Il cibo e la vita: la Serbia a Expo 2015

Dopo anni di attesa e polemiche, apre oggi a Milano l’esposizione universale. Una vetrina unica che durerà sei mesi, in cui anche la Serbia presenterà le proprie bellezze naturali e il proprio patrimonio culturale.

Tradizione e modernità. Potenziale turistico e potenziale economico. La Serbia si presenterà al mondo seguendo queste linee guida. Il paese – a partire dallo slogan scelto: “Assapora il cibo, senti la vita” – intende mostrare le proprie eccellenze (legate innanzitutto al patrimonio gastronomico e culturale), le bellezze naturali e anche le potenzialità offerte dal connubio tra le ricche risorse naturali e l’innovazione tecnologica nel settore agricolo. Il tutto per promuovere una migliore qualità della vita e del cibo.

Sono più o meno queste le parole scelte dal comitato serbo per presentare il paese sul sito ufficiale dell’Expo. Zarko Malinovic, Commissario incaricato dal Governo per l’organizzazione dell’evento, ha dichiarato che durante i sei mesi di durata della fiera verranno presentati “i potenziali della Serbia, sia quello economico sia quello turistico. Vogliamo che tutti coloro che visiteranno il nostro stand, passino le vacanze in Serbia”.

Il paese ha scelto di situare il proprio spazio espositivo all’interno del padiglione (“cluster”, nell’oscuro linguaggio dell’Expo) “Bio-Mediterraneo”, sottolineando con questo i propri legami culturali e identitari con la regione adriatica e, probabilmente, pensando alla futura costituzione della Macroregione Adriatico-Ionica, l’iniziativa di carattere economico-politico promossa dalla UE.

Secondo Malinovic, a Expo si ritrova un “mix” di culture mondiali: mescolanza (di sapori, cibi e memorie) che viene riflessa anche dalla presenza serba. Il paese sottolinea (senza eccellere in originalità, a dire il vero) di possedere un’identità che fa leva su antichità, tradizione e modernità. All’interno dello spazio espositivo sono sviluppati tre percorsi tematici: Grano e acqua – Il cibo dall’uomo neolitico all’uomo moderno, un’indagine sulle origini della moderna cucina serba, specchio dello spirito del suo popolo; la Serbia del biologico – Cibo biologico e salutare come energia per il futuro, ovvero una riscoperta delle ricette tradizionali a base di ingredienti del territorio (come i lamponi) coltivati in modo naturale; Fusion Cuisine dalla Serbia – Il cibo come attrazione turistica, in cui il cibo rappresenta gli incontri di civiltà avvenuti nei secoli sul territorio serbo.

Ogni paese presente a Expo avrà un giorno dedicato: quello della Serbia sarà il 22 giugno, in cui si terranno manifestazioni particolari e una conferenza sui temi economico-imprenditoriali. Durante la giornata, sarà anche presentata al pubblico la tradizione della “slava”, la festa del patrono familiare, che è stata inserita dall’UNESCO nella propria lista del Patrimonio culturale immateriale. L’evento – curato dal Museo etnografico di Belgrado – porrà in rilievo sia gli aspetti religiosi (il momento in cui si spezza il dolce tradizionale, l’accensione della candela, la preghiera) sia quelli sociali (la convivialità e l’ospitalità) che caratterizzano questa tradizione. 

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