Il calo del dinaro fa aumentare i prezzi del 10%

La valuta serba ieri è calata ulteriormente e con il valore ufficiale di 114,53 per un euro ha raggiunto la quotazione più bassa dell’anno.

A causa del rafforzamento dell’euro se questa situazione continuerà finirà per riflettersi sulle importazioni, con un aumento dei prezzi fino al 10%.

Il calo della divisa nazionale sarebbe stato ancora più accentuato se dall’inizio dell’anno la Banca di Serbia non avesse venduto 275 milioni di euro e compratine 90 milioni per contenere le oscillazioni giornaliere del dinaro. Sebbene non siano ancora disponibili i dati dell’inflazione a maggio rispetto ad aprile, essa sembra finalmente sotto il 10% ma l’indebolimento del cambio potrebbe condizionare i prezzi. Gli imprenditori e i commercianti stanno valutando su come aggustare i prezzi per non condizionare gli acquirenti con un conseguente calo del fatturato.

“L’indebolimento del dinaro condiziona soprattutto i beni importanti, in cui rientrano gli elettrodomestici, i prodotti da forno, i detergenti e altri. I prezzi potrebbero crescere del 10% mentre già negli ultimi 3 anni l’incremento dei prezzi dei generi alimentari è stato del 30% e di mese in mese si indebolisce il potere d’acquisto dei cittadini”, dice Vera Vida, presidente dell’Associazione per la difesa dei consumatori.

Gli importatori spiegano che i beni vengono acquistati in euro e che le nuove forniture dovranno per forza di cose prevedere qualche aumento. “Inoltre anche molte matere prime importante così come gran parte dei crediti sono in euro per cui è semplicemnte impossibile evitare gli aumenti”, dice Mitar Markovic, direttore di un negozio di abbigliamento.

Impaurisce i consumatori il fatto che questi aumenti arrivano assieme al previsto aumento dell’energia elettrica che scatterà dal primo luglio.

L’economista Danilo Sukovic sottolinea che dal 2000 il corso del dinaro rispetto all’euro è sopravvalutato in maniera costante. “Questo prezzo va pagato. Il cambio dipenden dall’andamento reale dell’economia e il cambio che è artificialmente tenuto alto finirà per cadere se l’economia non si  riprende”

(24 Sata, 25.06.2013)

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top