Il “Boom” dei lamponi serbi è già finito?

Ormai è passata l’età d’oro della Serbia per quanto riguarda i lamponi. Sia la produzione che il prezzo non sono più come una volta. Di anno in anno si registrano cali e l’unica cosa che cresce è il malcontento dei produttori. Tanto da bloccare le strade principali e chiedere allo Stato di fornire un prezzo minimo di acquisto di 180 dinari per chilogrammo, che ora è due volte più basso.

“Immagini di strade bloccate, produttori scontenti, viaggiatori fermati alle barricate, lo Stato che non vuole garantire un prezzo minimo ai  lamponi”, questa è la sintesi del caos di ieri. Questa situazione fa riflettere e pone la domanda “come ha fatto la Serbia ad arrivare così in fondo se era tra i paesi più forti nella produzione di lamponi?”

Ci è voluto molto tempo alla Serbia ad arrivare in cima alla lista dei migliori produttori di lamponi, e invece di mantenere una posizione alta, di anno in anno è scesa nella lista, così da sostituire il secondo posto con il quinto. Non solo, mentre gli altri paesi del mondo si sforzano ad aumentare la domanda della produzione “dell’oro rosso”, in Serbia da sei anni la domanda si è ridotta di un terzo!

Secondo  il FAOSTAT delle Nazioni Unite dal 2010 al 2016 la Russia ha aumentato la propria produzione del 24%, la Polonia del 28%, gli Stati Uniti del 51%, il Messico addirittura del 87%. Allo stesso tempo, la Serbia ha ridotto la propria produzione di un terzo, ovvero del 36%.
Per sette anni consecutivi dal 2002 al 2008, la Serbia è stati seconda al mondo per produzione. Dal 2009 al 2011, invece, è scesa al terzo posto, poi al quarto dal 2012 al 2015, e infine nel 2016 è scesa al quinto posto.

Ogni anno il malcontento dei produttori, in questo periodo dell’anno, è lo stesso. Tuttavia, questa volta le proteste sono più radicali e i produttori sono più decisivi. La strada principale per il Montenegro è bloccata e i produttori chiedono allo Stato di fornire un prezzo minimo di acquisto di 180 dinari per chilogrammo. L’aiuto è stato chiesto al Ministero dell’Agricoltura e sempre più alla Prima Ministra e al Presidente della Serbia.

l Ministro dell’Agricoltura Branislav Nedimovic ha detto che lo stato non può fare nulla quando si tratta di prezzi di lampone.

“Stanno chiedendo un prezzo, ma lo stato non può influenzarlo. Non lo so fino a quando il blocco durerà, dipende da loro. E ‘stato eseguito quello che hanno chiesto in precedenza, cioè l’istituzione di un Consiglio nazionale per i lamponi, così come il problema del fertilizzante. Tutto questo è stato risolto, ma il prezzo non può essere assolutamente dettato dallo Stato”, dichiara Nedimovic.

La Prima Ministra Ana Brnabic ha aggiunto:” lo Stato non può garantire il prezzo d’acquisto dei lamponi, perché il prezzo viene dettato dal mercato, ma sono comunque pronta a discutere con i produttori, solo se sbloccheranno l’autostrada per il Montenegro.

Le richieste dei produttori di lamponi

In primo luogo, la regolamentazione del mercato, ma anche porre fine a quelli che riconfezionano le merci e alle celle frigorifere, che si arricchiscono  durante la notte, come dicono,  con la loro fatica e il sudore.

Che la situazione sia seria è chiaro, dato che si è istituito l’anno scorso un Consiglio nazionale. E’ prevista una riunione della commissione per l’agricoltura per mercoledì, dove saranno invitati i rappresentanti dei coltivatori.

Il prezzo d’acquisto sempre più basso, mentre i costi sono fissi. – Qual è il costo della produzione di lamponi?

Il prezzo di partenza di 50 – 80 dinari non riesce a  coprire nemmeno i costi di produzione di base. Questo conferma Dragan Jovic, produttore, che ha 40 ettari di lamponi nei pressi di Kursumlija. Per ora i produttori di questa parte della Serbia non protestano.

Alla nostra domanda qual è la soluzione giusta per lui, perché ogni anno si presentano gli stessi problemi, Dragan ha risposto così:  “Lo stato dovrebbe trovare un modo per organizzare un acquisto all’ingrosso, e organizzare magazzini, per fare modo che i produttori possano vendere i propri lamponi quando c’è un buon prezzo. Cioè, che i produttori possano vendere il proprio bene successivamente, quando il prezzo si adatta. Mentre ora i proprietari di celle frigorifere ci ricattano, e ci fanno vendere al prezzo che loro stabiliscono, e i produttori così rimangono praticamente non protetti.”

L’anno scorso, il prezzo medio d’acquisto del lampone nella regione di Arilje ammontava a 155 dinari per chilogrammo, mentre nella Serbia meridionale a 120 dinari. Entrambi raggiungono gli stessi prezzi di esportazione di 1,85 euro.

(https://www.blic.rs/vesti/ekonomija/proslo-je-zlatno-doba-srpske-maline-sada-gledamo-barikade-dok-rusija-poljska-sad/4m0hm2h)

 

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