Il COVID in Serbia ha portato anche un’epidemia di corruzione

Dopo la pubblicazione dell’Indice di percezione di corruzione per il 2020, secondo il quale la Serbia è considerata ancora un Paese con un alto livello di corruzione, il direttore di “Transparentnost Srbija”, Nemanja Nenadic, avverte che la pandemia ha ulteriormente peggiorato la situazione e ha messo in luce le debolezze esistenti e la corruzione.

“Transparentnost Srbija” ha presentato ieri l'”Indeks percepcije korupcije (CPI)”, che mostra come la Serbia sia ancora considerata un Paese in cui il livello di corruzione è alto, 38 punti su 100 ideali. La dichiarazione afferma che la pandemia da COVID-19 ha contribuito alla situazione attuale.

“Questo è particolarmente visibile negli appalti pubblici, che non solo sono stati fatti velocemente, ma in modo tale che non vi fosse trasparenza nella loro realizzazione. E tutto ciò grazie a una disposizione del governo, approvata a metà marzo, con la quale tutti gli appalti relativi alla pandemia sono stati dichiarati riservati”, dice Nenadić.

La disposizione è ancora in vigore, ma non è stata pubblicata. Pertanto, come afferma Nenadic, non si può dire con assoluta certezza se la segretezza abbia una base giuridica.

“Quali siano state le ragioni per dichiarare la segretezza di tutti gli appalti pubblici resta da vedere un giorno quando i dati saranno pubblicati”.

Alcuni dati, osserva Nenadic, hanno iniziato a essere disponibili dopo il 1° luglio, quando le amministrazioni locali hanno iniziato a pubblicare i rapporti sugli appalti pubblici, un mese dopo la loro conclusione. Tali rapporti hanno rivelato alcuni casi di corruzione.

Durante lo stato di emergenza, il Fondo Sanitario della Repubblica (RFZO) a causa della situazione epidemiologica e dell’aumento del numero di persone infette aveva annunciato un appalto pubblico urgente di materiale sanitario e medico, attraverso il quale comprare attrezzature mediche, le quali però non avevano nulla a che fare con la cura dei contagiati e il cui valore raggiungeva quasi i 200 milioni di dinari.

Si è anche scoperto che lo stesso Fondo ha acquistato il materiale dalla ditta “PTM” di Sabac, che è di proprietà di Zorica Sakan, una parente del Segretario provinciale per la salute e coordinatore dell’Unità di crisi, Zoran Gojkovic.

Il secondo esempio afferma che il Ministero della Salute ha procurato attrezzature per l’ospedale di Batajnica e Krusevac senza applicare la legge sugli appalti pubblici, facendo riferimento alla disposizione che consente tali pratiche quando si deve proteggere la sicurezza dello Stato. Nella spiegazione della sua decisione, tuttavia, il Ministero ha fatto riferimento esclusivamente all’urgenza, e non a ragioni di sicurezza “che mettono in discussione la legittimità di questa procedura di appalto”.

Korona u Srbiju donela i epidemiju korupcije

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