le circostanze internazionali e tutto questo che succede con l’Ucraina potrebbero portarci molto presto a scegliere una delle parti, il che potrebbe avere delle conseguenza sia per lo Stato che per il leader.

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top